Roma - I Carabinieri dei Noe hanno effettuato un’ispezione presso il sito nucleare di Bosco Marengo. Le attività sono durate due giorni. Sogin aveva segnalato all’Isin la presenza di Uranio nell’area prossima all’impianto. La Società partecipata dal Mef di Giancarlo Giorgetti e vigilata dal Mase di Gilberto Pichetto Fratin non avrebbe aggiornato il Piano operativo, fermo al 2019.
Secondo quanto segnalato ad AGEEI da fonti interne alla Sogin, i Carabinieri del N.O.E. la scorsa settimana hanno effettuato un’ispezione presso il sito nucleare di Bosco Marengo, nell’alessandrino, supportati da tecnici dell’ISIN (l’autorità nazionale di controllo in materia nucleare).
LE ATTIVITA’ DEL NOE SI SONO PROTRATTE PER DUE GIORNI. MISURATI I LIVELLI DI CONTAMINAZIONE URANIO
Le attività del N.O.E. si sono protratte per due giorni e hanno compreso anche misurazioni dei livelli di contaminazione. Dalla segnalazione all’ISIN nel settembre 2023 di presenza di uranio nell’area prossima all’impianto nucleare, la Sogin non avrebbe ancora aggiornato il piano operativo bonifiche aree esterne che risale al 2019.
CENTRALE SOGIN DI BOSCO MARENGO SEGNALO’ A ISIN PRESENZA DI URANIO IN ‘AREA DI RISPETTO’
Il 22 settembre 2023, a due mesi circa dall’insediamento dell’attuale CdA, il personale Sogin del sito di Bosco Marengo segnalò all’ISIN che le indagini spettrometriche eseguite su materiali antropici rinvenuti nella c.d. “area di rispetto” (la zona attigua agli impianti nucleari in cui non si può edificare nè insediare attività produttive) avevano evidenziato la presenza di uranio.
Il 24 novembre 2023 Sogin inviò all’ISIN – che ne aveva fatto richiesta – l’aggiornamento del piano di caratterizzazione radiologica delle attività di rimozione dei materiali rinvenuti.
ISIN AVEVA CHIESTO A SOGIN “PROGRAMMA INVESTIGAZIONE SOTTOSUOLO”
Il 29 dicembre 2023 l’ISIN replicò con alcune osservazioni, precisando in particolare che “al fine di verificare, a titolo cautelativo, l’eventuale rischio di contaminazione radiologica dell’esterno del sito in argomento” era necessario che la Sogin trasmettesse “un programma per l’investigazione del sottosuolo, ad esempio tramite GPR (ground penetrating radar), di tutta l’area all’interno
del perimetro dell’impianto, e dell’area di pertinenza dello stesso non precedentemente investigata, finalizzato all’accertamento dell’eventuale presenza e ubicazione di materiali radioattivi, ivi inclusi fusti e materie nucleari”.
IL 21 FEBBRAIO 2024 LA SOGIN HA TRASMESSO ALL’ISIN IL DOCUMENTO FN BS 00320 REV.00.
Adesso si apprende che, nonostante il ricorso per l’opera di caratterizzazione, a postazioni non previste dal piano operativo del 2019 e i generali oneri previsti dalla guida tecnica ISIN n. 31, la Sogin non ha ancora aggiornato, al 2025, il piano operativo bonifiche aree esterne, c.d. P.O., che tra l’altro condiziona anche le attività di decommissioning.
GESTIONE ARTIZZU HA CAMBIATO TRE VOLTE IN UN ANNO IL RESPONSABILE DELLA CENTRALE DI BOSCO MARENGO
Insediatosi l’attuale CdA sabato 5 agosto 2023, l’A.D. Gian Luca Artizzu ha avviato un nuovo corso organizzativo passato per l’immediato accentramento su di lui della responsabilità di quasi tutte le strutture centrali e, rimpiazzati i dirigenti dell’era commissariale, ha portato al suo diretto riporto le figure dei Capi delle ex Centrali.
Con l’atto di generale riorganizzazione societaria del 2 ottobre 2023, recepito dal CdA, il responsabile di Bosco Marengo veniva trasferito a Trino Vercellese, mentre la responsabilità di Bosco Marengo veniva assegnata a Fontani, sprovvisto di poteri di esercente e datore di lavoro, che gli venivano conferiti un mese più tardi.
Fontani veniva poi sostituito nel febbraio 2024 con Harralabos Katsavos, che la gestione Artizzu – Sepe ha rimosso dalla guida della centrale di Latina cui aveva acceduto dopo selezione interna condotta dai Commissari nominati da Draghi.
AGEEI, prima della pubblicazione, ha chiesto informazioni nel merito alla Sogin. Che non ha risposto.

