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Energia2 Luglio 2026 10:59

La Banca Mondiale finanzia il Marocco: 265 milioni per l’idroelettrico dopo il cambio di rotta sul clima

Il progetto Ifahsa da 300 megawatt ridurrà le emissioni di 1,7 milioni di tonnellate di CO2 ogni anno. L’istituto cancella il target del 45% di prestiti “green” sotto la pressione USA ma prosegue il sostegno alle rinnovabili.

Il consiglio di amministrazione della Banca Mondiale ha dato il via libera a un finanziamento di 265 milioni di dollari destinato alla realizzazione di una imponente centrale idroelettrica di pompaggio nel nord del Marocco. La notizia, riportata da Reuters aemerge in un momento di profonda ridefinizione strategica per l’istituto di Washington. L’approvazione del progetto Ifahsa è giunta infatti appena quarantotto ore dopo la storica decisione del Gruppo di “abbandonare” l’obiettivo formale che prevedeva di vincolare il 45% delle proprie risorse totali di prestito a progetti legati alla lotta contro il cambiamento climatico. Tale mutamento di indirizzo, comunicato ufficialmente lo scorso lunedì, è maturato a seguito delle crescenti pressioni esercitate dall’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump, segnando un passaggio verso un modello di sostegno ambientale non più basato su quote rigide ma sulle richieste specifiche dei Paesi partner.

NUOVA STRATEGIA SENZA OBIETTIVI FISSI

Nonostante la cancellazione del tetto percentuale per i prestiti verdi, l’istituto di credito per lo sviluppo ha chiarito che non intende disimpegnarsi dal fronte ecologico. La Banca Mondiale ha infatti annunciato il rinnovo del proprio “Piano d’azione per il cambiamento climatico” (CCAP), che continuerà a operare ma senza l’obbligo di rispettare parametri finanziari predeterminati. L’obiettivo dichiarato è quello di rispondere in modo più flessibile alla domanda reale proveniente dai Paesi clienti. Per garantire l’efficacia di questa transizione, il Gruppo di valutazione indipendente della banca condurrà una revisione approfondita dell’intero programma, monitorando come la nuova strategia influenzerà l’allocazione globale dei capitali nei prossimi anni.

IL PROGETTO IFAHSA: UNA BATTERIA NATURALE

L’impianto di Ifahsa, situato in una posizione strategica nel nord del Regno, avrà una capacità di 300 megawatt e svolgerà una funzione tecnica fondamentale per la stabilità energetica del Marocco. Secondo quanto dichiarato in un comunicato ufficiale della Banca Mondiale, la centrale opererà come una “gigantesca batteria ricaricabile” per la rete elettrica nazionale. Il meccanismo prevede il pompaggio dell’acqua in un bacino superiore durante le ore di sovrapproduzione solare ed eolica, per poi rilasciarla attraverso le turbine nei momenti di massima richiesta. Questa capacità di accumulo flessibile è considerata essenziale per rafforzare l’affidabilità e la resilienza del sistema elettrico marocchino, permettendo di gestire meglio l’intermittenza delle fonti pulite.

IMPATTO AMBIENTALE E INVESTIMENTI PRIVATI

L’entrata in funzione di Ifahsa permetterà al Marocco di compiere un salto di qualità nella transizione energetica, integrando almeno 1 gigawatt di energia solare ed eolica aggiuntiva nel mix nazionale. Sotto il profilo della sostenibilità, l’operazione consentirà di sostituire circa 3 terawattora di elettricità attualmente prodotta da combustibili fossili, evitando l’emissione nell’atmosfera di circa 1,7 milioni di tonnellate di anidride carbonica all’anno. Oltre al beneficio climatico, il progetto ha una forte valenza economica: il sostegno della Banca Mondiale dovrebbe agire da catalizzatore per sbloccare circa 1 miliardo di dollari in ulteriori investimenti privati, consolidando la posizione del Marocco come leader regionale nel settore delle energie rinnovabili.

RICADUTE OCCUPAZIONALI E SVILUPPO LOCALE

Oltre alla componente tecnologica e ambientale, l’istituto ha posto l’accento sulle ricadute sociali attese per il territorio. Durante la fase di costruzione, si stima che il cantiere genererà circa 820 posti di lavoro diretti ogni anno, ai quali si aggiungeranno numerose opportunità di impiego nell’indotto e in tutto il settore energetico locale. L’operazione Ifahsa rappresenta dunque un test importante per la nuova linea della Banca Mondiale: dimostrare che, anche senza obiettivi di spesa fissati a priori, è possibile sostenere progetti di energia pulita ad alto impatto che coniughino lo sviluppo economico dei Paesi emergenti con la tutela degli ecosistemi globali.