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AEROSPAZIONEWS31 Marzo 2026 16:28

Spazio, lancio Artemis II, Angelini (TASI): “protagonisti della missione lunare con il modulo ESM”

Spazio, lancio Artemis II, Angelini (TASI): “protagonisti della missione lunare con il modulo ESM”

(AGEEI/Aerospazionews) – “Siamo assolutamente protagonisti della missione Artemis con il modulo ESM, che è il sistema che trasporta la capsula Orion, le fornisce ossigeno e potenza, distribuisce acqua e, sostanzialmente, consente ai quattro astronauti di riuscire a vivere”.

E’ quanto ha dichiarato Roberto Angelini, direttore del Dominio Esplorazione e Scienza presso Thales Alenia Space Italia e responsabile del sito di Torino, in questa intervista a AGEEI/Aerospazionews rilasciata alla vigilia della missione lunare Artemis II.

Il lancio è attualmente confermato per giovedì 2 aprile alle 00:24 (ora italiana) con il gigantesco vettore SLS dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral in Florida. A bordo della capsula Orion – denominata Integrity – quattro astronauti: Reid Wisema (comandante, NASA), Victor Glover (pilota, NASA), Christina Koch (specialista di missione, NASA) e il canadese Jeremy Hansen (specialista di missione, Canadian Space Agency). Questo volo, che avrà una durata di dieci giorni, consentirà alla Orion di raggiungere una distanza di ben 450mila km dalla Terra, di sorvolare la Luna ad una quota di 7.400 km e poi di tornare verso il nostro pianeta, ammarando nell’Oceano Pacifico intorno al 10 aprile.

Qual è il contributo italiano e, in particolare, di Thales Alenia Space Italia alla missione Artemis II?

“Abbiamo già avuto esperienza con Artemis I, che è stato un grandissimo volo di qualifica alla fine del 2022, sostanzialmente per dimostrare la bontà delle soluzioni tecnologiche. Tra poco, partirà invece la missione Artemis II. Una volta che arriverà in orbita bassa, sarà avviata la Translunar Injection, la manovra fondamentale che permetterà alla navicella Orion con a bordo i quattro astronauti di abbandonare l’orbita terrestre e dirigersi verso la Luna. Tutta questa manovra, e quindi tutto il supporto alla missione successiva, verranno effettuati da un modulo di servizio costruito per la maggior parte in Italia: si chiama European Service Module (ESM) ed è frutto di una collaborazione tra Thales Alenia Space Italia e Airbus. Per cui tutta la parte di struttura primaria e secondaria, i sistemi di controllo termico attivo, l’Environmental Control System e il Life Support System sono realizzati nel nostro stabilimento a Torino. Una volta costruito, l’ESM viene portato prima a Brema, dove vengono integrati il motore e le avioniche – tra l’altro Leonardo fornisce la Power Distribution Unit e i pannelli solari – e infine tutto viene consegnato negli Stati Uniti”.

A che punto è il programma di consegna dei moduli ESM?

“Ad oggi, abbiamo consegnato già sei di questi moduli. I primi tre sono già negli Stati Uniti, uno lanciato con la missione Artemis I, il secondo in rampa di lancio con Artemis II, il terzo già pronto, mentre quarto, quinto e sesto arriveranno. E, se la questione del vettore SLS dovesse andare avanti, chiaramente per ogni capsula Orion che sarà costruita da Lockheed Martin ci dovrà essere anche un ESM europeo prodotto da noi. Quindi direi che siamo assolutamente protagonisti della missione Artemis! L’ESM è il sistema che trasporta la capsula, che le fornisce ossigeno, che le fornisce potenza, che distribuisce acqua e, sostanzialmente, consente ai quattro astronauti di riuscire a vivere”.

La NASA ha annunciato la sospensione del programma per la stazione cislunare Lunar Gateway. Nel frattempo, però, voi state lavorando alle tecnologie per le future missioni sulla superficie della Luna…

“La superficie della Luna è altrettanto interessante! Stiamo già lavorando per lo sviluppo di Argonaut, un lander automatico europeo che porterà due tonnellate sulla superficie selenica. Questo progetto fa parte di un altro building block critico per l’Europa, perché chiaramente l’Agenzia Spaziale Europea queste due tonnellate, così come anche l’ESM, le scambia con la NASA per poter avere spazi scientifici, possibilmente anche un’astronauta. Il bello di questo funzionamento è che sostanzialmente noi prendiamo contratti dall’Europa, lavoriamo per gli Stati Uniti, non c’è scambio di soldi attraverso l’Atlantico e tutti quanti sono contenti. Ancor più interessante è quello che si chiama Multi Purpose Habitat (MPH), che invece è il contributo diretto della collaborazione bilaterale tra l’Agenzia Spaziale Italiana e la NASA. Questo primo modulo abitativo pressurizzato consentirà agli astronauti di fermarsi sulla superficie della Luna più delle poche ore che potevano fare le missioni Apollo. Quindi passare da tre o quattro ore a due settimane, tre settimane, un mese è il compito dell’MPH. E per noi è fonte di grande orgoglio pensare di lavorare a questo programma”.

(Speciale Artemis II, 1-segue)

www.nasa.gov

www.thalesaleniaspace.com

www.ageei.eu