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News28 Dicembre 2024 16:45

Africa, il grande potenziale del pianeta cui serve know how: domanda food aumenterà +145% ma 65% terre non ancora coltivate. INFOGRAFICA

Roma - Valgono 41, 4 miliardi di euro le importazioni di prodotti alimentari provenienti dall’Africa ma il 60% delle terre coltivabili è finora ancora incolto. Un gap che si può colmare solo attraverso Know how e conoscenza, non solo per quanto riguarda la fase della coltivazione, ma anche quella manageriale.

BF INTERNATIONAL INVESTE SUI GIOVANI PER LO SVILUPPO FUTURO DELL’AFRICA

Formazione che Bf – attraverso le consociate Bf International e Bf Educational – stanno portando nei Paesi africani Congo, Algeria, Ghana, Costa D’Avorio e Senegal.

La domanda di prodotti zootecnici in Africa crescerà – si prevede – del +145% entro il 2050. Il 75% della quota del cacao consumato in tutto il mondo viene prodotto in Africa: il 2% della quota ricevuta dei 10

Bf ha ottenuto una concessione di circa 36mila ettari da sviluppare con attività agro industriali in collaborazione con i partner algerini. La più grande mai ottenuta nel Mediterraneo, anche a fronte di una politica di formazione delle comunità locali sui temi dell’innovazione agricola sostenibile.

Sono 120 i ragazzi interessati dal progetto di formazione, per ora. Con un investimento di circa 700mila euro.

ENTRO LA FINE DEL SECOLO 8 PERSONE SU 10 VIVRANNO IN ASIA E IN AFRICA

Entro la fine del secolo più di 8 persone su 10 nel mondo vivranno in Asia o in Africa (quest’ultima attualmente ha una popolazione di 1,3 miliardi di persone e per il 2100 dovrebbe crescere arrivando a 4,3 miliardi). A crescere leggermente saranno anche l’America e l’Oceania, spiega Max Roser in un articolo pubblicato su Our World in Data, l’ente di ricerca da lui fondato e diretto.

L’agricoltura e la sfida di garantire terre coltivabili diventa allora un tema prioritario all’interno delle agende politiche dei governi.

AFRICA E BF

AFRICA E BF

IL CONTINENTE AFRICANO HA IL 65% DELLE TERRE ARABILI ANCORA NON COLTIVATE

Emerge infatti come il continente africano abbia il 60/65% delle terre arabili ancora non coltivate. Un potenziale enorme che garantirebbe non solo maggiore sicurezza alimentare a livello globale, ma lo sviluppo di una economia locale. 

“Secondo stime correnti in Africa si trova il 65% delle terre arabili finora non coltivate e che serviranno quando nel 2050 la popolazione mondiale raggiungerà i 9 miliardi di individui. L’Africa ospita la più grande frontiera agricola che fronteggia il deserto ovvero 400 milioni di ettari di terra di cui soltanto il 10% è coltivata. Oltre alla disponibilità di terre il comparto della trasformazione è ancora poco sviluppato” dichiarava nel 2018 Akinwumi Adesina, presidente della Banca africana di Sviluppo.

AFRICA SPENDE 45 MLD DI DOLLARI OGNI ANNO PER IMPORTARE PRODOTTI ALIMENTARI

Dello stesso parere anche Josefa Sacko, commissario dell’Unione Africana per l’economia rurale e l’agricoltura, come riporta Euractiv

“Attualmente l’Africa spende 45 miliardi di dollari (41,4 miliardi di euro) ogni anno per le importazioni di prodotti alimentari – denaro che potrebbe essere speso invece per sviluppare il settore agricolo nazionale.

Con il 60% delle terre coltivabili finora incolte, c’è un grande potenziale per incrementare la produzione agricola. Abbiamo l’ecosistema per nutrire l’Africa e per nutrire il mondo”.

Come sottolinea Akinwumi Adesina l’Africa produce il 75% del cacao consumato nel mondo (con Costa d’Avorio e Ghana che da sole ne producono il 65%) ma secondo i dati AfDB riceve soltanto il 2% dei 100 miliardi di dollari generati ogni anno dall’industria.

NECESSARIO INVESTIRE IN KNOW HOW E TECNOLOGIE

Se l’Africa può essere la Grande Madre che sfama il mondo è necessario però supportare quella crescita con tecnologie e know how in grado di garantire valore aggiunto alla filiera e sviluppare un settore agroindustriale che ad oggi è quasi inesistente. Secondo i dati di Nomisma la domanda di prodotti zootecnici in Africa raggiungerà quota +145% (in volume) per quanto riguarda nello specifico il mercato della carne entro il 2050.

Aiutare l’Africa nel suo processo di ammodernamento e sviluppo rappresentama una opportunità di crescita per la stessa Europa, come ha capito la Cina.

Altrettanto importante diviene allora il tema dello spreco alimentare e di diete sostenibili e salutari (il sovrappeso e l’obesità sono ora drammaticamente in aumento nei paesi a basso e medio reddito, evidenzia l’Oms).

OGNI ANNO IL 40% DEL CIBO MONDIALE VIENE PERSO

Ogni anno dal 33 al 40% del cibo mondiale viene perso o sprecato. Si stima che durante o subito dopo il raccolto venga perso cibo per un valore di 600 miliardi di dollari, secondo i dati di un rapporto redatto da McKinsey dal titolo “Reducing food loss: What grocery retailers and manufacturers can do”.

Numeri allarmanti, tanto più se messi in relazione a quelli sulla insicurezza alimentare.

Il numero di persone che soffrono di grave insicurezza alimentare e che necessitano urgentemente di cibo, nutrizione e assistenza per il proprio sostentamento è aumentato per il quarto anno consecutivo nel 2022, con oltre un quarto di miliardo di persone che affrontano la fame acuta e con persone in sette paesi a rischio della vita per la fame, secondo l’ultimo Rapporto Globale sulle Crisi Alimentari (GRFC), scrivono le Nazioni Unite.

Il rapporto rileva che, nel 2022, circa 258 milioni di persone in 58 paesi e territori hanno affrontato un’insicurezza alimentare acuta a livelli di crisi o peggiori (Fase IPC/CH 3-5), rispetto ai 193 milioni di persone in 53 paesi e territori nel 2021.

Criticità da cui il Paese africa riuscirà a svincolarsi solo grazie alla formazione e al know how.

www.ageei.eu

www.agricolae.eu

www.bfspa.it

BF investe nei giovani in Africa: formazione e conoscenza si traducono in sviluppo ed inclusione. E sicurezza globale