Spazio, rientrata Artemis II, Valente (ASI): “viaggio possibile grazie al contributo della tecnologia italiana”
(AGEEI/Aerospazionews) – “Sono stati dieci giorni molto entusiasmanti, ci sono voluti oltre cinquanta anni ma eccoci di nuovo vicino alla Luna”. E’ quanto ha dichiarato Teodoro Valente, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), commentando su Linkedin il successo della missione lunare Artemis II. La notte scorsa, la capsula Orion con a bordo i quattro astronauti è infatti ammarata nell’Oceano Pacifico dopo un volo di dieci giorni che l’ha portata a circumnavigare il nostro satellite naturale. “E’ stato un viaggio reso possibile anche grazie all’importante contributo dell’Europa e del sistema italiano”, ha proseguito Valente, “con molta tecnologia del Paese nel modulo di servizio europeo ESM e a supporto della capsula Orion: dai pannelli fotovoltaici agli elementi riscaldanti”.
“Il lancio di Artemis II ha aperto e confermato, un orizzonte a breve, di poter raggiungere di nuovo il suolo lunare”, ha sottolineato il presidente dell’ASI, “dove poi utilizzare le risorse in situ per poter sopravvivere autonomamente e per reperire materie prime critiche necessarie per futuri sviluppi tecnologici, anche nel settore della produzione di energia. L’attesa di questi decenni è stata ricompensata, immaginando ciò che ora abbiamo davanti a noi, la tappa di allunaggio è oramai più a portata di mano. Per l’Agenzia Spaziale Italiana queste settimane sono state particolarmente importanti per il coinvolgimento nel programma Artemis. E’ di qualche giorno fa la firma dell’intesa tra l’autorità delegata allo spazio, il ministro Adolfo Urso, e l’amministratore delegato della NASA, Jared Isaacman, con la quale, tra le altre cose, il modulo MPH dell’ASI è entrato definitivamente nella composizione del futuro campo base lunare. I riconoscimenti pubblici dell’amministratore della NASA di queste ore”, ha concluso Valente, “sono un grande onore per tutti noi e un plauso per tutto il sistema dello Spazio in Italia”.
La missione Artemis II ha visto un’importante contributo da parte delle industrie italiane, in particolare per quanto riguarda il modulo ESM (European Service Module), fornito dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Su contratto della tedesca Airbus Defence and Space, capocommessa per il progetto ESM, la società italo-francese Thales Alenia Space Italia ha realizzato a Torino l’intera struttura primaria e secondaria del modulo, il sistema per la protezione dai micrometeoriti, il Thermal Control System (TCS) con i relativi radiatori e il Consumable Service System (CSS), comprensivo dei sistemi di distribuzione di acqua potabile, ossigeno e azoto. Leonardo ha invece costruito, presso lo stabilimento di Nerviano (Milano), i quattro pannelli fotovoltaici dell’ESM, oltre alle unità elettroniche PCDU (Power Control and Distribution Units) per il controllo e la distribuzione di energia al veicolo spaziale. Infine, Telespazio ha contribuito all’iniziativa della NASA denominata “Artemis II Orion One-Way Doppler Measurements Tracking”: una grande antenna parabolica del Centro Spaziale del Fucino (L’Aquila) ha partecipato con successo alle attività di tracciamento e monitoraggio dei segnali radio trasmessi dalla capsula Orion durante tutto il suo viaggio nello spazio profondo.
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