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AEROSPAZIONEWS22 Aprile 2026 13:27

Spazio, Comparini (Leonardo): “tecnologie italiane per le prossime missioni Artemis sulla Luna”. VIDEOINTERVISTA

Spazio, Comparini (Leonardo): “tecnologie italiane per le prossime missioni Artemis sulla Luna”. VIDEOINTERVISTA

(AGEEI/Aerospazionews) – Tecnologie italiane hanno contribuito al successo della recente missione Artemis II e saranno utilizzate anche per i prossimi voli umani sulla Luna. Lo ha confermato Massimo Claudio Comparini, managing director della Space Division di Leonardo, intervistato da AGEEI/Aerospazionews a margine della conferenza “Abitare lo Spazio. Il caso Luna”, che si è svolta oggi a Roma presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy. All’evento hanno partecipato anche il ministro Adolfo Urso e il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), Teodoro Valente.

“La missione Artemis II è stata molto importante perché, dopo decenni, ha riportato l’uomo ad orbitare attorno al nostro satellite naturale”, ha detto Comparini a AGEEI/Aerospazionews. “L’Europa ha contribuito con il Modulo di Servizio della capsula Orion, costruito negli stabilimenti di Torino di Thales Alenia Space Italia. Leonardo ha fornito l’energia a questo modulo, perché ha contribuito con la tecnologia dei pannelli solari e tutti gli apparati di potenza. Quindi il ruolo dell’Italia è stato importante. Le stesse tecnologie verranno utilizzate per le missioni Artemis III, Artemis IV e poi ci prepariamo per il futuro”.

La precedente configurazione del programma Artemis prevedeva la realizzazione della stazione cislunare Lunar Gateway realizzata in Italia, che però la NASA ha sospeso. Cosa avverrà delle tecnologie che avete sviluppato nel frattempo?

“Adesso è in corso un un’analisi per un possibile riorientamento. La NASA punta direttamente alla superficie lunare che però vedrà, anche lì, molto potenziale della tecnologia italiana nei moduli pressurizzati. L’Agenzia Spaziale Italiana è partita con lo sviluppo del cosiddetto modulo abitabile MPH, Multi-Purpose Habitat. L’Italia sviluppa anche il primo lander europeo, il cosiddetto Argonaut, mentre Telespazio guida il consorzio europeo per la costruzione del sistema di comunicazione e navigazione attorno alla Luna. Ci sarà molta robotica con molte delle nostre tecnologie, quindi indipendentemente dal riorientamento del Lunar Gateway. Non solo ci sono delle opportunità molto importanti sulla base delle tecnologie di oggi, ma c’è veramente anche una prospettiva che nasce dal rapporto bilaterale con gli Stati Uniti, che è tradizionale ma si è rinnovato con particolare enfasi anche in questa nuova fase di esplorazione della Luna”.

La Luna viene guardata anche come primo punto di partenza per l’esplorazione planetaria, in particolare guardando a Marte. Cosa ne pensa e qual è il ruolo che potrebbe svolgere l’Italia in questa prospettiva?

“Certamente la Luna è un laboratorio di futuro, un laboratorio di esplorazione spaziale. Partire dalla Luna porta con sé molti vantaggi rispetto, ad esempio, a partire dalla Terra. Nel 2028 partirà ExoMars, una missione robotica che porterà il primo rover europeo su Marte. Incidentalmente, questa missione è guidata dall’Italia con le tecnologie della trivella di di Leonardo. Quindi, anche per l’esplorazione planetaria più lontana e con sistemi robotici, le nostre tecnologie sono certamente in primo piano”.

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