Space Economy, Bulgherini (ASI): settore in crescita, nel 2035 risorse investite pari a 1,8 trilioni di dollari
(Ageei-Aerospazionews) – “È un momento importantissimo per le politiche spaziali: oggi interpretano un ruolo fondamentale anche nella geo-politica, nella sicurezza e nella tecnologia. In questo contesto, giuridico, bisogna capire dove collocare le attività. A tal proposito, se andiamo a vedere la politica internazionale, vediamo che le convenzioni mondiali sono tutte molto datate. Parliamo di convenzioni ratificate dal 1967 al 1999: tutte hanno un elemento comune. Le attività spaziali sono riservate agli stati, perché sono pensate come bene comune dell’umanità. Questo vuol dire che nessuna nazione può però appropriarsi di spazi su altri pianeti. Questo principio è lo stesso che, per certi versi, si applica anche con i mari”.
È quanto ha dichiarato Elda Turco Bulgherini (Vice presidente ASI) in occasione della presentazione oggi dei risultati della ricerca dell’Osservatorio sulla Space Economy del Politecnico di Milano.
“Il quadro giuridico di riferimento è stato però stravolto dall’ingresso dei privati. Il lavoro sullo spazio è stata visto come un’attività proficua dal punto di vista commerciale. Questo scossone ha creato ovviamente un po’ di confusione, quasi un Far West perché non c’erano regolamentazioni in essere, poi Stati Uniti, Francia e Lussemburgo hanno aperto la via” ha proseguito Bulgherini”
“La Space Economy è in crescita: uno studio internazionale ci dice che nel 2035 il budget investito in questo ambito sarà di 1,8 trilioni di dollari, rispetto ai 623 miliardi di dollari del 2023.
In questo contesto l’ASI assume un ruolo fondamentale. Con la nuova legge finanziaria 2024-2026, la competenza spaziale è passata dalla Presidenza del Consiglio al Mimit, con delega” ha sottolineato la vicepresidente di Asi.
“Il DDL presentato alla Camera, con approvazione lo scorso 6 marzo, ora arriverà in Senato e dovrebbe trovare la conclusione del suo iter nel mese di aprile”
“La legge? Poteva essere meglio: si, ma anche peggio. Ci sono dei punti di debolezza perché ci sono pochi elementi di transizione fra tutto quello che c’era prima e tutto quello che ci sarà dopo. Ci sono stati vari emendamenti e il tentativo goffo dell’ENAC di assumere il controllo sui voli suborbitali, che invece sono sotto il controllo dell’ASI, come già sancito nel 2003 e ribadito nel 2018. Tutti questi rallentamenti hanno reso meno performante l’attività parlamentare”
“Auspico – conclude – che il passaggio della legge possa avvenire nel modo più rapido possibile e che possano arrivare alcuni correttivi finali rispetto a quello che la legge presenta”.