Milano - “Chi si occupa di smantellamento, si occupa anche di conduzione dell’impianto. Quando si smantella un impianto nucleare, c’è ancora il combustibile, va condotto come se fosse ancora in produzione, visto che il combustibile continua a produrre radiazioni. Ciò ha permesso a Sogin di mantenere le competenze pratiche in Italia.”
Così Gian Luca Artizzu, Amministratore Delegato Sogin, in occasione della XXIV Edizione di Italia Direzione Nord.
“Il futuro del nucleare non è per tutti, è per quegli stati e quei contesti industriali che hanno a cuore le competenze e le sviluppano. Ci sono tutte le competenze che si trovano nel settore energetico, ma anche devono esser elevate quelle della comunicazione visto che parlare con le comunità non è facile.
Il nucleare è una sorta di spartiacque tra chi vuol rimanere industrializzato e chi vuol diventare inconsistente.
data center sono le novità di questi anni e saranno il proseguo anche per i prossimi anni. Lì ci sono tutti i dati e si trovano all’interno di strutture realizzate con terre rare, quindi sono all’interno di strutture fisiche, concrete, che si surriscaldano, che consumano tantissima energia e vanno alimentate. Il nucleare è stata giudicata come l’unica fonte stabile che possa far questo lavoro oltre alle fonti fossili.
La scelta se tornare al nucleare o meno è la scelta se voler avere quelle tecnologie oppure no. Sono le tecnologie che riguardano l’intelligenza artificiale, quindi riguardano un sistema produttivo che ha a cuore il migliorarsi. L’Italia è l’unico paese del G7 che non è nucleare e rischia quindi di esser irrilevante.
Le scorie delle quattro centrali che stiamo smontando stanno in uno spazio che è grande più o meno come una stanza. Non è un problema così drammatico come sembra. Le scorie è il cavallo di battaglia su chi ha cercato di far morire il nucleare. Le procedure attraverso le quali smontiamo le centrali nucleari e gestiamo il combustibile nucleare sono tali da esser talmente sicure da non lasciare nell’ambiente circostante niente di più di quanto c’è di fondo radioattivo.”