Difesa: incidente Aeronautica, il generale Landi: “un velivolo iconico, apprezzato dai piloti, ci saranno due inchieste”
(AGEEI/Aerospazionews) – “La liturgia che segue un incidente di volo è ben stabilita: in pratica, scatteranno due inchieste parallele, sia per la componente giudiziaria, che per quella di precipuo interesse della Difesa tesa a individuare le cause per evitare futuri incidenti”. E’ quanto ha detto il generale Carlo Landi, intervistato da AGEEI/Aerospazionews, in seguito al tragico incidente che oggi ha visto un velivolo SF-260EA (denominazione militare T-260B, prodotto dal gruppo Leonardo) precipitare nei pressi del parco nazionale del Circeo, causando la morte del colonnello Simone Mettini, comandante del 70° Stormo dell’Aeronautica Militare con base a Latina, e dell’allievo pilota Lorenzo Nucheli. Generale di divisione aerea ora nella riserva, Landi è stato il primo Navigatore Militare sul cacciabombardiere Tornado a cui è stato assegnato il comando di un reparto di volo, in particolare il Reparto Sperimentale Volo di Pratica di Mare (Roma). Ha anche comandato il Poligono Sperimentale Interforze di Salto di Quirra in Sardegna e il Centro Sperimentale Volo sempre a Pratica di Mare.

Gen. Carlo Landi
“Le due indagini o investigazioni saranno condotte parallelamente dal sistema giudiziario nazionale e dall’Ispettorato per la Sicurezza del Volo dell’Aeronautica Militare”, ha proseguito Landi. “Si tratta di attività con finalità totalmente diverse e che, grazie ad un lavoro di coordinamento tra i due ministeri, oggi si svolgono in maniera coordinata. L’autorità giudiziaria è interessata a valutare l’eventuale presenza di reati. L’Ispettorato per la Sicurezza del Volo, al contrario, studierà l’incidente cercando di individuare le cause per scongiurare che in futuro le stesse possano provocare altri eventi luttuosi o nefasti. Seguendo i dettami inerenti alla sicurezza del volo, approvati a livello mondiale, l’Ispettorato non ha dipendenza da uno dei comandi di vertice dell’Aeronautica Militare, ma risponde unicamente al capo di Stato Maggiore della Forza Armata. In questo modo, è sottratto ad interferenze e eventuali conflitti di interesse con chi ha gestito il velivolo, oppure l’addestramento dei piloti o altri elementi che possono aver concorso al verificarsi dell’evento nefasto”.
Qual è il ruolo del velivolo SF-260 nella formazione dei piloti dell’Aeronautica Militare?
“Prima di rispondere, desidero esprimere le mie più sentite condoglianze ai familiari dei due piloti caduti, al 70° Stormo e all’Aeronautica Militare tutta. L’ SF-260 ha un ruolo fondamentale nell’iter formativo dei piloti dell’AM, costituendo il primo velivolo che un allievo pilota è chiamato a pilotare e sul quale acquisisce il primo titolo di volo di pilota d’aeroplano, basilare per continuare l’iter formativo. L’ SF260 coniuga doti di volo di elevatissimo livello con un’economia di acquisto ed esercizio e con un ciclo manutentivo particolarmente snello. Queste caratteristiche ne fanno il velivolo ideale per una scuola di volo, il 70° Stormo, che ha il compito di accogliere ragazzi che vengono dalla vita civile e avvicinarli per la prima volta al volo militare. Per questo il velivolo è dotato di un motore più potente degli stessi velivoli civili, ma soprattutto è stato sperimentato ed è quindi certificato per svolgere tutte le missioni addestrative, da quelle di navigazione a quelle di acrobazia aerea, tipiche del pilotaggio militare”.
Un aereo che ha formato generazioni di piloti militari…
“E’ un velivolo iconico, molto apprezzato anche dai piloti civili per le sue caratteristiche tecniche e per i comportamenti aerodinamici. Nel 1983, nove SF-260 furono protagonisti di una storica traversata dell’Atlantico per commemorare quella di Italo Balbo. Negli anni, l’Aeronautica Militare ha continuato ad acquistare nuovi esemplari dell’SF-260. Quelli oggi in servizio appartengono ad una serie modificata per migliorarne le caratteristiche di volo e la rispondenza al requisito di addestramento. E’ un velivolo fondamentale per la formazione dei piloti militari che voleranno su jet come Eurofighter e F-35, perché su questo velivolo, grazie agli istruttori del 70° Stormo, i piloti imparano a costruire quella che si chiama ‘airmanship’, cioè la capacità di gestire ogni componente del volo per assicurare la massima sicurezza”.
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