Roma - “Io credo che ci siano due grandi questioni oggi. La prima è quella di riconoscere l’esigenza europea di rendere il mercato del GNL stabile nonostante la condizione geopolitica del mondo, da una parte la Russia e dall’altra le novità introdotte dall’arrivo di Trump negli Stati Uniti. La seconda questione è quella di stabilizzare gli investimenti europei ed italiani in due direzioni. La prima direzione è quella di trovare punti di leva per i privati per il cambio delle flotte, per l’incremento della tecnologia che possa portare il prima possibile verso il risultato del GNL o del GNL sintetico”.
Così Paola De Micheli, deputata PD, a margine dell’evento “Il GNL come Carburante della Transizione: prospettive per il settore marittimo e terrestre” in corso al Senato.
“Dall’altra parte, però, noi abbiamo bisogno di investimenti pubblici diretti sui porti per il bunkeraggio, per garantire la capillarità della dell’opzione GNL per il marittimo. Non dimentichiamo che il GNL garantisce quella transizione ambientale che ha anche una garanzia sotto il profilo economico: in tempi di ETS che secondo me – in maniera clamorosamente sbagliata – mette in difficoltà le aziende non favorendo per nulla la decarbonizzazione, penso che questa debba essere la strategia da acquisire da parte del nostro Governo e non solo”.