“E’ sempre difficile parlare circa una data precisa. Siamo in un momento dove tutto il processo di fusione sta passando dalla fase puramente della ricerca alla fase di dimostrazione e quindi vi sarà la commercializzazione. Quindi non è più un processo indefinito, difficile da definire. Io dirò cinque, sei, sette, dieci anni forse. Ma questo si vedrà perché dipende anche dal livello di investimenti e di altre cose che non possiamo prevedere in questo momento ma si vede già all’orizzonte un risultato possibile”.
Così Rafael Mariano Grossi, presidente AIEA, a margine del World Fusion Energy Group in corso alla Farnesina.
“Il livello di investimento attualmente è quello che noi portiamo avanti tramite ENEA con gli interventi su Euratom per quelle che è l’impegno su ITER ma anche su ENEA certamente, per quanto riguarda l’invertore a Frascati. Gli ultimi interventi di carattere finanziario sono con Mission Innovation, quindi in questa direzione, ma siamo sull’ordine di centinaia di milioni non oltre.
Quale sarà l’intervento dello Stato rispetto al disegno? Lo Stato italiano interviene sul sistema tariffario su tutte le produzioni energetiche: geotermico, idroelettrico, fotovoltaico, eolico. E quindi al momento in cui si si verificherà l’attesa produzione o comunque l’investimento da parte del soggetto privato, perché in questo caso avrà una compatibilità sul nucleare, in quel momento si definirà quello che può essere un intervento tariffario in rapporto a quelle che sono le condizioni di prezzo e se sarà necessario naturalmente.
La speranza che la competitività porti a una condizione tale dove non è necessario intervenire con integrazioni pubbliche sul sistema. Circa i soggetti interessati, se e quando raggiungiamo la conclusione a quel punto tireremo le somme su chi sono i soggetti che partecipano. In questo momento c’è un pour parler, che confermo perché sono parte di questi confronti che finora sono stati essenzialmente carattere bilaterale.
Per arrivare a un soggetto che dovrebbe avere un ruolo industriale importante sul sistema, bisogna chiaramente trovarsi tutti.
Infine circa COP28 a Dubai, un fatto da rilevare è che ci sia stato il consenso sul documento finale da parte dei Paesi produttori di fossili produttori, quindi dei Paesi dell’OPEC, se vogliamo anche produttori di petrolio sull’indirizzo per l’energia rinnovabile.
Energia rinnovabile, energia neutra, energie che hanno come obiettivo per noi la neutralità al 2050. È chiaro che nel momento in cui l’energia da fonte nucleare, fissione o fusione che è l’oggetto di oggi, è considerata una tassonomia dell’Unione europea, oggetto della valutazione da parte di COP, da parte di tutti i paesi è considerata neutra, è chiaro che va spinta e va perseguita proprio con un maggior consenso possibile. La dimostrazione l’abbiamo avuto anche da alcune presenze oggi perché siamo in presenza di produttori di combustibili fossili che invece sono hanno dichiarato l’impegno alla sfida”, ha spiegato Gilberto Pichetto Fratin, Ministri Mase