Difesa: accordo Italia-Ucraina per la produzione di droni, mentre Mosca accusa 4 aziende italiane
(AGEEI/Aerospazionews) – L’Italia e l’Ucraina intendono collaborare nello sviluppo di nuovi droni militari, mentre la Russia accusa quattro aziende italiane di collaborare alla produzione dei droni ucraini utilizzati nel conflitto. Si muove su queste due notizie l’“affaire droni” che ha animato, nelle ultime ore, le cancellerie di Roma, Kiev e Mosca. La presidente del consiglio, Giorgia Meloni, ha infatti incontrato ieri a Roma il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. “Ci siamo confrontati molto anche su come rafforzare la nostra cooperazione in materia di difesa”, ha detto Meloni. “L’Italia, in particolare, è molto interessata a sviluppare una produzione congiunta, soprattutto sulla materia dei droni, settore nel quale sappiamo bene che l’Ucraina, in questi anni, è diventata una nazione guida”.
Sempre ieri, il ministero russo degli Affari Esteri ha invece pubblicato un post su X con l’elenco dei nomi e degli indirizzi di undici imprese ucraine con stabilimenti in Europa dove verrebbero prodotti droni impiegati per attacchi contro la Russia e di altre dieci società europee, israeliane e turche che fornirebbero a Kiev componenti per i velivoli radiocomandati ucraini. “Il 26 marzo”, si legge nel post, “i leader di diversi Paesi europei hanno deciso di aumentare la produzione e la fornitura di droni all’Ucraina per utilizzarli in attacchi sul territorio russo. Queste azioni dei leader europei rischiano di trascinare i loro Paesi in una guerra con la Russia”.
AGEEI/Aerospazionews è in grado di pubblicare l’elenco delle aziende che figurano in questo elenco. Le undici imprese ucraine con sede in Europa sarebbero presenti in Gran Bretagna (Fire Point e Horizon Tech), Germania (Davinci Avia e Airlogistica), Danimarca (Kort), Lettonia (Terminal Autonomy), Lituania (Kort), Paesi Bassi (Destinus), Polonia (Antonov State Enterprise e Ukrspecsystems) e Repubblica Ceca (DeViRo). Tra le altre dieci società, che fornirebbero componenti per i droni militari ucraini, figurano quattro PMI italiane, accusate di fornire a Kiev motori a pistoni della potenza di 60-170 hp: in particolare, vengono citate la CMD Avio di Venezia, che però smentisce in seguito alla pubblicazione dell’articolo, la MWfly di Garbagnate Milanese (MI), la EpaPower di Omegna (VCO) e la Gilardoni di Mandello del Lario (LC). Le altre sei aziende hanno invece sede in Germania (3W Professional), Spagna (Navigation UAV) e Repubblica Ceca (Pbs), oltre a Israele (Elsight) e Turchia (Tualcom e Dow Aksa).
In effetti, secondo quanto risulta a AGEEI/Aerospazionews, le quattro aziende italiane indicate dal ministero russo degli Affari Esteri sono attive nel settore della propulsione aeronautica. La veneziana CMD Avio è la divisione del Gruppo CMD (Costruzioni Motori Diesel) e si occupa della produzione di motori per velivoli ultraleggeri e per l’aviazione generale. La milanese MWfly produce la famiglia di motori aeronautici Spirit, utilizzabili per aerei leggeri, elicotteri ed anche droni. La piemontese EpaPower ha in catalogo una serie di motori a pistoni impiegati su piccoli velivoli ed elicotteri. Infine, la lecchese Gilardoni Vittorio produce cilindri in alluminio con canna cromata per l’impiego in motori ad alto rendimento anche per applicazioni aeronautiche. Nessun commento finora da queste quattro aziende.
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