Roma - Incidente Nucleare o anomalia? E’ quanto ci si chiede a seguito di quanto avvenuto nella Centrale di Casaccia, lo scorso 21 novembre, che ha visto la contaminazione di un operaio di cui la Sogin ha avvertito l’Ispettorato Sicurezza Nucleare, l’ISIN, il 25 novembre. Senza però informare il proprio ministero vigilante, il Mase di Gilberto Pichetto Fratin che “ha appreso la notizia da fonti stampa”.
IL LAZIO LA REGIONE CON IL MAGGIOR NUMERO DI RIFIUTI NUCLEARI
Ma dove sono i rifiuti nucleari? Il Lazio, la regione dove è accaduto “l’evento” ancora tecnicamente non definito, è la regione con il maggior numero in Italia di rifiuti radioattivi. Il 30,78% dei rifiuti si trova infatti nel Lazio. Con 9591 metri cubi.
LOMBARDIA E PIEMONTE AL SECONDO E TERZO POSTO
La Lombardia al secondo posto: con il 20,74% dei rifiuti con 6.462 metri cubi.
Al terzo posto si posiziona il Piemonte con 19,01% con 5.923 metri cubi.
BASILICATA AL QUARTO POSTO
A seguire la Basilicata, con una quota pari al 12,38% e 3.857 metri cubi e la Campania, con l’8,01% 2.495 metri cubi.
AGLI ULTIMI POSTI LE REGIONI ‘AGRICOLE’ EMILIA ROMAGNA, TOSCANA E PUGLIA
Agli ultimi posti tre regioni prettamente agricole: l’Emilia Romagna della Food Valley con il 3,74% e 1167 metri cubi, la Toscana con il 3,33% e 1.038 metri cubi e infine la Puglia con il 2,01% e 625 metri cubi.
Tra le ex centrali e i depositi più noti figurano Trino, Eurex, Ipu e Opec Nucleco, Garigliano e Latina. Poi Cesnef, Campoverde, il reattore Ispra-1 CCR, Livanova, Avogadro.
Le centrali sono afferenti alla Sogin e ad altri.

