Spazio: domani una capsula Dragon lascia la Stazione Spaziale Internazionale con a bordo due esperimenti italiani
(AGEEI/Aerospazionews) – Una capsula Dragon si sgancerà domani dalla Stazione Spaziale Internazionale per rientrare sulla Terra. A bordo, secondo quanto risulta a AGEEI/Aerospazionews, vi saranno anche due esperimenti scientifici italiani, che hanno effettuato un mese di ricerche in orbita. Si è infatti conclusa la missione cargo CRS-34 (Commercial Resupply Services) realizzata da SpaceX per la NASA che, il 16 maggio scorso, aveva trasportato nello spazio circa 3 tonnellate di rifornimenti, esperimenti e materiali, tra cui i due payload italiani. La Dragon rientrerà nell’atmosfera terrestre dopodomani mercoledì 17 giugno per poi ammarare al largo delle coste della California intorno alle 14:08 ora italiana.
Il primo esperimento italiano è Orion-2 (acronimo di Ovarian Research In microgravity cONditions), che è stato ideato dal Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università Sapienza di Roma ed ha già raggiunto una prima volta la Stazione Spaziale Internazionale nel gennaio 2024 a bordo della missione Axiom 3 a cui ha partecipato anche Walter Villadei, ingegnere e astronauta dell’Aeronautica Militare. Questo esperimento è imbarcato sul MiniLab 1.0, il minilaboratorio autonomo per ricerche in microgravità realizzato da ALI e MarsCenter, società del gruppo Space Factory, grazie ad un finanziamento dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Orion 2 ha lo scopo di studiare la fertilità femminile e, in particolare, di valutare l’efficacia del mio-inositolo nella mitigazione dello stress indotto dalla microgravità sulle cellule ovariche. Fornirà dati importanti sullo sviluppo di terapie contro l’infertilità e per garantire salute e benessere di futuri equipaggi che parteciperanno a missioni di lunga permanenza nello spazio.
Il secondo esperimento italiano è invece Astrobone, che è stato sviluppato da GreenBone Ortho, società specializzata nel campo della rigenerazione ossea, grazie ad un finanziamento dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). L’esperimento utilizza 16 unità di coltura progettate da Kayser Space (gruppo FAE Technology), che ospitano cellule staminali mesenchimali e garantiscono condizioni controllate di crescita, sopravvivenza e monitoraggio in orbita. Le unità sono state installate all’interno dell’incubatore Kubik, sviluppato dalla francese COMAT con il contributo di Kayser Space. Astrobone mira a validare in condizioni di microgravità l’applicazione clinica di b.Bone, innovativo sostituto osseo biomimetico per il trattamento di difetti ossei in condizioni di osteoporosi. Si intende anche verificare la capacità delle cellule ossee umane di aderire, proliferare e differenziarsi in ambiente spaziale, generando evidenze rilevanti sia per applicazioni terrestri, legate al trattamento dell’osteoporosi, sia per il futuro dell’esplorazione spaziale, dove la perdita di massa ossea rappresenta una delle principali criticità fisiologiche per gli astronauti.
www.asi.it
www.esa.int
www.spacefactorysrl.it
www.fae.technology
www.ageei.eu