Spazio: un vettore italiano “Vega C” lancerà martedì 29/4 il satellite europeo “Biomass” da Kourou (Guyana Francese)
(AGEEI/Aerospazionews) – Proseguono i preparativi per il lancio della missione “VV26” del vettore italiano “Vega C” dallo spazioporto europeo di Kourou nella Guyana Francese. Nelle ultime ore, la carenatura contenente il satellite europeo “Biomass” è stata issata sul vettore, in vista del lancio previsto per martedì 29 aprile alle 11:15 ora italiana. La separazione di “Biomass” in orbita eliosincrona è programmata alle ore 12:13, mentre alle 12:27 è attesa l’acquisizione del segnale dall’European Space Operations Centre (ESOC) di Darmstadt in Germania. Questo sarà il quarto lancio del “Vega C”, versione potenziata del vettore “Vega” prodotto da Avio, capace di trasportare fino a 2.300 kg in orbita bassa anche con carichi multipli. L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha organizzato per dopodomani 24 aprile una conferenza stampa in diretta streaming per la presentazione della missione, a cui parteciperanno anche Simonetta Cheli, direttore dei Programmi di Osservazione della Terra dell’ESA, e Marino Fragnito, chief Commercial Officer di Avio.
La missione “Biomass” è parte di “Earth Explorer”, il programma dell’ESA che consiste in una serie di satelliti con l’obiettivo di potenziare l’ambito di ricerca delle scienze della Terra, attraverso l’osservazione dei sistemi-chiave del nostro pianeta. Il satellite trasporta il primo radar ad apertura sintetica in banda P per osservare la Terra dallo spazio. Grazie alla sua lunga lunghezza d’onda di circa 70 cm, il segnale radar può penetrare attraverso le chiome delle foreste. Ciò consentirà di raccogliere informazioni sull’altezza e la struttura di diversi tipi di aree forestali e di misurare la quantità di carbonio immagazzinato e come cambia nel tempo. Inoltre, la missione “Biomass” mapperà la geologia del sottosuolo nei deserti, la struttura del ghiaccio delle calotte glaciali e la topografia dei suoli forestali. Prodotto da Airbus Defence and Space, il satellite trascorrerà almeno 5 anni a fare osservazioni dettagliate e ad assistere ad almeno 8 cicli di crescita nelle foreste del mondo. Le osservazioni di questa nuova missione porteranno anche a una migliore comprensione dei tassi di perdita di habitat e, di conseguenza, dell’effetto che ciò può avere sulla biodiversità nell’ambiente forestale.
