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News21 Aprile 2026 15:47

Italia “ipotecata” da Superbonus e Reddito cittadinanza. In 3 anni bruciato metà Pil tutta industria made in Italy: 75 mld l’anno. INFOGRAFICA

Roma - Italia “ipotecata” da Superbonus e Reddito cittadinanza. In 3 anni bruciato metà Pil tutta industria made in Italy: 75 mld l’anno. INFOGRAFICA

Oltre 250 miliardi di euro. Questa “l’ipoteca” finanziaria che il governo si porta dietro dai tre anni e mezzo della precedente gestione (1 giugno 2018 – gennaio 2021). Di cui – a spanne e solo riferito a quelle finora emerse in quanto le indagini proseguono – circa il dieci per cento sono andati in fumo per le truffe messe in atto.

SUPERBONUS: 219 MILIARDI SPESI DAGLI ITALIANI. QUASI IL 7% IN TRUFFE FINORA EMERSE

PIL ITALIA IPOTECATATO DA SUPERBONUS E REDDITO DI CITTADINANZA - INFOGRAFICA

PIL ITALIA IPOTECATATO DA SUPERBONUS E REDDITO DI CITTADINANZA – INFOGRAFICA

Nello specifico i Bonus edilizi hanno avuto costi complessivi per lo Stato che secondo i dati aggiornati riportati dalla documentazione della Camera dei Deputati toccano quota 219 miliardi di euro con un investimento totale ammesso a detrazione che ha superato i 124 miliardi, come riportato dalla Guardia di Finanza. Di questi, 160,3 miliardi riguardano il Superbonus, 58,7 miliardi gli altri bonus edilizi. Nel complesso, i 15 miliardi di frodi – che sono conteggiati nei 219 miliardi complessivi – valgono quasi il 7 per cento del totale dei crediti.

Di questi, – aveva spiegato lo scorso 16 aprile 2024 il direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini in audizione alla Commissione Finanze del Senato – circa 15 miliardi sono riferibili a truffe emerse a vario titolo. Cifra che presumibilmente è cresciuta in quanto basta andare a visionare l’attività relativa svolta dalla Guardia di Finanza.

Solo dopo l’audizione di Ruffini infatti, sono stati riscontrati dalla Gdf: un sequestro di 13 milioni il 3 maggio 2024; un sequestro di 16 milioni di euro il 3 gennaio 2025; di 10 milioni il 7 novembre 2025; un sequestro di 5,5 milioni di euro l’11 giugno 2025; un sequestro di 3,7 milioni lo scorso 11 luglio 2025; una truffa di 9 milioni il 9 ottobre 2025; il sequestro di un immobile il 6 agosto 2025; di 10 milioni il 15 gennaio 2026; altri 9 milioni di euro 11 novembre 2025; 12 milioni il 6 marzo 2026; 1,8 mln il 26 febbraio 2026; 15,6 milioni di euro il 20 febbraio 2025; 24,5 milioni di euro il 23 luglio 2025; etc etc.

Complessivamente, il costo per le casse dello Stato è risultato essere altissimo. Con un impatto sul debito pubblico che continua a produrre effetti negli anni successivi alla fine della massima intensità della misura. Anche oggi.

REDDITO DI CITTADINANZA: IL PARADOSSO SOCIALE-ECONOMICO COSTATO 34,6 MLD. 

Sempre sotto il governo Conte un altra voce di spesa che il Paese continua a pagare è quello per il reddito di cittadinanza.

Misura nata per ‘accompagnare’ gli italiani al lavoro tramite centri di collocamento ad hoc, si è trasformata in una vera e propria elargizione per chi non lavorava. Creando un paradosso economico e sociale per cui, a fronte di lavori a bassa paga, si preferiva restare a casa e percepire il reddito dallo Stato lasciando le imprese senza forza lavoro, soprattutto nel mondo dell’accoglienza e della ristorazione. Oppure, come è emerso talvolta, percepire il reddito e lavorare in nero.

La misura è costata alle casse dello Stato circa 34,6 miliardi di euro – come riporta Fanpage – generando truffe finora emerse per circa 665 milioni di euro come riporta la Rai

Se nel 2020 la spesa si attesta a circa 7,19 miliardi di euro, l’anno dopo la pandemia tocca il picco con 8,87 miliardi di euro spesi per pagare gli assegni del Reddito di cittadinanza. Nel 2022 si registra poi un calo, con 8,03 miliardi di euro pagati fino alla discesa, nel 2023, a 6,68 miliardi.

Secondo l’Osservatorio Inps sul Rdc, nel 2019 i beneficiari sono state 1,1 milioni di famiglie che hanno ricevuto almeno una mensilità del reddito di cittadinanza, vale a dire circa 2,7 milioni di persone. Nel 2020 1,57 milioni di famiglie, equivalenti a 3,7 milioni persone; nel 2021 il picco, 1,7 milioni di famiglie pari a 3,9 milioni di persone.

BANCHI CON LE ROTELLE: 318 MLN. COSTO MEDIO SUPERIORE RISPETTO AI TRADIZIONALI

Poi i banchi con le rotelle: Il loro costo medio sarebbe stato – secondo quanto riporta il Sole24ore – di 274 euro per ogni banco innovativo e di 93 euro per quello tradizionale monoposto. I banchi di ultima generazione sarebbero stati 434mila, più 2,1 milioni di quelli tradizionali. Il costo totale dell’operazione, in base a questi numeri, è stato di 119 milioni per i banchi a rotelle e di 199 milioni per quelli tradizionali. Per un totale di 318 milioni di euro.

PESO PIL ITALIANO SU UE. SUPERBONUS E REDDITO CITTADINANZA HANNO BRUCIATO METà PIL INDUSTRIA MADE IN ITALY

L’Italia si conferma stabilmente la seconda potenza manifatturiera in Europa dopo la Germania, riporta il Sole24ore, contribuendo per circa il 13% al valore aggiunto manifatturiero dell’UE. Nonostante le sfide energetiche e la competizione internazionale, il settore si distingue per un’elevata propensione all’export e un forte contributo di PMI e artigianato.

Nel 2025 il Prodotto Interno Lordo italiano si è attestato – secondo l’Istat – a quota 2.258.049 euro crescendo in volume dello 0,5% e un aumento nominale del 2,5% rispetto al 2024.

La produzione italiana costituisce oltre il 13% del PIL dell’Unione Europea. Per quanto riguarda le performance 2025-2026, a differenza delle economie tedesca e francese in difficoltà, l’Italia registra una crescita più stabile (+0,4% nel secondo trimestre 2025) e una produzione industriale che ha mostrato importanti rimbalzi (+1,5% a novembre 2025).

Il settore industriale in Italia ha generato un PIL stimato in 444,8 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 442,9 miliardi del 2024. Il che vuol dire che in tre anni il Superbonus e il Reddito di cittadinanza hanno ‘bruciato’ oltre la metà dell’intero Pil generato da tutto il settore industriale, il secondo manifatturiero d’Europa.

Che ora le imprese e gli italiani sono tenuti a recuperare per far quadrare i conti.
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