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News9 Giugno 2026 15:15

Energia, Bussone (AIEL): “Pensare il mix energetico senza legna, pellet e cippato significa partire già sconfitti”

L’Associazione Italiana Energia dal Legno chiede che una parte dei 5 miliardi per l’energia sia destinata a incentivi per la sostituzione degli impianti domestici e investimenti nelle comunità energetiche termiche delle aree montane

9 giugno 2026 – “Ogni volta che si apre una discussione sul sistema energetico nazionale assistiamo allo stesso errore: si parla di sicurezza e indipendenza energetica, di transizione ecologica, dimenticando una risorsa rinnovabile che l’Italia possiede davvero. L’energia da biomassa legnosa continua a essere la grande assente del dibattito pubblico e delle politiche energetiche.

È una miopia che il Paese non può più permettersi. Se il Governo annuncia 5 miliardi di euro per l’energia, non può ignorare una filiera che garantisce calore rinnovabile a una famiglia italiana su 4 e produce oltre il 65% dell’energia termica rinnovabile nazionale, che crea occupazione nelle aree montane e genera valore economico partendo da una risorsa locale del territorio.

Una parte importante di queste risorse deve essere destinata al rafforzamento dell’incentivo nazionale Conto Termico e dei bandi regionali con lo scopo di accelerare il processo di turn over tecnologico, cioè la sostituzione dei vecchi generatori domestici a biomassa con apparecchi moderni, efficienti e a basse emissioni. Allo stesso tempo, servono investimenti per sviluppare impianti di comunità alimentati da biomasse legnose nei Comuni non metanizzati, dove oggi la sicurezza energetica non può essere affidata esclusivamente all’elettricità o ai combustibili fossili.

Pensare di costruire un mix energetico equilibrato senza legna, pellet e cippato significa partire già sconfitti. Significa rinunciare a una fonte rinnovabile programmabile, prodotta sul territorio nazionale e capace di valorizzare la gestione attiva dei boschi italiani.

La transizione energetica non si realizza scegliendo una tecnologia contro un’altra. Si realizza mettendo a sistema tutte le soluzioni che funzionano. E chi esclude la filiera bosco-legno-energia dal confronto energetico nazionale non sta facendo una scelta tecnologica: sta commettendo un errore strategico per il Paese.

L’Italia ha bisogno di più biomasse legnose sostenibili. Ha bisogno di impianti moderni, di filiere locali e di politiche coerenti con la realtà dei territori. Perché senza la filiera bosco-legno-energia non esiste un vero mix energetico nazionale: esiste soltanto una maggiore debolezza strutturale per il perdurare della dipendenza dall’estero.”