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AEROSPAZIONEWS26 Novembre 2025 10:01

Spazio: apre oggi il Consiglio ministeriale ESA a Brema. Intervista a Urso: “contributo italiano superiore ai 3 mld”

Spazio: apre oggi il Consiglio ministeriale ESA a Brema. Intervista a Urso: “contributo italiano superiore ai 3 mld”

(AGEEI/Aerospazionews) – L’Italia si prepara ad annunciare un contributo all’Agenzia Spaziale Europea (ESA) superiore ai 3 miliardi di euro per i prossimi tre anni.

E’ quanto ha anticipato Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy e autorità delegata alle Politiche Spaziali e Aerospaziali, nell’intervista rilasciata a AGEEI/Aerospazionews a poche ore dal Consiglio a livello ministeriale 2025 dell’ESA, che aprirà i lavori oggi alle 13:30 a Brema (Germania) sotto la presidenza italiana, con la partecipazione dei ministri dei ventitré Stati membri dell’Agenzia e dei rappresentanti dei quattro Paesi associati.

“L’Italia punta a confermare il proprio ruolo di primo piano nello Spazio”, ha detto Urso a AGEEI/Aerospazionews. “Già nella precedente Ministeriale ESA avevamo impegnato circa 3 miliardi di euro, un investimento che, rapportato al PIL, collocava il nostro Paese al fianco della Francia e non lontano dall’impegno della Germania. A Brema annunceremo che, anche questa volta, l’Agenzia Spaziale Europea potrà contare sull’Italia, con un contributo superiore a quello – già rilevante – del precedente triennio. Risorse necessarie per dare priorità ai programmi in grado di assicurare un ritorno concreto al nostro ecosistema industriale, fatto di grandi aziende ma anche di piccole e medie imprese che sono sempre più competitive, anche grazie alle quattro Space Factory che abbiamo creato con un uso appropriato del PNRR e ai sedici distretti industriali in tutta la Penisola”.

Qual è il ruolo che il nostro Paese si prepara a giocare a Brema?

“L’Italia può vantare una forte tradizione nello Spazio: siamo stati il terzo Paese a mandare autonomamente in orbita un satellite artificiale, dopo le superpotenze URSS e USA. Il nostro Paese gode inoltre di una stima unanime per la presenza costante nel settore, con i suoi astronauti e con le sue imprese, sia sul piano politico sia su quello industriale e tecnologico. Confermeremo questo ruolo dando un’accelerazione ai programmi in cui siamo particolarmente vocati: dai lanciatori all’osservazione della Terra, dalla navigazione alle telecomunicazioni, fino all’esplorazione spaziale, che ci vede impegnati nei progetti lunari e in quelli diretti verso Marte”.

La crescita del nostro impegno economico da quale strategia nazionale è motivata?

“Negli ultimi decenni, il valore legato alla space economy è cresciuto enormemente, grazie anche al crescente ingresso dei privati nelle attività spaziali. Già dagli anni Sessanta, lo Spazio ha rappresentato un acceleratore dello sviluppo di tecnologie avanzate e del progresso scientifico, rendendo disponibili servizi e applicazioni oggi fondamentali per la vita quotidiana. La space economy oggi contribuisce in misura sempre maggiore al nostro sistema economico; per questo, negli ultimi cinque anni, sono state stanziate risorse pubbliche per 10 miliardi di euro. La strategia nazionale, ribadita anche nel documento di indirizzo sulle politiche aerospaziali del 2024, punta a rafforzare il settore valorizzando anche gli ecosistemi dei distretti industriali diffusi in tutto il Paese. Pochi giorni fa – per citarne uno – abbiamo tenuto a battesimo, con il presidente Marsilio, quello della Regione Abruzzo”.

Osservazione della Terra, autonomia di accesso allo spazio e programmi di esplorazione di Luna e Marte: quale sarà il ruolo dell’Italia in questi programmi?

“L’Italia ha già una leadership indiscussa nei lanciatori (con i vettori Vega-C prodotti da Avio) e nell’osservazione della Terra, con satelliti nazionali (Iride), con quelli finanziati da UE ed ESA (Copernicus) e attraverso i suoi centri di ricezione a Terra nazionali (Fucino e Matera) e all’estero (Centro Spaziale di Malindi, in Kenya). Anche nell’esplorazione verso la Luna e Marte siamo in prima linea con le nostre grandi aziende, come Thales Alenia Space Italia, e con progetti che prevedono la futura colonizzazione della Luna e, in prospettiva, possibili missioni scientifiche verso Marte. Di buon auspicio anche la nascita di Bromo, campione europeo sui satelliti, con Leonardo, Airbus e Thales”.

La complessa situazione geopolitica ha modificato i rapporti di collaborazione internazionale in ambito spaziale. Qual è la strategia dell’Italia, sia a livello europeo che con i principali player mondiali?

“Lo Spazio, purtroppo, ha perso la sua unicità di patrimonio comune dell’Umanità. Ne dobbiamo prendere atto e, al tempo stesso, rilanciare una più stretta cooperazione con gli USA, che restano il nostro principale interlocutore extra-UE. Allo stesso tempo dobbiamo coltivare partnership internazionali con realtà importanti come i Paesi del Golfo, l’India, il Giappone e l’Australia. Anche in questo campo la politica delle alleanze è decisiva. E l’Italia ha un ruolo fondamentale grazie all’indiscussa leadership di Giorgia Meloni”.

Nota: la sessione inaugurale del Consiglio Ministeriale 2025 dell’ESA sarà trasmessa in diretta streaming dalle ore 13:30 a questo link: https://watch.esa.int/two/

www.mimit.gov.it

www.esa.int

www.ageei.eu