Spazio: lanciato il nanosatellite italiano per telecomunicazioni “Coral”, sarà rilasciato dalla Stazione Spaziale
(AGEEI/Aerospazionews) – Lancio riuscito per Coral, il nanosatellite per telecomunicazioni sviluppato dall’Università Sapienza di Roma. E’ partito la notte scorsa a bordo del nuovo modulo cargo giapponese HTV-X della Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA) con un vettore H3 dallo spazioporto di Tanegashima (Giappone). Intorno al 30 ottobre, il modulo cargo è destinato ad attraccare alla Stazione Spaziale Internazionale. Nelle prossime settimane, il cubesat italiano sarà poi rilasciato tramite il braccio robotico giapponese in un’orbita di circa 350 km di altezza.
Coral è un cubesat (dimensioni 10x10x20cm) realizzato dal Sapienza Space Systems and Space Surveillance Laboratory (S5Lab) e dal Centro Ricerche Aerospaziali Sapienza (CRAS) grazie ad un finanziamento dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), in collaborazione con Thales Alenia Space Italia, che ha svolto il ruolo di gestione del programma, e da Telespazio, responsabile delle operazioni in orbita e del supporto alla rete di stazioni a terra.
“La missione Coral proverà in orbita tecnologie Internet-of-Things (IoT) per le comunicazioni inter-satellite a bassa potenza, aprendo la strada a reti spaziali distribuite e sostenibili”, spiega Fabrizio Piergentili, professore ordinario di Sistemi Spaziali presso Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale (DIMA) della Sapienza e responsabile del progetto. “In particolare, la tecnologia che sarà sperimentata da Coral potrà essere utilizzata per la gestione in orbita di grandi costellazioni satellitari, con la trasmissione rapida di telecomandi e telemetria, e anche per monitorare l’inquinamento dello spettro elettromagnetico nelle varie aree del pianeta”.
Con questo lancio, S5Lab e DIMA hanno attualmente in orbita 4 cubesat. Oltre al Coral, sono infatti ancora operativi il Ledsat, che sta sperimentando un innovativo metodo di navigazione e tracking per piccoli satelliti tramite 140 diodi luminosi led in grado di essere tracciati da telescopi a terra, e il Simba, sviluppato in collaborazione con ricercatori del Kenya per il monitoraggio della posizione e dei dati vitali di animali selvatici dotati di collare nei parchi nazionali del Paese africano. E’ ancora funzionante, ma in fase di dismissione, anche il cubesat GreenCube, sviluppato per testare la coltivazione di verdure fresche in un’orbita di 6mila km di altezza e utilizzato pure per le telecomunicazioni tra radioamatori.
