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Energia21 Luglio 2026 14:20

Mercati petroliferi, Birol (IEA): Al momento si beneficia di fattori di attenuazione ma non abbassare guardia

“L’AIE sta monitorando da vicino la situazione sui mercati petroliferi a seguito dei recenti sviluppi del conflitto in Medio Oriente. L’escalation delle ostilità che interessa lo Stretto di Hormuz e le infrastrutture energetiche della regione aumenta le preoccupazioni per la sicurezza dell’approvvigionamento e l’incertezza sulle prospettive di mercato. Le minacce allo Stretto di Bab el-Mandeb, diventato sempre più importante come rotta per aggirare lo Stretto di Hormuz, aggravano ulteriormente queste inquietudini. Al momento, i mercati del greggio continuano a beneficiare di diversi fattori di attenuazione. Tra questi figurano le consistenti forniture da parte dei produttori del Golfo – in particolare grazie agli ingenti sforzi di Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti – che continuano a raggiungere i mercati globali attraverso rotte alternative allo Stretto di Hormuz, oltre ai volumi che riescono ancora a transitarvi. Stimiamo che le esportazioni del Golfo siano inferiori ai massimi di fine giugno, ma comunque nettamente superiori ai livelli registrati tra l’inizio di marzo e la metà di giugno”. Così in una nota il Direttore Esecutivo dell’Agenzia internazionale per l’energia, Fatih Birol. Che ha aggiunto: “Inoltre, i produttori di petrolio di altre regioni – in particolare Stati Uniti, Brasile, Venezuela e Kazakistan – hanno aumentato le esportazioni, compensando parte delle perdite di offerta dal Golfo. Sul fronte della domanda, la Cina ha svolto un ruolo importante nella stabilizzazione dei mercati riducendo le sue importazioni di greggio di quasi il 50% rispetto ai livelli prebellici”.

“I continui rilasci di scorte d’emergenza da parte dei Paesi membri dell’AIE continuano a fornire un notevole sollievo ai mercati. Dall’annuncio dell’11 marzo relativo all’azione collettiva dell’AIE per mettere a disposizione del mercato 400 milioni di barili di petrolio, i Paesi membri ne hanno immessi circa 290 milioni, con ulteriori volumi che continuano ad affluire. I Paesi AIE detengono ancora una quantità consistente di scorte strategiche di riserva, compresi oltre 1 miliardo di barili gestiti direttamente dai governi”, ha proseguito.

“Non c’è spazio per abbassare la guardia sulla sicurezza petrolifera in un contesto di escalation delle ostilità e di progressivo intaccamento delle scorte commerciali disponibili. L’attività delle raffinerie e l’offerta di prodotti derivati non sono ripartite allo stesso ritmo delle consegne di greggio, il che significa che i mercati dei prodotti petroliferi raffinati, tra cui gasolio e benzina, risultano nettamente più tesi rispetto a quello del greggio. Sui mercati del gas naturale, l’aumento dei flussi di GNL (Gas Naturale Liquefatto) provenienti da altri mercati, in testa Stati Uniti e Canada, ha compensato circa il 70% dell’offerta persa attraverso lo Stretto di Hormuz. Tuttavia, ulteriori ritardi nella ripresa delle esportazioni dal Golfo rischiano di mantenere i mercati sotto pressione più a lungo. Questa tensione sarà avvertita da tutti gli importatori di GNL, inclusa l’Europa, impegnata a riempire i propri stoccaggi di gas in vista del prossimo inverno. L’AIE continua a sostenere che una risoluzione del conflitto in corso, che preveda la riapertura completa e incondizionata dello Stretto di Hormuz, sia essenziale per evitare un ulteriore deterioramento della sicurezza energetica globale”, ha concluso Birol.