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AEROSPAZIONEWS18 Luglio 2026 16:59

Trasporto aereo: il MIT pubblica la proposta del Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035. Ecco il DOCUMENTO

Trasporto aereo: il MIT pubblica la proposta del Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035. Ecco il DOCUMENTO

(AGEEI/Aerospazionews) – Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha pubblicato la proposta del Piano Nazionale degli Aeroporti (PNA) 2026-2035, predisposto sulla base delle attività svolte dall’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) in collaborazione con la Direzione Generale per gli Aeroporti, il Trasporto Aereo e i Servizi Satellitari del MIT. In qualità di proponente, nei prossimi giorni l’ENAC presenterà su questo Piano l’istanza di attivazione della seconda e conclusiva fase della procedura di VAS  (Valutazione Ambientale Strategica) presso il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Il nuovo PNA – che AGEEI/Aerospazionews ha avuto modo di consultare – si sviluppa in 125 pagine e in 8 capitoli, riguardanti in particolare: Scenario di riferimento e potenzialità; Previsioni di traffico; Analisi dei bisogni del territorio; Analisi della capacità nazionale e qualità dello sviluppo; Rete di trasporto aereo nazionale; Le nuove tecnologie e il loro impatto sul Piano Nazionale degli Aeroporti; Intermodalità e digitalizzazione; Cargo aereo. Il documento verrà aggiornato periodicamente a partire dal 2027.

“Il nuovo Piano Nazionale degli Aeroporti (PNA), sviluppato in un’ottica di integrazione intermodale”, si legge nell’introduzione, “si colloca come uno strumento di pianificazione formulato in attesa della predisposizione di un più ampio Piano Generale della mobilità e del trasporto. Il Piano ridisegna il perimetro d’interesse dell’aviazione civile da oggi al 2035, in un percorso coerente e permeabile rispetto ai temi della sostenibilità ambientale, sociale ed economica, della digitalizzazione e dell’innovazione tecnologica, anche in un’ottica di continuità e sviluppo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). A riferimento viene preso il 2023, quale anno di piena ripresa del traffico aereo nazionale, segnando il superamento della pandemia. Il PNA è un documento di indirizzo politico e tecnico di sviluppo del trasporto aereo e del sistema aeroportuale in grado di potenziare la competitività del sistema economico nazionale, soddisfare la domanda di mobilità di persone e merci, realizzare la transizione sia ecologica – sostenibile socialmente e in termini economici e industriali – che digitale del settore, aumentando altresì l’accessibilità alle reti di trasporto di tutti i territori e riducendo le attuali disuguaglianze. Il settore del trasporto aereo è fortemente dinamico e con il passare del tempo emergono, già da un anno all’altro, nuovi elementi e nuove dinamiche, soprattutto a livello di singolo aeroporto. Anche le dinamiche dei vettori certificano i continui cambiamenti cui la filiera è sottoposta. Ecco perché il presente PNA verrà aggiornato periodicamente, a cominciare dal 2027, anno in cui è prevista la conclusione del PNRR, con i relativi effetti anche infrastrutturali e trasportistici. L’attuazione degli indirizzi del PNA avviene per il tramite dell’ENAC, con il monitoraggio del MIT, mediante i Piani di Sviluppo e gli strumenti di programmazione che pongono la base per la sottoscrizione del Contratti di Programma, nonché attraverso le azioni del MIT. L’ENAC individua il livello di aderenza e strategicità degli interventi alla base dei Piani di Sviluppo rispetto agli obiettivi del PNA”.

“Le azioni che il nuovo PNA conta di mettere in campo da qui al 2035”, prosegue il documento, “sono coerenti con il programma dell’International Civil Aviation Organisation (ICAO) che punta alla decarbonizzazione entro il 2050, alla riduzione delle emissioni acustiche e al contenimento dell’impatto dell’aviazione internazionale sui cambiamenti climatici. In particolare, il programma Carbon Offsetting and Reduction Scheme for International Aviation (CORSIA), adottato dall’Italia su base volontaria, contiene, come strumento sostanziale di contenimento delle emissioni di CO2, l’utilizzo dei Sustainable Aviation Fuel (SAF) e l’integrazione futura dell’utilizzo dell’idrogeno nelle infrastrutture aeroportuali. Gli aeroporti dovranno adeguare, in linea con le indicazioni del Piano, le infrastrutture per consentire agli operatori aerei l’utilizzo dei carburanti alternativi o delle ulteriori tipologie di alimentazione sostenibile che dovessero rendersi disponibili e per garantire la resilienza delle stesse infrastrutture rispetto ai possibili effetti dei cambiamenti climatici, in linea, anzi supportando lo sviluppo globale del settore. Parimenti andrà garantito il contenimento del rumore con pratiche che, coinvolgendo ENAC ed ENAV, portino alla riduzione del rumore stesso al di là degli sforamenti delle curve”.

“In quest’ottica”, sottolinea il PNA, “l’impostazione data al nuovo Piano non promuove in linea generale la realizzazione ex novo di infrastrutture aeroportuali, a meno di una analisi critica dello sviluppo che mostri gli evidenti benefici ambientali e sociali, puntando, invece, sulla ottimizzazione delle capacità infrastrutturali ed operative e sul rinnovamento/adeguamento delle infrastrutture divenute obsolete. Il nuovo Piano stabilisce i principi/le dimensioni su cui lo sviluppo aeroportuale viene valutato, posizionandosi ad un livello strategico mirato alla definizione di Direttive e best practices su scala nazionale e sistemica. Risulta evidente la necessità, da un lato, di documenti tecnici legati al singolo scalo aeroportuale in grado di definire le azioni specifiche da implementare e, dall’altro, di un documento tecnico orizzontale all’interno del settore dei trasporti e in grado di definire una metodologia quanto più possibile condivisa e integrata circa il livello di sostenibilità e di impatto ambientale di tutte le modalità di trasporto”.

“Lo sviluppo delle infrastrutture aeroportuali”, afferma il PNA, “dovrà essere condizionato da un’analisi approfondita dello stato attuale delle dotazioni e delle tecnologie innovative disponibili, fissando come presupposto l’efficientamento di quelle esistenti, evitando – salvo esigenze particolari nell’immediato futuro – di prevederne di nuove. Nel caso di una residuale esigenza di realizzare ex novo un’infrastruttura, dovranno essere evidenti, sin dal progetto di fattibilità tecnico economica, i benefici, derivanti dalla nuova opera rispetto allo status quo ante ed in riferimento alle opportunità derivanti dalle collaborazioni aeroportuali. Esse possono infatti consentire una migliore distribuzione del traffico laddove sono presenti fenomeni di saturazione rispetto alle esigenze di mercato e rispondono alla domanda di mobilità dei territori coinvolti. In una fase matura dell’attuazione delle previsioni del presente Piano, è auspicabile che gli scali appartenenti ad uno stesso ‘sistema integrato aeroportuale’ abbiano obiettivi, anche in termini di sostenibilità, comuni e coordinati, specie riguardo le tematiche dell’intermodalità, dell’innovazione tecnologica e della transizione energetica ed ecologica”.

“I sistemi integrati aeroportuali”, precisa il documento, “al di là dei ruoli intercontinentali, internazionali e nazionali dei singoli aeroporti, sono: Sistema integrato aeroportuale del Nord Ovest (Genova – Torino – Cuneo); Sistema integrato aeroportuale Lombardo (Malpensa – Linate – Bergamo– Brescia); Sistema integrato aeroportuale del Nord Est (Venezia – Treviso – Trieste – Verona – Bolzano); Sistema integrato aeroportuale dell’Emilia-Romagna (Bologna – Parma – Rimini – Forlì); Sistema integrato aeroportuale Toscano (Firenze – Pisa); Sistema integrato aeroportuale Centrale (Ancona – Pescara – Perugia); Sistema integrato aeroportuale Laziale (Fiumicino – Ciampino); Sistema integrato aeroportuale Campano (Napoli – Salerno); Sistema integrato aeroportuale Pugliese (Bari – Brindisi – Taranto – Foggia); Sistema integrato aeroportuale della Calabria (Lamezia – Reggio C – Crotone); Sistema integrato aeroportuale della Sicilia Orientale (Catania – Comiso – Pantelleria); Sistema integrato aeroportuale della Sicilia Occidentale (Palermo – Trapani – Lampedusa); Sistema integrato aeroportuale della Sardegna (Cagliari – Alghero – Olbia)”.

“Tutti i sistemi integrati aeroportuali contigui hanno ovviamente margini di sovrapposizione”, spiega il PNA, “non sono infatti da intendersi come isolati ma come elementi sinergici del network nazionale. Altro obiettivo del Piano riguarda lo sviluppo della cosiddetta ‘rete aerea di supporto’, oggi rappresentata dagli scali con traffico commerciale estremamente rarefatto e dagli aeroporti di aviazione generale. Tale sviluppo passerà attraverso la valorizzazione delle attività aeronautiche, coerentemente con il concetto di mobilità aerea sostenibile, in grado di rendere tali aeroporti terminali di questa rete diffusa, innovativa, sostenibile, ma aderente alle esigenze del territorio locale. Al fine di garantire al meglio la capacità concorrenziale degli aeroporti italiani, il MIT procederà ad una revisione ed aggiornamento della disciplina degli ‘incentivi ai vettori’, con particolare riferimento, da un lato, al rispetto della trasparenza e, dall’altro, alla tutela della attività commerciale dei gestori, in quanto tale sottoposta alla libera concorrenza e tutelata da forme legittime di riservatezza industriale”.

“Il PNA rileva l’importanza dell’evoluzione tecnologica sulle dinamiche future del settore”, prosegue il documento, “e conseguentemente pone alle stesse adeguata attenzione e spazi idonei alle sperimentazioni della mobilità futura. Ci si riferisce alle nuove forme di trasporto e servizi, raggruppate sotto l’appellativo di Mobilità Aerea Avanzata/Urbana (Advanced Air Mobility – AAM/Urban Air Mobility – UAM) e al tema della navigazione suborbitale e ipersonica. L’attuazione del PNA dovrà garantire la qualità e la sicurezza del servizio, nel riconoscimento della centralità dei diritti del passeggero e della sostenibilità economica e sociale. Per far tesoro della lesson learned relativa alla gestione della pandemia, il Piano considera la necessità – anche in futuro – di spazi adeguati e flessibili all’interno delle aerostazioni; al nuovo profilo di passeggero che torna a volare dopo la pandemia, va assicurata una ‘safe & quality passenger experience’. L’aeroporto e, più segnatamente, i Terminal, non saranno più solamente presidi a garanzia della security e della safety ma anche, attraverso appositi provvedimenti del Ministero della Salute, della sicurezza sanitaria”.

AGEEI/Aerospazionews pubblica integralmente il Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035, che è possibile scaricare qui: https://www.mit.gov.it/nfsmitgov/files/media/progetti/2026-07/PNA%20DEFINITIVO%20MIT%2015%20Luglio.pdf

www.mit.gov.it
 
www.enac.gov.it
 
www.ageei.eu