Aviazione: un anno in Baykar per Piaggio Aerospace. Bayraktar: “investito di più”. Sindacati: “incontro al MIMIT”
(AGEEI/Aerospazionews) – “Quando abbiamo acquisito Piaggio Aerospace, abbiamo fatto una promessa ai suoi dipendenti, all’Italia e al settore aerospaziale. A un anno di distanza, abbiamo mantenuto la promessa, e siamo andati oltre”. E’ quanto ha dichiarato Haluk Bayraktar, amministratore delegato del gruppo turco Baykar e presidente di Piaggio Aerospace, tracciando un bilancio ad un anno dall’acquisizione dell’azienda aeronautica con sede a Villanova d’Albenga (Savona). “Abbiamo investito ben oltre i nostri impegni, tutelato ogni posto di lavoro che ci eravamo impegnati a salvaguardare e dato a questa azienda con 140 anni di storia un nuovo piano industriale, una nuova identità e un nuovo futuro. I giorni migliori di Piaggio Aerospace devono ancora venire”.
Nonostante l’impegno iniziale di Baykar di investire nei primi due anni – si legge in una nota aziendale – l’azionista è andato ben oltre, iniettando entro aprile 2026 un importo significativamente superiore a quello originariamente previsto per sostenere le attività, modernizzare i prodotti, preservare i posti di lavoro e finanziare una ristrutturazione più profonda di quanto inizialmente previsto: un supporto che, in meno di un anno, ha già superato il fabbisogno di liquidità pluriennale totale previsto nel piano di acquisizione. L’impegno dell’azienda in materia di occupazione è stato pienamente rispettato. A fronte di una promessa di mantenere circa 675 dipendenti, la forza lavoro si attestava a 677 unità ad aprile 2026, con nuove assunzioni a compensazione delle uscite naturali. Baykar ha agito contemporaneamente come investitore strategico, finanziatore della ristrutturazione, partner industriale e garante dei posti di lavoro nel settore aerospaziale italiano
Nel marzo 2026 – prosegue la nota di Piaggio Aerospace – il Consiglio di Amministrazione ha approvato un nuovo piano industriale che definisce il percorso verso la stabilizzazione e la crescita. Il 28 febbraio 2026 l’azienda ha svelato la sua nuova identità di marchio, Avanti Next , e ha annunciato l’ Avanti NX, l’ultima evoluzione dell’iconico bimotore turboelica P.180 Avanti. Come parte della più ampia evoluzione della piattaforma, la variante per missioni speciali del P.180 è stata rinominata Mantide nel 2026. Mantide sottolinea ulteriormente l’adattabilità dell’architettura della piattaforma sottostante, capitalizzando sulle prestazioni ineguagliabili del P.180 per estendere il suo set di missioni oltre il trasporto executive a ruoli specializzati. Insieme, Avanti NX e Mantide formano una famiglia di prodotti coordinata che riflette la rinnovata direzione industriale del programma, stabilendo una solida base per i futuri miglioramenti e l’evoluzione a lungo termine della piattaforma.
In risposta alla crescente domanda e al rinnovato interesse per il P.180 – sottolinea la nota aziendale – Baykar si è posta l’obiettivo di incrementare la produzione fino a 20-25 velivoli all’anno, sfruttando le strutture, le infrastrutture e la capacità della catena di fornitura esistenti. Durante la fase di stabilizzazione, la produzione è proseguita e la sopravvivenza del P.180 è stata garantita grazie alla gestione attiva di una catena di fornitura ereditata dopo anni di sottoinvestimenti. I futuri sviluppi industriali saranno valutati in base alla domanda e alle condizioni di mercato. Le capacità di progettazione, produzione e manutenzione certificate EASA di Piaggio Aerospace forniscono una base di competenze per potenziali future attività produttive all’interno del gruppo Baykar, mentre l’azienda rimane impegnata nelle sue attività indipendenti di aviazione civile e manutenzione.
La Divisione Motori di Piaggio Aerospace ha registrato ottime performance – evidenzia la nota – assicurandosi nuovi pacchetti di lavoro per componenti meccanici che genereranno fatturato a partire dalla fine del 2026 e portando avanti le negoziazioni per la manutenzione, riparazione e revisione (MRO) con clienti italiani e internazionali in nove programmi di motori attivi. Le attività attuali comprendono il supporto MRO per i motori della flotta MB-339 dell’Aeronautica Militare Italiana e delle flotte CH-47 Chinook e A129 Mangusta dell’Esercito Italiano, oltre alla produzione di componenti per il motore F135 dell’F-35. Nell’ambito della manutenzione aeronautica, Piaggio Aerospace supporta una flotta di velivoli P.180 in appalto con enti governativi italiani, mentre è in corso un piano di crescita per l’aftermarket, che include un accordo per un magazzino ricambi negli Stati Uniti in fase di finalizzazione e l’ampliamento del team di manutenzione di Pratica di Mare (Roma) da 8 a 16 specialisti.
Il rilancio di un’azienda che emerge da quasi sette anni di amministrazione straordinaria è impegnativo – conclude la nota di Piaggio Aerospace – e il management è stato trasparente nell’ammettere che sia la portata delle sfide sia il tempo necessario per affrontarle hanno superato le aspettative iniziali. Tuttavia, la tesi strategica alla base dell’acquisizione rimane pienamente valida. Con la produzione preservata, i posti di lavoro tutelati, un nuovo piano industriale in atto e la modernizzazione e il rilancio dei prodotti, Piaggio Aerospace sta ponendo le basi per una redditività sostenibile e un rinnovato posizionamento nel mercato aerospaziale globale, contando sul supporto degli stakeholder nazionali, anche in accordo con gli strumenti finanziari disponibili.
Preoccupazione è stata però espressa dai sindacati. “Ad oggi, Piaggio è un’azienda che purtroppo brucia cassa e l’aumento di liquidità, se da un lato questo denota la serietà dell’azionista, che non si è tirato indietro di fronte a un impegno economico maggiore, dall’altro si fanno sentire pesantemente gli effetti della precedente gestione”, hanno dichiarato alla stampa locale Antonio Apa, coordinatore Uilm Liguria, e Claudio Cabras, segretario responsabile del settore, dopo un incontro con i vertici dell’azienda. “Emergono infatti forti criticità nell’approvvigionamento dei componenti, causate da problematiche nei rapporti con i fornitori, oltre a un problema di efficienza strutturale. Inoltre, sono stati chiesti chiarimenti in merito alla promessa di Baykar di poter realizzare il drone Akinci: ad oggi, tale scenario pare impossibile da concretizzare, in quanto si potrebbe assemblare, ma non vi sarebbe la possibilità di effettuare i test necessari su questi velivoli. Circa un mese fa”, hanno concluso i due esponenti sindacali, “avevamo richiesto unitariamente un incontro al ministero delle Imprese e del Made in Italy in merito alla vertenza Piaggio. Alla luce di quanto emerso oggi e all’impossibilità della produzione del drone Akinci, riteniamo che la convocazione presso il ministero sia ancora più urgente, indifferibile e fondamentale”.