Spazio: Centro studi MIMIT, le strategie italiane per lo sviluppo delle attività in orbita. Tutti i dati e le tabelle
(AGEEI/Aerospazionews) – Lo sviluppo delle attività spaziali in Italia non dipende soltanto dall’eccellenza tecnologica, ma anche dalla capacità dell’intera filiera produttiva nazionale di crescere in dimensione. E’ quanto afferma il documento “L’economia dello spazio: frontiera di sviluppo tecnologico e aerospaziale”, elaborato dal Centro studi del ministero delle Imprese e del Made in Italy. Questo documento, che AGEEI/Aerospazionews è in grado di pubblicare, presenta i principali dati macroeconomici del comparto aerospaziale italiano e illustra in sintesi le strategie per proiettare il nostro Paese verso le sfide della Space Economy nel prossimo futuro.
“Gli anni davanti a noi appaiono particolarmente densi di opportunità”, si legge nel documento. “Si concentrano in un arco di tempo relativamente breve la conclusione del ciclo di investimenti del PNRR per il comparto spaziale, la maturazione di importanti programmi nazionali ed europei e l’avvio di iniziative internazionali di alto profilo, all’interno delle quali l’industria italiana è chiamata non solo a fornire prodotti ma a contribuire a definire gli standard tecnologici di riferimento del futuro. Quella che si è aperta quest’anno è una finestra di opportunità in cui convergono fattori che raramente si presentano insieme e che per questo vanno colti e valorizzati: risorse pubbliche di scala storica, una cornice normativa appena consolidata, una domanda istituzionale articolata e un crescente interesse da parte del capitale privato. In questo contesto, le traiettorie di sviluppo tecnologico e industriale si dispiegheranno su due livelli complementari”.
“Da un lato”, prosegue il MIMIT, “il consolidamento dei segmenti in cui il Paese già esprime primati riconosciuti, che continueranno a costituire l’ossatura dell’offerta nazionale e che potranno beneficiare dell’integrazione con tecnologie abilitanti come l’intelligenza artificiale, l’analisi avanzata dei dati e i nuovi paradigmi produttivi. Dall’altro, l’ingresso strutturato in aree emergenti ad alto potenziale economico e tecnologico – dall’accesso autonomo allo spazio alle comunicazioni satellitari governative sicure, dalla Space Situational Awareness allo Space Traffic Management, dalla Difesa Planetaria ai servizi in orbita, fino alla manifattura spaziale – in cui si gioca una parte significativa della prossima generazione di servizi e prodotti spaziali”.
“Un esempio emblematico di questa proiezione verso il futuro”, sottolinea il documento, “è il modulo Multi-Purpose Habitation (MPH), affidato dall’Agenzia Spaziale Italiana, con il consenso della NASA a seguire l’accordo bilaterale ASI-NASA, a Thales Alenia Space Italia e destinato a diventare, dal 2033, la prima struttura abitativa permanente sulla superficie lunare nell’ambito del programma Artemis. Il modulo avrà la capacità di ospitare equipaggi per missioni di durata compresa fra i sette e i trenta giorni, e rappresenta una delle testimonianze più lampanti della capacità della nostra industria di presidiare la frontiera più avanzata dell’esplorazione umana dello spazio”.
“Cogliere appieno opportunità di questa portata, tuttavia”, segnala il documento, “non dipenderà soltanto dall’eccellenza tecnologica espressa, ma dalla capacità dell’intero sistema produttivo di reggerne la scala. Il fattore decisivo, in ultima analisi, sarà proprio la capacità della filiera di crescere in dimensione. Sostenere le PMI nei processi di internazionalizzazione, accompagnare le startup nelle fasi più delicate dello sviluppo e attrarre capitali privati che si affianchino in misura crescente alla domanda pubblica – destinata a restare un ancoraggio imprescindibile nei progetti a maggior intensità tecnologica – sono le condizioni che permetteranno al comparto di passare da una posizione di eccellenza a una vera e propria leadership di sistema, capace di presidiare insieme le dimensioni civile, duale e militare del dominio spaziale. Insieme queste leve contribuiranno a costruire un comparto più robusto, più attrattivo per gli investitori e più integrato con le altre catene produttive del Paese”.
“In questo orizzonte”, conclude il MIMIT, “lo spazio non rappresenta più un settore di nicchia, ma un autentico moltiplicatore di crescita nazionale: un dominio in cui la ricerca scientifica genera ricadute industriali, le tecnologie si contaminano fra loro e i benefici si diffondono ben oltre il perimetro della filiera di origine. E’ in questa prospettiva che l’Italia ha scelto di investire in modo sistematico, costruendo i presupposti perché la propria tradizione spaziale, ricca di oltre sessant’anni di storia, si traduca anche in futuro in vantaggio competitivo duraturo per imprese, lavoratori e cittadini”.
AGEEI/Aerospazionews pubblica i seguenti documenti su “L’economia dello spazio” del Centro studi del MIMIT:
MIMIT_L’ECONOMIA DELLO SPAZIO_EXECUTIVE SUMMARY
MIMIT_L’ECONOMIA DELLO SPAZIO_DATI E TABELLE