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News22 Aprile 2026 12:37

Sicurezza e Migranti, ecco come tutti i paesi Ue inaspriscono e chiudono. Italia fra i più accoglienti. I DATI E INFOGRAFICA

Roma - Sicurezza e Migranti, ecco come tutti i paesi Ue inaspriscono e chiudono. Italia fra i più accoglienti. I DATI E INFOGRAFICA

Bagarre ieri alla Camera sul decreto Sicurezza e l’opposizione occupa i banchi (Scotto è stato espulso dall’aula). Sul banco degli imputati la norma che prevede un incentivo da 615 euro per i legali che seguono una pratica di rimpatrio volontario. Si tratta di un decreto legge ad hoc per la norma volto a introdurre un incentivo per gli avvocati che seguono una pratica di rimpatrio volontario, il cui scopo è quello di superare l’impasse sul decreto Sicurezza e i rilievi del Colle.

Sul provvedimento è stata posta la fiducia per il voto di oggi. Si prevede sarà quindi approvato così com’è dalla Camera e subito corretto con il nuovo decreto, che dovrebbe andare in Gazzetta insieme alla legge dopo la condivisione con il Colle. “Stiamo raccogliendo i rilievi tecnici del Quirinale e degli avvocati, li trasformeremo in un provvedimento ad hoc, la norma rimane perché è di assoluto buonsenso”, ha detto il Premier Giorgia Meloni a margine del Salone del mobile di Milano.
Ma come sono le politiche sui flussi migratori adottate dagli altri Stati membri dell’Unione europea più il Regno Unito?

-cliccare sull’infografica per visualizzare tutti i dati in dettaglio-

LE POLITICHE SUI MIGRANTI IN ITALIA: PAESE ACCUDENTE, INTEGRAZIONE E TUTELE

In Italia, il Decreto-Legge 23/2026, pubblicato il 24 febbraio 2026, introduce norme più stringenti in Italia su sicurezza e immigrazione, puntando a rimpatri più rapidi, la digitalizzazione delle procedure e il rafforzamento dei CPR (Centri di Permanenza per i Rimpatri).

Le misure messe in atto includono il contrasto all’immigrazione irregolare, il potenziamento dei controlli alle frontiere e la gestione dei flussi, specialmente in casi di minacce all’ordine pubblico.

Tra i punti fondamentali della politica sull’immigrazione e sulla sicurezza figura – oltre al Dl Sicurezza (Dl23/2026) che mira a velocizzare i rimpatri – la questione legata ai Cpr.

Ovvero una politica volta al rafforzamento della rete dei Centri di Permanenza per i Rimpatri (CPR) e sull’aumento della cooperazione per l’identificazione al fine di contrastare l’immigrazione clandestina anche attraverso misure ad hoc per bloccare l’attraversamento delle acque territoriali.

In Italia però persistono in maniera forte le tutele fondamentali previste sia dalle leggi nazionali che internazionali nei confronti degli stranieri.

Tra le peculiarità dell’approccio italiano verso l’immigrazione c’è – a differenza di molti altri paesi Ue – quello dell’integrazione per chi è regolarmente residente.

LE POLITICHE SUI MIGRANTI IN GERMANIA: INASPRIMENTO, CONTROLLI E REMIGRAZIONE

La Germania sta inasprendo la politica migratoria con controlli sistematici alle frontiere, attivi da settembre 2024, al fine di limitare l’immigrazione irregolare e aumentare la sicurezza interna. Si tratta di misure includono respingimenti più frequenti, sebbene il tribunale di Berlino abbia definito alcuni respingimenti illegittimi. Le norme restrittive mirano a ridurre gli arrivi, con un calo significativo delle richieste d’asilo riportato.
Tra i punti chiave sulla sicurezza e immigrazione in Germania figurano i controlli di Frontiera (dall’autunno 2024, la Germania ha introdotto controlli temporanei a tutte le frontiere terrestri per sei mesi (estendibili), riscontrando tensioni con le norme Schengen) e una stretta sugli Irregolari attraverso un aumento dei respingimenti al confine e focus particolare sui cittadini provenienti da paesi ritenuti sicuri. A questo si aggiunge una vera e propria politica di “Remigrazione” in sinergia con l’aumento dei controlli a causa delle preoccupazioni in merito alla sicurezza interna.

Nel 2024, l’immigrazione netta è stata registrata in calo, con circa 430.000 persone in più che hanno lasciato il Paese

LE POLITICHE SUI MIGRANTI IN FRANCIA: POLITICA INASPRITA, IMMIGRATI TRATTENUTI NEI CENTRI CHIUSI, I ‘CRA’

La sicurezza degli immigrati in Francia continua ad essere un tema complesso. Emerge un recente inasprimento delle politiche migratorie, un alto numero di irregolari in situazioni vulnerabili e crescenti tensioni sociali. Come emerso anche da alcune inchieste svolte in merito ai metodi di controllo più duri alla Manica e sempre più frequenti occupazioni abitative in un contesto di criminalità che – viene percepita – in aumento.

Tra i punti chiave sulla situazione sicurezza-immigrati in Francia emergono dunque politiche sempre più restrittive: La Francia sta inasprendo la politica migratoria con la cooperazione del Regno Unito, adottando un approccio mirato a limitare l’immigrazione clandestina 

Organizzazioni denunciano un clima di violenza e insicurezza per i migranti, specialmente per coloro che vivono in condizioni di irregolarità e senza fissa dimora anche a fronte di un trattenimento da parte dell’Amministrazione pubblica degli immigrati considerati irregolari presso i centri chiusi cosiddetti CRA – centres de rétention administrative) in attesa di allontanamento.

La Francia collabora con altri paesi europei, come l’Italia, per la lotta contro il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e il terrorismo.

LE POLITICHE SUI MIGRANTI IN SPAGNA: POLITICA APERTA MA PAESE SOFFRE. AUTONOMIE LOCALI DENUNCIANO

La Spagna ha approvato nell’aprile 2026 una regolarizzazione straordinaria per circa 500.000 immigrati irregolari con l’obiettivo di favorire l’integrazione lavorativa e garantire i diritti in controtendenza rispetto alle politiche degli altri Paesi Ue. Si tratta di una misura che permette di avere un permesso di residenza iniziale di un anno a tutti coloro che erano presenti nel paese da prima del 31 dicembre 2025.

Il governo Sánchez mira a regolarizzare chi vive già nel paese, contrastando il lavoro nero e promuovendo l’inclusione, con requisiti specifici di residenza e assenza di precedenti penali. Il programma mira a migliorare le condizioni di vita, offrendo accesso immediato al lavoro. Tuttavia, permangono sfide strutturali nell’accoglienza.

Nonostante la regolarizzazione infatti, la Spagna affronta forti critiche per la gestione degli sbarchi, specialmente alle isole Baleari, Ceuta e Melilla, con le comunità autonome che denunciano il collasso dei centri di accoglienza per minori.

La Spagna ha registrato nel 2024 un alto numero di permessi di soggiorno (248mila), puntando su una gestione più aperta dell’immigrazione regolare rispetto ad altri partner europei.

LE POLITICHE SUI MIGRANTI IN PORTOGALLO: INASPRIMENTO POLITICHE MIGRATORIE, GIRO DI VITE

Il Portogallo sta inasprendo le politiche migratorie, eliminando la “manifestazione di interesse” per regolarizzarsi dopo l’ingresso. Nonostante un clima generalmente accogliente, il paese registra un aumento delle tensioni sociali e dell’immigrazione, con un giro di vite sulle regole, inclusi periodi di detenzione più lunghi (fino a 18 mesi) per chi è soggetto a espulsione.

Il governo portoghese – a differenza dei cugini spagnoli – ha chiuso la possibilità di regolarizzazione dopo l’ingresso. Le nuove norme mirano infatti a un maggiore controllo, ponendo fine al meccanismo che permetteva di ottenere la residenza con facilità. La detenzione per gli immigrati in attesa di allontanamento è gestita nell’Unidade Habitacional de Santo António (UHSA) e può estendersi fino a 18 mesi

Sebbene il Portogallo sia generalmente sicuro, si sono verificate proteste contrapposte a Porto, con il partito di destra Chega che chiede maggiore controllo delle frontiere e segnala insicurezza.

Gli immigrati regolari hanno accesso al sistema sanitario nazionale (SNS) ma il Paese ha visto una crescita del 33% degli stranieri nell’ultimo anno, evidenziando la necessità di gestire l’immigrazione.

LE POLITICHE SUI MIGRANTI IN OLANDA: STRETTA GOVERNATIVA, CONTROLLI FRONTIERE PIU FORTI PER LIMITARE FLUSSI

La sicurezza degli immigrati in Olanda è recentemente caratterizzata da una stretta governativa sull’immigrazione, controlli alle frontiere rafforzati (dicembre 2024 – giugno 2025) e un clima politico volto a limitare l’immigrazione irregolare. Nonostante la sicurezza generale, si registrano crescenti tensioni sociali, manifestazioni anti-immigrati e sfide nell’integrazione, con segnalazioni di casi di violenza.

Dal 9 dicembre 2024 al giugno 2025, l’Olanda ha reintrodotto i controlli alle frontiere per contrastare l’immigrazione irregolare. Il governo mira a imporre un “regime più severo” sull’asilo e l’immigrazione.

Studi e rapporti evidenziano sfide nell’integrazione, con segnalazioni di aggressioni sessuali e violenze, in particolare in contesti di convivenza forzata o alloggi di emergenza.

In passato, l’Olanda ha evidenziato le carenze nell’accoglienza in altri paesi europei, come l’Italia, sospendendo temporaneamente le riammissioni per garantire i diritti umani dei richiedenti asilo.

LE POLITICHE SUI MIGRANTI IN BELGIO: SICUREZZA PUBBLICA E STRETTE NORMATIVE SU POLITICHE MIGRATORIE

La situazione della sicurezza per gli immigrati in Belgio è caratterizzata da un alto standard di vita generale ma anche da sfide significative legate all’integrazione, alla sicurezza pubblica e a recenti strette normative sulle politiche migratorie.

Il Belgio, a causa del suo ruolo centrale (sede NATO e UE), ha affrontato negli scorsi anni e continua ad affrontare un livello di allerta attentati significativo.

Il governo belga, specialmente con l’insediamento di nuovi esecutivi nel 2025, ha dato priorità a una stretta sull’immigrazione irregolare.

Le nuove norme prevedono restrizioni severe, come la revoca dell’alloggio per chi presenta nuove domande di asilo tramite figli minorenni.

Sono state segnalate preoccupazioni da parte di organizzazioni per i diritti umani riguardo alla potenziale criminalizzazione degli stranieri e alla definizione discrezionale di “pericolo per l’ordine pubblico”.

Nonostante gli obblighi di legge, il Belgio ha affrontato difficoltà critiche nell’accoglienza dei richiedenti asilo, con migliaia di condanne (circa 6.000 in un anno) contro l’agenzia Fedasil per la mancata fornitura di alloggi adeguati.

LE POLITICHE SUI MIGRANTI IN SVIZZERA: MANCATA REVISIONE AUTO PORTA A ESPULSIONE. CONFISCA DEI BENI PER PAGARE ASSISTENZA E CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA SE MERCATO DEL LAVORO VIENE MINACCIATO

La sicurezza degli immigrati in Svizzera è gestita attraverso controlli rigorosi e cooperazione internazionale anche grazie alla nuova Divisione Identificazione e Controlli di Sicurezza (DICS) operativa dal 2025. La procedura d’asilo è centralizzata e chi minaccia la sicurezza pubblica può vedere la domanda respinta. I permessi di soggiorno (B, C) richiedono il rispetto delle leggi, pena l’espulsione.
La Svizzera utilizza il sistema Eurodac e la DICS per verificare l’identità dei cittadini stranieri e garantire la sicurezza interna.

I richiedenti asilo sono alloggiati in centri federali (CFA) dove la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) esamina le domande. Chi minaccia la sicurezza nazionale non ottiene l’asilo.

Ci sono due tipi di permessi, B e C. I permessi B (5 anni) e C (permanente) sono soggetti a permanenti controlli. Violazioni delle regole, come anche solo la mancata regolarizzazione dell’auto o la mancanza di un lavoro, possono portare alla revoca del permesso e all’espulsione.

Esiste una stretta collaborazione tra Italia e Svizzera per la sicurezza transfrontaliera, inclusi pattugliamenti misti e scambio di informazioni per contrastare la criminalità organizzata.

La Svizzera può confiscare parte dei beni dei richiedenti asilo (sopra una certa soglia) per coprire i costi di assistenza. Non solo: il Consiglio Federale può imporre limitazioni all’immigrazione UE (clausola di salvaguardia) se la sicurezza sociale o il mercato del lavoro sono minacciati.

La comunità italiana è la più numerosa tra gli stranieri in Svizzera, con oltre 328.000 residenti permanenti

LE POLITICHE SUI MIGRANTI IN REGNO UNITO: STRETTA VOLTA A LIMITARE ACCESSO A LAVORATORI STRANIERI, LIMITATI I RICONGIUNGIMENTI

La sicurezza degli immigrati nel Regno Unito è attualmente precaria. Il governo laburista di Keir Starmer sta attuando una stretta, riducendo le tutele per i rifugiati (da 5 anni a 30 mesi) e limitando i ricongiungimenti.

Il governo ha dimezzato la durata dello status di rifugiato a 30 mesi (2 anni e mezzo), rendendo più stringente la revisione per ottenere la residenza. Inoltre sono intervenute nuove restrizioni volte a limitare l’accesso ai lavoratori stranieri, richiedendo lauree e certificazioni anche per lavori a bassa qualifica, ostacolando il settore dell’ospitalità.

Molteplici organizzazioni della società civile criticano l’approccio britannico, sostenendo che le rigide politiche sulla sicurezza aumentano l’insicurezza per i migranti.

LE POLITICHE SUI MIGRANTI IN AUSTRIA: APPROCCIO RIGOROSO E CONTROLLI SEVERI E BARRIERE ALLA FRONTIERA

La situazione della sicurezza per gli immigrati in Austria è caratterizzata da un approccio molto rigoroso alla gestione dei flussi migratori e da controlli severi alle frontiere, inserendosi in un contesto generale in cui il Paese è considerato sicuro. L’Austria collabora strettamente con l’Italia per il controllo delle frontiere esterne dell’UE e punta su una politica di rimpatri per chi non ha diritto all’asilo.
L’Austria ha inasprito i controlli al confine, in particolare al Brennero, con la costruzione di barriere e strutture per l’identificazione, monitorando attentamente il flusso di migranti provenienti dall’Italia.

È stata inoltre adottata una linea dura sul diritto d’asilo, con la possibilità di dichiarare lo stato di emergenza per gestire gli afflussi non controllati e il blocco dei ricongiungimenti familiari per alcuni migranti.

L’Austria mira ciò nonostante a una piena attuazione del patto europeo su asilo e immigrazione, sostenendo soluzioni come i centri ECPR (European Centre for Parliamentary Research and Documentation) e il modello dei paesi terzi sicuri.

Nonostante l’Austria sia un paese sicuro, la politica migratoria è molto stringente, focalizzata sulla sicurezza delle frontiere e su un accesso limitato all’asilo

LE POLITICHE SUI MIGRANTI IN UNGHERIA: FINORA UNA DELLE POLITICHE PIU RESTRITTIVE IN UE

L’Ungheria – reduce dalle recenti elezioni che hanno visto capitolare Viktor Orbàn – adotta per ora una delle politiche migratorie più restrittive in Europa, basata sulla chiusura delle frontiere e limitazioni severe all’asilo. Il governo Orbán ha costruito infatti barriere fisiche, introdotto leggi per limitare l’ingresso di clandestini e sanzionato le procedure di accoglienza, posizionandosi in contrasto con le normative UE.

La Corte europea dei diritti umani ha evidenziato l’illegalità dei respingimenti, e l’UE ha multato l’Ungheria con 200 milioni di euro per aver ignorato le regole comuni sull’immigrazione.

LE POLITICHE SUI MIGRANTI IN GRECIA: SEVERA POLITICA MIGRATORIA CON VIOLAZIONI DIRITTI UMANI

La situazione della sicurezza per gli immigrati in Grecia è complessa e caratterizzata da una severa politica migratoria, con frequenti segnalazioni di violazioni dei diritti umani e condizioni precarie. La Grecia rappresenta infatti la principale porta d’accesso all’UE, gestendo alti flussi migratori con approcci che includono detenzioni e respingimenti.

È in vigore dal 2025 una nuova legge che prevede pene più severe per chi soggiorna illegalmente, inclusi rimpatri forzati, multe minime di 5.000 euro e una detenzione minima di 24 mesi. La possibilità di regolarizzazione per chi risiede da almeno 7 anni è stata abolita.

Rapporti recenti, tra cui alcune inchieste svolte dalla BBC, hanno denunciato il coinvolgimento delle autorità greche in respingimenti forzati e illegali, a volte utilizzando altri migranti (siriani, pakistani, afghani) per intercettare e picchiare chi tenta di attraversare il confine.

Attualmente migliaia di migranti e rifugiati vivono in campi sovraffollati e centri di detenzione (PRDCs/CCACs) in condizioni inumane, con limitato accesso a servizi essenziali.

Le politiche restrittive hanno colpito anche le ONG e gli operatori umanitari, con processi a carico di chi presta soccorso ai migranti, come segnalato a Lesbo.

LE POLITICHE SUI MIGRANTI IN POLONIA: TRA I 25 PAESI PIU SICURI AL MONDO MA POLITICHE MIGRATORIE MOLTO RESTRITTIVE

La Polonia è considerata un paese molto sicuro, classificandosi tra i primi 25 al mondo per sicurezza, ma adotta politiche migratorie molto restrittive, specialmente al confine con la Bielorussia. La gestione del confine è caratterizzata da tensioni, con la sospensione temporanea del diritto d’asilo e l’uso di respingimenti, spesso in risposta a quella che definisce una “guerra ibrida”.

A rappresentare un punto critico è il confine tra Polonia e Bielorussia. Molti e frequenti i tentativi infatti di attraversamento illegale e tensioni, inclusi episodi di violenza tra migranti e guardie di frontiera. Nel 2024 sono stati registrati oltre 670 casi di attraversamento illegale.

La Polonia ha esteso i controlli alle frontiere con Germania e Lituania fino al 1° ottobre 2026 per arginare i flussi irregolari.

Varsavia ha inasprito le politiche di accoglienza, sospendendo in alcuni casi il diritto di asilo e costruendo barriere di sicurezza.

Per gli immigrati irregolari identificati, vengono utilizzati centri sorvegliati, la cui gestione ha ricevuto critiche per il sovraffollamento.

La Polonia rimane uno dei paesi più sicuri in Europa per i residenti, con tassi di criminalità inferiori rispetto a molti altri stati europei.

LE POLITICHE SUI MIGRANTI IN DANIMARCA: LA GHETTO LAW. POLITICHE MIGRATORIE SEVERE E SEMPRE PIU ASPRE

La Danimarca adotta politiche migratorie severe, focalizzate su integrazione forzata, controlli rigorosi e rimpatri rapidi per stranieri condannati, con l’obiettivo di garantire la sicurezza nazionale. Dal 2019, la “ghetto law” inasprisce le pene in aree ad alta immigrazione e si punta all’esternalizzazione delle richieste d’asilo.

Il governo danese prevede l’espulsione di cittadini stranieri condannati a pene detentive di almeno un anno per reati gravi, rafforzando la linea dura sulla sicurezza.

La Danimarca ha approvato norme per trasferire i richiedenti asilo in paesi terzi extra-UE, cercando di riformare il concetto di “paese terzo sicuro”. La Danimarca, insieme ad altri paesi, promuove soluzioni innovative in UE per la gestione dei flussi, puntando a una linea comune severa.

LE POLITICHE SUI MIGRANTI IN ROMANIA: FRONTIERE EFFICIENTI, FACILE OTTENERE IL CNP O LA TEAM

La Romania è considerata una destinazione sicura, con una situazione politica stabile e bassi livelli di criminalità violenta. La microcriminalità è presente, specialmente a Bucarest e nelle zone turistiche. Con l’adesione all’area Schengen, le frontiere sono più efficienti. È fondamentale per gli immigrati UE registrarsi presso l’Ispettorato Generale per l’Immigrazione per ottenere il CNP (Codice Numerico Personale).

Per I cittadini UE, è sufficiente la carta d’identità valida. Per soggiorni superiori a 90 giorni, è necessario registrarsi presso l’Ispettorato Generale per l’Immigrazione. I cittadini UE che lavorano hanno diritto all’assistenza sanitaria; è consigliato avere la TEAM (Tessera Europea Assicurazione Malattia).

LE POLITICHE SUI MIGRANTI A MALTA: APPROCCIO GOVERNO SEVERO, RESPINGIMENTI E DETENZIONI PROLUNGATE CONSIDERATE ILLEGALI

La situazione relativa alla sicurezza degli immigrati a Malta presenta criticità significative, caratterizzata da un approccio governativo severo sulla gestione degli arrivi, con segnalazioni di tattiche illegali, respingimenti e detenzioni prolungate. Nonostante Malta sia generalmente considerata un paese sicuro per i turisti, con bassi tassi di criminalità, la condizione dei richiedenti asilo e dei migranti irregolari è complessa.
Amnesty International e altre organizzazioni hanno denunciato Malta per aver adottato misure volte a evitare il soccorso in mare, inclusi respingimenti illegittimi verso la Libia e la deviazione di imbarcazioni verso l’Italia.

Malta è stata accusata inoltre di violare le convenzioni marittime e il principio di non respingimento, portando talvolta forzatamente i migranti soccorsi in aree non sicure.

I migranti che arrivano via mare in modo irregolare vengono spesso definiti “prohibited immigrants” e sottoposti a ordini di espulsione. È segnalato il trattenimento nei centri di detenzione (come quello di Hal Far) per periodi spesso superiori ai limiti di legge, a volte superando l’anno, nonostante le 10 settimane previste. Le condizioni all’interno dei centri sono state oggetto di critiche, con limitazioni alla libertà personale e lunghi periodi di “reclusione” in attesa di accertamenti medico-sanitari o identificazione.

Malta ha registrato uno dei più alti afflussi di migranti pro capite nell’Unione Europea nel 2023, con circa 76 immigrati ogni 1.000 residenti.

LE POLITICHE SUI MIGRANTI IN FINLANDIA: INASPRITE DRASTICAMENTE PER FERMARE IMMIGRAZIONE DALLA RUSSIA

La Finlandia ha inasprito drasticamente la sicurezza frontaliera per fermare l’immigrazione dalla Russia, considerata una minaccia ibrida. È in vigore una legge che permette respingimenti immediati alla frontiera e la chiusura dei valichi. Nonostante la stretta, il paese rimane generalmente sicuro, ma con controlli molto severi e limitazioni agli accessi.

La Finlandia ha chiuso recentemente i valichi di frontiera terrestri con la Russia e costruito una recinzione di 200 km per contrastare l’immigrazione clandestina strumentalizzata. La nuova normativa consente alle guardie di frontiera di respingere le persone che tentano di attraversare il confine, limitando le richieste di asilo. Il servizio di intelligence finlandese (Supo) ha individuato nel confinante russo una minaccia alla sicurezza.

LE POLITICHE SUI MIGRANTI A CIPRO: DENUNCE DI AMNESTY INTERNATIONAL. SOSPESO ESAME DOMANDE ASILO

Cipro registra, in proporzione alla popolazione, il più alto numero di domande di asilo nell’Unione Europea. Questo ha messo sotto pressione le autorità, portando a condizioni critiche nei centri di accoglienza, come quello di Pournara, spesso descritte come disumane o inadeguate.

Amnesty International e altre organizzazioni hanno segnalato la detenzione automatica e prolungata di migranti e richiedenti asilo, talvolta in condizioni simili al carcere, in attesa di espulsione. Sono state sollevate preoccupazioni riguardo a presunti respingimenti (pushbacks) e maltrattamenti da parte delle forze di sicurezza.

A causa dell’alto numero di arrivi, il governo cipriota ha sospeso nel 2024 l’esame delle domande di asilo per i cittadini siriani.

Esistono procedure per l’accesso al mercato del lavoro per stranieri, regolate dal Dipartimento del Lavoro, in particolare in settori specifici. I rifugiati ucraini beneficiano di protezione temporanea, residenza e diritto al lavoro.

Nonostante le sfide migratorie, Cipro è considerata tra i paesi con il più basso tasso di criminalità in Europa.

LE POLITICHE SUI MIGRANTI IN IRLANDA: SITUAZIONE COMPLESSA MA PAESE SICURO

La sicurezza per gli immigrati in Irlanda è diventata complessa a causa di crescenti tensioni sociali e proteste anti-immigrazione, specialmente nel 2025-2026, con episodi di violenza e attacchi incendiari. Sebbene il tasso di criminalità generale rimanga tra i più bassi in Europa, l’alloggio difficile e la radicalizzazione politica hanno creato un clima di tensione, provocando rivolte e scontri con la polizia.

Si registrano frequenti proteste anti-immigrati, con alcuni casi in cui la situazione è degenerata in violenti scontri.

Nonostante le tensioni, l’Irlanda è considerata generalmente sicura, specialmente nelle aree rurali. Dublino è stata talvolta citata per la sua ospitalità, sebbene sia teatro delle principali proteste.

LE POLITICHE SUI MIGRANTI IN SVEZIA: CAMBIO DI ROTTA, DA PAESE ACCOGLIENTE AD AUMENTO RIMPATRI

Le misure attuali riflettono un radicale cambio di rotta rispetto alle politiche di accoglienza del passato, cercando di gestire la sicurezza interna attraverso una stretta sui residenti stranieri.
La Svezia sta inasprendo drasticamente le politiche migratorie e di sicurezza, mirando a ridurre l’immigrazione e aumentare i rimpatri (fino a 32.000€ di incentivo dal 2026). Il paese affronta sfide di sicurezza legate a gang criminali (esplosioni in aumento) e la polarizzazione sociale, con circa 17 aree definite “particolarmente vulnerabili”. La cittadinanza è a rischio per chi minaccia la sicurezza nazionale. Il governo si concentra sulla revoca dei permessi di soggiorno permanenti, la limitazione del ricongiungimento familiare e l’introduzione di corsi obbligatori sulla cultura svedese.

Si registrano criticità persistenti, con un aumento delle esplosioni legate a conflitti tra bande (317 nel 2024).

A livello politico è stato proposto di considerare le violenze sessuali come motivo di revoca del permesso di soggiorno e respingimento. Permangono disparità occupazionali, con la disoccupazione tra gli immigrati extra-UE che resta circa il doppio rispetto ai nativi svedesi.

www.ageei.eu

www.interno.gov.it

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