Spazio: Ddl, audizioni Senato. Valente (ASI): “Legge è una necessità”. Prossima settimana discussione in commissione
(AGEEI/Aerospazionews) – “Il tema della legge spaziale nazionale è diventato una necessità per la nostra Nazione che, tra l’altro, è chiamata ad operare da leader sia nell’ambito di rapporti bilaterali, sia e soprattutto in ambito europeo attraverso la nostra partecipazione a programmi che fanno capo all’Agenzia Spaziale Europea e all’Agenzia per i programmi spaziali dell’Unione europea”. E’ quanto ha detto Teodoro Valente, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), nel corso delle audizioni oggi sul Ddl Spazio in 9a Commissione Industria del Senato. “L’ASI ritiene che questo Ddl costituisca, anche con il recepimento degli emendamenti alla Camera”, ha proseguito Valente, “una norma organica di disciplina per l’esercizio delle attività spaziali e introduca misure a favore dell’economia dello spazio, completando il quadro normativo nazionale, stimolando e promuovendo lo sviluppo delle attività private e il tessuto produttivo nazionale della filiera aerospaziale”.
“Il disegno di legge sull’economia dello spazio è un segnale importante dell’impegno politico e industriale dell’Italia per consolidare il proprio ruolo nella Space Economy”, ha detto a sua volta Giorgio Marsiaj, delegato del presidente di Confindustria per l’aerospazio. “Tuttavia, servono correttivi per garantire competitività e continuità alle imprese del settore. E’ cruciale introdurre un regime transitorio che consenta alle aziende italiane di adeguarsi alle nuove regole senza rischiare interruzioni o sospensioni delle attività in corso. Senza una finestra temporale adeguata tra l’adozione dei decreti attuativi e l’entrata in vigore delle nuove norme, le imprese nazionali potrebbero trovarsi in una situazione di svantaggio competitivo rispetto ai player internazionali”. Per quanto riguarda i massimali assicurativi previsti dal Ddl, Marsiaj ha chiesto di ridurli “dagli attuali 100 milioni di euro a 50 milioni, in linea con le principali economie europee come la Francia. Inoltre, sarebbe opportuno che la definizione del massimale non fosse fissata per legge, ma demandata ai provvedimenti autorizzativi, garantendo maggiore flessibilità agli operatori”.
“E’ fondamentale preservare e rafforzare le realtà italiane che ancora oggi, come Argotec, detengono capacità industriali avanzate in ambito spaziale, dalla produzione satellitare all’intero ciclo di missione”, ha spiegato David Avino, amministratore delegato di Argotec. “La mia proposta quindi è quella di introdurre criteri premianti nei bandi pubblici e nei programmi di sviluppo tecnologico, legati alla percentuale di capitale italiano detenuto dall’azienda. In alcuni ambiti strategici, come avviene in altri Paesi, si potrebbero prevedere anche requisiti minimi di italianità del capitale per l’accesso a determinati programmi. Questo meccanismo incentiverebbe gli investimenti privati italiani e rafforzerebbe la filiera nazionale, senza ostacolare la concorrenza o l’apertura internazionale. Inoltre, il Ddl Spazio prevede che il Piano nazionale per l’economia dello spazio includa iniziative di partenariato pubblico-privato. E’ fondamentale che tali partenariati siano incoraggiati. Lo spazio ha bisogno di investimenti pubblici perché il privato da solo non può farcela”.
“Per garantire un ruolo chiave nel rafforzamento delle pmi italiane, è necessario adottare un approccio più strategico nella definizione delle attività da assegnare in sotto-fornitura per pmi, start-up e centri di ricerca”, ha sottolineato Alessandro Pozzobon, amministratore delegato di Qascom Aerospace & Defence. “Nella realizzazione di grandi bandi, oltre alla percentuale di subappalto, si potrebbe indicare quali tipologie di attività possono essere subappaltate con un’indicazione del relativo costo. Un punto importante nei grandi bandi, infatti, sarebbe quello di consentire che attività strategiche vengano subappaltate anche a pmi e start-up. In questo modo si aumenta la competitività delle pmi e la loro maturità tecnologica”. Infine, Giovanni Quacquarelli, amministratore delegato di Titan4, ha proposto di “costituire strumenti specifici, come dei cluster, che possano far cooperare le aziende che insieme potrebbero avere accesso ad un mercato globale, cosa molto difficile per le pmi. Si tratterebbe di un sistema di cluster che mantenga la capacità produttiva qui in Italia, ma che possa poi aprire a mercati aerospace che guardano al mercato globale”.
Il Ddl su “Disposizioni per l’economia dello spazio” prosegue ora il suo iter al Senato. Martedì 1 e mercoledì 2 aprile è prevista la discussione generale in 9a Commissione Industria con relatore il sen. Adriano Paroli (Fi). Verrà poi stabilito un termine per la presentazione degli emendamenti.
E’ possibile visionare la registrazione integrale delle audizioni sul Ddl Spazio al Senato a questo link: https://webtv.senato.it/webtv/commissioni/economia-dello-spazio
www.senato.it
www.asi.it
www.confindustria.it
www.argotecgroup.com
www.qascom.it
www.titan4.it
www.ageei.eu