Roma - Una sospensione del Regolamento europeo sulle emissioni di metano (EUMR) non risolverebbe le criticità legate alla sicurezza energetica europea e italiana e aumenterebbe l’incertezza normativa. La richiesta di sospensione degli obblighi del regolamento per tre anni verrà avanzata oggi da alcuni Stati membri e sostenuta dall’Italia durante il Consiglio dei ministri dell’energia dell’UE.
“La sicurezza energetica dell’Italia non si rafforza con minori regole sul metano. Al contrario, il Regolamento è uno strumento per costruire forniture più affidabili, ridurre i rischi geopolitici e garantire la resilienza del sistema energetico italiano nella transizione. L’Italia dovrebbe guidare l’attuazione del regolamento sul metano per rafforzare le relazioni energetiche con i suoi fornitori preferenziali”, afferma Gabriele Cassetti, Ricercatore Senior di sistemi energetici di ECCO, il think tank italiano per il clima.
Le principali preoccupazioni espresse dalle aziende importatrici di gas, ovvero la mancata disponibilità di forniture attraverso contratti di lungo periodo e il rischio di deviazione dei carichi di gas naturale liquefatto verso altri mercati, non dipendono dalle regole europee sul metano. Le dinamiche che influenzano questi flussi sono soprattutto legate all’andamento dei prezzi internazionali dei combustibili fossili e influenzate da dinamiche geopolitiche, come la crisi in Medio Oriente, la quale ha mostrato ancora una volta quanto i mercati energetici siano esposti agli shock internazionali.
Per questo l’Italia dovrebbe cogliere l’occasione per definire un percorso concreto che consenta ai partner storici, in primis l’Algeria, di diventare fornitori preferenziali in un mercato come quello dell’UE, che richiede di allinearsi agli obblighi previsti dal regolamento, accompagnandoli verso standard più elevati di monitoraggio e riduzione delle emissioni.
Definire percorsi di conformità al Regolamento sul metano potrà inoltre garantire continuità delle relazioni nel breve termine, anche in presenza di shock geopolitici, e sostenere la transizione energetica.
In vista del Consiglio sull’energia, l’Italia può trarre vantaggio da:
• un sostegno e una piena attuazione del Regolamento europeo sul metano, accelerandone l’implementazione;
• la promozione di un accordo strategico con i fornitori chiave, tra cui l’Algeria, per accompagnarli verso la conformità agli standard europei;
• una richiesta alla Commissione europea di misure temporanee e proporzionate per gestire le difficoltà del mercato, evitando una sospensione generalizzata delle regole;
• un’accelerazione nella definizione delle linee guida europee e dei regimi sanzionatori armonizzati, così da ridurre l’incertezza per imprese e investitori.