Roma - L’amministratore delegato chiude i dossier PNRR in accordo con il ministro Salvini; Gianpiero Strisciuglio è il nome in pole position per la successione entro luglio.
Nei prossimi giorni Stefano Donnarumma lascerà ufficialmente la carica di amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, chiudendo il suo mandato in anticipo rispetto alla scadenza naturale. La notizia, che segna una svolta negli assetti delle partecipate pubbliche, arriva da fonti qualificate del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) a seguito di un faccia a faccia tra il manager e il vicepremier Matteo Salvini.
Durante l’incontro, i due hanno concordato la necessità di un avvicendamento per inaugurare la cosiddetta “fase 2” del Gruppo, una volta messi in sicurezza i dossier più urgenti e i traguardi legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Per la successione si punta con decisione su una soluzione interna: il candidato favorito è Gianpiero Strisciuglio, attuale AD di Trenitalia e con un lungo passato in Rfi, la cui nomina dovrebbe essere formalizzata entro la fine di luglio.
L’ACCORDO TRA MINISTERO E VERTICE AZIENDALE
L’esito del colloquio tra Salvini e Donnarumma ha delineato un percorso di transizione condiviso. Il ministro ha espresso soddisfazione per il lavoro svolto finora, sottolineando come l’azienda sia ormai prossima a raggiungere l’ambizioso traguardo dei 25 miliardi di euro legati ai target del PNRR.
Nonostante la complessità di gestire contemporaneamente 1.300 cantieri attivi sulla rete nazionale, i dati di giugno 2026 hanno evidenziato un miglioramento della puntualità del 7% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Un risultato che si somma al ritorno all’utile per 30 milioni di euro certificato nell’ultimo bilancio, un segnale di solidità finanziaria che il Mit ha voluto rimarcare nel ringraziare l’AD uscente e gli oltre 90 mila dipendenti del Gruppo per la funzione essenziale svolta quotidianamente per il Paese.
IL PROFILO DEL POSSIBILE SUCCESSORE
La scelta di Gianpiero Strisciuglio come erede designato alla guida di Piazza della Croce Rossa risponde alla volontà del Governo di dare continuità operativa attraverso un tecnico che vanta 25 anni di esperienza nel settore ferroviario. Strisciuglio, già protagonista della gestione operativa in Trenitalia e Rfi, è considerato la figura ideale per gestire l’eredità industriale di Donnarumma. Quest’ultimo, arrivato alla guida di FS nel giugno 2024 dopo le esperienze al vertice di Acea e Terna, aveva impresso una forte spinta alla trasformazione del sistema presentando un Piano Strategico 2025-2029 che prevedeva investimenti complessivi per 100 miliardi di euro.
LO SCENARIO OPERATIVO E I CANTIERI SULLA RETE
Le dimissioni arrivano in un momento di forte esposizione mediatica per le ferrovie, al centro del dibattito pubblico a causa dei ritardi che colpiscono la circolazione, spesso fisiologicamente legati all’imponente mole di lavori infrastrutturali. Il Gruppo ha recentemente comunicato un denso programma di interventi estivi che interesserà i nodi nevralgici del Paese. Tra i cantieri più critici e impattanti figurano quelli per la nuova linea ad alta velocità Napoli-Bari, il completamento del tunnel del Brennero, le opere del Terzo Valico nel nodo di Genova e il passante AV di Firenze, tutti tasselli fondamentali per l’ammodernamento dei trasporti nazionali.
LE REAZIONI POLITICHE E IL DIBATTITO DELLE OPPOSIZIONI
Mentre dai sindacati trapela che il cambio al vertice fosse atteso, sebbene non con questa accelerazione, le opposizioni hanno colto l’occasione per attaccare duramente la gestione del Governo. Il Partito Democratico ha liquidato la vicenda come “l’ultimo atto del fallimento dei trasporti firmato Meloni e Salvini”, sottolineando come pendolari e cittadini stiano pagando il prezzo di scelte politiche ritenute sbagliate.
Sulla stessa linea Italia Viva, che definisce le dimissioni anticipate di Donnarumma come la “plastica certificazione” di una gestione ministeriale disastrosa. In questo clima di scontro frontale, l’AD uscente si appresta a chiudere gli ultimi dossier aperti prima di rassegnare formalmente le proprie dimissioni nelle mani del ministro.