Spazio: medaglia commemorativa del MUR a cinque ricercatori del CNR per la missione suborbitale Virtute 1
(AGEEI/Aerospazionews) – Il ministero dell’Università e della Ricerca ha conferito la Medaglia commemorativa per la partecipazione a missioni nazionali di ricerca di alta valenza scientifica nello Spazio, istituita con Decreto Interministeriale MUR–Difesa del 27 luglio 2021, a cinque ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) che hanno partecipato alla missione suborbitale Virtute 1, realizzata in collaborazione con l’Aeronautica Militare a bordo della navetta spaziale SpaceShipTwo di Virgin Galactic nel giugno 2023. Gli insigniti sono Lucia Paciucci, Pantaleone Carlucci, Patrizio Massoli, Francesco Catapano e Giovanni Meccariello, presenti presso lo spazioporto durante la missione e direttamente coinvolti nelle attività scientifiche, operative e di supporto che hanno consentito la realizzazione degli esperimenti italiani in ambiente spaziale. A conferire oggi le medaglie è stato il direttore generale del MUR, Emanuele Fidora. La decorazione valorizza il contributo dei ricercatori italiani nei contesti più avanzati dell’esplorazione e della ricerca spaziale.
Tra i ricercatori premiati, Lucia Paciucci, afferente al Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente del CNR (CNR-DSSTTA), ha svolto un ruolo di coordinamento delle attività scientifiche e operative civili della missione, contribuendo all’integrazione tra gli aspetti sperimentali, organizzativi e istituzionali del programma, ed è stata inoltre selezionata come membro di backup dell’equipaggio. Pantaleone Carlucci, del CNR-DSSTTA, unico rappresentante civile inserito in equipaggio a bordo della SpaceShipTwo (insieme a due ufficiali dell’Aeronautica Militare, il col. Walter Villadei, astronauta e ingegnere spaziale, e il ten.col. Angelo Landolfi, medico aerospaziale), ha partecipato direttamente alle attività operative e sperimentali legate al volo spaziale, contribuendo alla preparazione e all’esecuzione della campagna anche in qualità di co-investigator.
Patrizio Massoli, dell’ Istituto di Scienze e Tecnologie per l’Energia e la Mobilità Sostenibili del CNR (CNR-STEMS), è stato responsabile scientifico dell’esperimento dedicato ai processi di combustione in microgravità, uno dei principali contributi scientifici italiani della missione. Giovanni Meccariello e Francesco Catapano, del CNR-STEMS, hanno affiancato, in qualità di co-investigator, le attività sperimentali partecipando alla progettazione, preparazione e validazione delle operazioni scientifiche che hanno consentito il corretto svolgimento dell’esperimento durante il volo.
“La missione Virtute 1 è il frutto del lavoro di una comunità ampia”, spiegano fonti del CNR, “ed è stata infatti resa possibile grazie al contributo di numerosi ricercatori, tecnologi, tecnici e personale di supporto del CNR che, negli anni precedenti al volo, hanno partecipato alla progettazione scientifica, allo sviluppo sperimentale, all’integrazione dei sistemi, alle attività operative e al coordinamento con i partner nazionali e internazionali. La Medaglia commemorativa testimonia il livello di eccellenza raggiunto dal CNR nella ricerca aerospaziale e ne conferma il ruolo di primo piano nelle iniziative italiane dedicate alle nuove frontiere dello spazio. L’esperienza di Virtute 1”, concludono le fonti del CNR, “ha inoltre favorito lo sviluppo di nuovi programmi sulle missioni suborbitali, le piattaforme stratosferiche, le infrastrutture airborne e le tecnologie per l’accesso allo spazio, rafforzando il contributo del CNR alla crescita della ricerca aerospaziale nazionale”.
Virtute 1 (Volo Italiano per la Ricerca e la Tecnologia sUborbiTalE) è stata la prima missione suborbitale italiana per la ricerca scientifica e la sperimentazione delle conseguenze della microgravità sul corpo umano. Partita dal New Mexico il 29 giugno 2023, ha visto l’equipaggio italiano decollare a bordo di Unity, lo spazioplano della classe SpaceShipTwo di Virgin Galactic, per un volo ad una quota massima di 80 km della durata totale di 90 minuti. Durante il volo suborbitale, sono stati effettuati alcuni progetti di ricerca medica, coordinati dall’Istituto di Medicina Aerospaziale dell’Aeronautica Militare di Milano, dall’Ospedale Maggiore Policlinico e l’Università degli Studi di Milano e dal Dipartimento di Ingegneria Industriale e Scienze Matematiche della Facoltà di Ingegneria dell’Università Politecnica delle Marche. I risultati hanno consentito di studiare gli effetti di agenti quali radiazioni, radicali liberi e stress ossidativo, alla base di molte patologie e principale causa di invecchiamento cellulare.