Spazio: ESA, corso di addestramento sotterraneo per cinque astronauti nelle grotte del Massiccio del Matese
(AGEEI/Aerospazionews) – Cinque astronauti hanno completato con successo un corso di addestramento di due settimane nelle grotte del Massiccio del Matese, area montuosa dell’Appennino sannita compresa tra Campania e Molise. A partecipare all’ottava edizione del corso CAVES (Cooperative Adventure for Valuing and Exercising human behaviour and performance Skills), organizzato dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), sono stati Rosemary Coogan, astronauta dell’ESA, John McFall, membro della Riserva Astronauti dell’ESA e del progetto Fly!, Tracy Dyson, astronauta della NASA, Ben Bailey, candidato astronauta della NASA, e Ayu Yoneda, astronauta della Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA). Le grotte del Matese sono diventate il loro laboratorio di addestramento: gli astronauti hanno dovuto adattarsi a un mondo sotterraneo sconosciuto, che presenta molte analogie con una missione spaziale, come isolamento, confinamento e scorte limitate.
“Quest’ultima edizione nella regione italiana del Matese è stata un piccolo gioiello”, spiega Loredana Bessone, head of Analogue Field Testing and Exploration Training Unit dell’ESA e direttore del corso CAVES. “Sebbene la speleologia e le tecniche di esplorazione speleologica rimangano i mezzi per raggiungere gli obiettivi della missione, abbiamo aumentato il livello di autonomia dell’equipaggio. Non adattiamo il corso ai singoli astronauti. Sono loro che devono adattarsi a esso, proprio come farebbero durante una missione spaziale. L’esperienza CAVES riguarda un gruppo di persone con background diversi che imparano a diventare una squadra sicura ed efficace per spedizioni spaziali rischiose”.
Prima di entrare nella grotta, l’equipaggio ha appreso tecniche di mappatura speleologica, rilevamento topografico e arrampicata con le corde. Ha inoltre acquisito familiarità con la fotografia sotterranea e il campionamento a fini scientifici. Scesi nelle grotte, gli astronauti hanno montato le tende, che sarebbero diventate la loro casa. Hanno utilizzato l’app Electronic Field Book dell’ESA per registrare la mappa della grotta, contrassegnare le aree pericolose, i punti di campionamento scientifico e persino i luoghi in cui avevano lasciato l’attrezzatura da recuperare in seguito. In superficie, il controllo di missione ha monitorato i loro progressi grazie a una copia della mappa 3D sincronizzata su un tablet, inviata quotidianamente. Gli esploratori in grotta hanno inoltre inviato le loro osservazioni e le foto alle squadre in superficie e stabilito un contatto, due volte al giorno, utilizzando una linea telefonica rudimentale cablata da loro stessi. Uno degli obiettivi della spedizione era quello di monitorare i cambiamenti ambientali all’interno della grotta. Tra gli esperimenti scientifici ripresi dalle edizioni precedenti, figuravano il campionamento microbico e il monitoraggio dei livelli di radon e anidride carbonica.
“Per la prima volta, siamo stati in luoghi completamente inesplorati di questo sistema di grotte, un momento emozionante e di grande rilievo. Questa è stata una delle mie prime esperienze di addestramento davvero fuori dal comune”, ha dichiarato Rosemary Coogan, comandante della spedizione, parlando dall’interno della grotta. “Ci sono così tanti aspetti di questo corso che possono essere applicati allo spazio. Ti spinge a fare cose impegnative e a lavorare in squadra in un ambiente ostile, fuori dalla tua zona di comfort. E’ proprio questo il senso dell’esplorazione spaziale,” ha aggiunto John McFall. “Il mix di avventura, apprendimento di nuove competenze, esplorazione di spazi nuovi e sconosciuti, autonomia e operazioni simili a quelle di un volo spaziale”, ha spiegato Samuel Payler, “rende questo corso un’ottima ricetta – made in Europe – per la crescita del team e l’autoriflessione, aiutando a preparare gli astronauti a una carriera trascorsa vivendo e lavorando nell’ambiente difficile e rischioso dello spazio”.