Spazio, report CeSI, MAECI e AM: “sfide, opportunità e fragilità dell’Italia nello sviluppo della Space Economy”
(AGEEI/Aerospazionews) – “L’Italia ha gli strumenti per giocare un ruolo di primo piano nella sfida spaziale, ma anche fragilità che dovrà affrontare su vari livelli e che richiedono lungimiranza, visione, capacità di fare sistema, abbandono di alcune rendite di posizione non più sostenibili”. È quanto sostiene il report “Supra Astra”. La sfida strategica del dominio spaziale tra sicurezza nazionale, competitività industriale e New Space Economy”, approfondito documento (156 pagine) realizzato dal Centro Studi Internazionali (CeSI) in collaborazione con il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e con l’Aeronautica Militare, presentato nei giorni scorsi a Roma. “Il futuro dello Spazio italiano”, si legge nel report, che AGEEI/Aerospazionews ha potuto consultare, “dipenderà dalla capacità di mantenere visione strategica, investimenti continuativi e coerenza di lungo periodo. Dipenderà dalla capacità di bilanciare la cooperazione europea e atlantica con l’autonomia nazionale. Dipenderà dalla capacità di integrare grandi programmi istituzionali con l’ecosistema New Space. Dipenderà, infine, dalla capacità di una nuova generazione di leader, scienziati, ingegneri e imprenditori di portare l’Italia verso nuove frontiere”.
“L’Italia, quale Paese perno delle capacità spaziali dell’Unione Europea, dovrà necessariamente esercitare un ruolo di primo piano nel medio e lungo termine”, sottolinea il documento. “In tale contesto, sarà dunque rilevante l’ampiamento e la coesione dell’intera filiera produttiva, la quale dovrà calibrarsi alle emergenti richieste di mercato e alle direttrici strategiche del quadro europeo delineato dalla EU Space Strategy for Security and Defence. A questo fine, tuttavia, di fondamentale importanza sarà il supporto dell’intero apparato istituzionale e decisionale nazionale, abilitante a un supporto proattivo e concreto all’industria di settore. Le attuali eccellenze rappresentate da Leonardo, Thales Alenia Space, Telespazio e Avio, trainanti i processi evolutivi di settore, dovranno inoltre essere affiancate da un ecosistema industriale sempre più ampio e diversificato, all’interno del quale le Piccole e Medie Imprese (PMI) possano acquisire know-how tecnologico e fornire un apporto di crescente rilevanza nella soddisfazione dei requisiti nazionali. La valorizzazione delle PMI attive nel settore spaziale, con una dedicata strategia volta in generale a sostenere l’upscaling e in particolare a promuovere la transizione da startup a scaleup, in un segmento ad altissima densità di innovazione e concettualmente vocato all’internazionalizzazione, rappresenta in quest’ottica un complemento di estrema rilevanza”.
“Cruciale sarà inoltre la sinergia interministeriale e interagenzia”, prosegue il report di CeSI, MAECI e AM, “funzionale alla crescita di progetti imperniati sulla collaborazione e la compartecipazione tra il settore pubblico e quello privato. A tal proposito, il ruolo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, congiunto a quello dell’Agenzia Spaziale Italiana, dovrà sempre più assumere una centralità strategica orientata alla generazione di pivotali outputs produttivi. Il protagonismo italiano dovrà infatti prevedere un approccio sistemico coerente e integrato, in grado di generare una propulsione incrementale e costante per tutto il tessuto produttivo, combinando la capacità industriale alla valorizzazione strategica. Tali relazioni intra- e inter-istituzionali dovranno convergere nella creazione di tavoli permanenti di coordinamento dedicati a settori di rilevanza come la capacità di accesso allo Spazio, la sicurezza orbitale e la sostenibilità delle attività spaziali, oltre che a selezionati segmenti delle catene del valore incluse nella New Space Economy”.
“In virtù di ciò si evidenzia l’importanza del coordinamento pubblico-privato per la valorizzazione di iniziative come la joint venture recentemente promossa da Airbus, Leonardo e Thales”, evidenzia il documento, “atta ad aggregare la maggior parte delle capacità europee nei segmenti satellitari, di comunicazione e di osservazione della Terra. Parimenti, la promulgazione della Legge 89 del 13 giugno 2025 istituisce la prima normativa quadro inerente allo Spazio all’interno del panorama giuridico italiano, garantendo una regolamentazione complessiva dell’arena competitiva in fase di definizione. D’altra parte, risulta opportuno riflettere sui macroobiettivi europei, strettamente correlati al raggiungimento di una credibile autonomia strategica continentale. Appurate le diverse criticità nel raggiungere concretamente tale obiettivo entro reali tempistiche, diviene opportuno concepire lo sviluppo spaziale nazionale paritetico e complementare a quello europeo e atlantico”.
“Determinante sarà, pertanto”, prosegue il report, “il perseguimento di un coerente bilanciamento tra la dipendenza da assetti esteri e la fruizione di capacità nazionali, poste all’interno di una struttura cooperativa europea. La crescente competizione strategica, accelerata dai progressi tecnologici e incentivata dal dischiudersi di crescenti opportunità nello Spazio, impone la necessità di un rapido allineamento capacitivo. Il mancato raggiungimento di esso, infatti, potrebbe comportare una marginalizzazione degli attori meno virtuosi anche nell’immediato futuro. L’assenza di una gerarchizzazione consolidata dello Spazio, inoltre, rappresenta un altro vettore di crescente dinamismo negli sviluppi di settore, dettato dalla redditività che genera un ambiente ancora in esplorazione. In questo scenario”, conclude il documento, “la strutturazione di capacità civili e militari extraatmosferiche impone degli approcci sinergici e condivisi, necessariamente concepiti anche nell’adozione di misure e contromisure abilitanti a comunicare, operare e manovrare nel dominio spaziale, nonché eventualmente a contestarne e restaurarne il controllo”.
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