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AEROSPAZIONEWS7 Marzo 2025 13:03

Aviazione: nuova era per Aero Club d’Italia. Il neo-presidente Arcifa: “dopo lungo stallo, recuperare autorevolezza”

Aviazione: nuova era per Aero Club d’Italia. Il neo-presidente Arcifa: “dopo lungo stallo, recuperare autorevolezza”


(AGEEI/Aerospazionews) – L’Aero Club d’Italia (AeCI), dopo il lungo periodo di stallo operativo che ha dovuto affrontare negli ultimi anni, è indispensabile che torni al suo vero ruolo e recuperi autorevolezza. Non usa mezzi termini il presidente designato dell’AeCI, Stefano Arcifa, che ha presentato la sua strategia e i prossimi obiettivi nell’intervista rilasciata in esclusiva a AGEEI/Aerospazionews, ad un mese esatto dalla sua elezione l’8 febbraio scorso presso il CONI a Roma. Arcifa è un avvocato, patrocinante in Cassazione, membro del consiglio d’amministrazione di ENAV e consigliere del comitato tecnico-scientifico dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), oltre ad essere pilota e ad aver diretto per molti anni l’Aero Club di Catania. In attesa di veder confermata ufficialmente la sua nomina con un Dpcm – ci vorranno forse ancora un paio di mesi – il neo-presidente si è già messo al lavoro e ha le idee molto chiare.

L’Aero Club d’Italia ha dovuto affrontare molte difficoltà in passato: come intende rilanciarne il ruolo e le attività?

“AeCI è la più antica istituzione aeronautica nazionale (fondata nel 1911) ed è stata la culla del volo sportivo italiano. Una storia nobile, fatta di passione, sacrifici, record, oggi offuscata da un lungo periodo di stallo operativo. E’ fondamentale tornare a quel ruolo che le è proprio, attraverso un recupero di autorevolezza nell’indispensabile interlocuzione con le autorità di settore, con la politica e con il territorio. Ciò si può fare, e si farà, con le competenze – e sono davvero tante – che il mondo degli Aero Club esprime. Quindi è necessaria – e richiedo – la collaborazione di chi vuole impegnarsi in un ‘new deal’, per imprimere ad AeCI una spinta propositiva per nuove iniziative, e per nuove regole ove occorra, nei tanti ambiti di attività (istruzione al volo, regolamentazione sportiva, comunicazione e promozione, sicurezza volo)”.

Qual è la sua agenda delle maggiori urgenze?

“Le urgenze sono davvero tante, e impegnative. C’è da approntare un nuovo Statuto, che tenga conto di una maggior partecipazione della base sportiva ai processi decisionali e che sia adeguato ai principi CONI, essendo AeCI anche federazione sportiva nazionale. L’informatizzazione dell’Ente è altra primaria esigenza, sulla quale bisogna investire risorse essendo ampiamente inadeguato l’attuale sistema sia in termini di operatività degli uffici, sia nell’interfaccia con il pubblico e i soci. C’è, ancora, da riformare le scuole di volo e la regolamentazione per il Volo da Diporto o Sportivo, che AeCI gestisce su delega ministeriale. E’ necessaria una nuova impostazione dei criteri istruzionali e anche di impiego degli aeromobili VDS, per aggiornare normative che scontano il lungo tempo dalla loro emanazione e allineare tutto il comparto a ciò che nella totalità degli altri Paesi europei si è fatto da tempo”.

Nonostante la crescita vertiginosa del settore aerospaziale, in Italia c’è ancora poca diffusione della cultura aeronautica, soprattutto tra i giovani. Cosa intende fare per questo?

“E’ vero. Il tema della diffusione della cultura aeronautica nel Paese (compito statutario di AeCI, peraltro) è stato trascurato, e da molto tempo. Esso va di pari passo con l’opportunità, anzi necessità, di offrire agli adolescenti le occasioni per scoprire la bellezza del volo per passione. E ciò in tutte le specialità che governa AeCI (aeromodellismo, volo libero, paracadutismo, volo a vela, oltre che il volo a motore). Sono fermamente convinto che ognuna di esse sia una formidabile palestra per far crescere al meglio i nostri giovani e le loro personalità, attraverso conoscenze che arricchiscono con attività per l’acquisizione delle abilitazioni al volo che inevitabilmente fanno maturare nei ragazzi consapevolezza di sé, necessità del rispetto di regole, capacità decisionali. E’ mia intenzione proporre un protocollo di intesa con il ministero dell’Istruzione nell’intento di portare avanti una serie di progetti che svilupperanno gli Aero Club sul territorio”.

Ha già avuto modo di incontrare i vertici di diverse organizzazioni civili e militari nel settore aeronautico. Qual è il suo obiettivo?

“Pur nella mia attuale veste di presidente designato dal voto assembleare dell’8 febbraio, ma ancora  in attesa della ratifica ministeriale, ho iniziato una serie di incontri (ENAC, Aeronautica Militare, CONI) proprio nell’intento di ristrutturare una rete di rapporti essenziali ad AeCI. Posso dire che ho trovato tanto entusiasmo nei vertici istituzionali che ho incontrato, tutti concordi nel trovare insieme modalità operative concrete per far crescere il mondo di chi vola per passione. Tanta bella condivisione, e sincera offerta di collaborazione, non le nascondo mi ha inorgoglito ed è sprone per fare bene”.

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