Trasporto aereo: le associazioni europee di aeroporti e compagnie chiedono all’UE un approccio bilanciato sul rumore
(AGEEI/Aerospazionews) – I governi europei e la Commissione UE applichino efficacemente l’approccio bilanciato come processo obbligatorio per affrontare il problema del rumore degli aerei. E’ quanto hanno chiesto oggi gli aeroporti e le compagnie aeree europee rappresentati dalle maggiori associazioni di settore: Airports Council International (ACI Europe), Airlines for Europe (A4E) e European Regions Airline Association (ERA). A queste associazioni, aderiscono anche le principali società di gestione aeroportuale e linee aeree in Italia. In occasione dell’assemblea generale di ACI Europe ad Atene, è stata infatti presentata la “Dichiarazione di Atene” con lo scopo di sollecitare un’azione immediata e decisiva per garantire la piena e coerente applicazione della procedura dell’approccio equilibrato quando si affrontano i problemi di rumore negli aeroporti, come richiesto dal quadro dell’International Civil Aviation Organization (ICAO), riconosciuto a livello mondiale, e dal Regolamento UE 598/2014.
La Dichiarazione fa seguito ad una serie di casi in tutta Europa in cui i governi nazionali si sono mossi per imporre restrizioni operative negli aeroporti senza aderire alle procedure legali e agli standard stabiliti in questi quadri. Queste decisioni ad hoc minacciano i collegamenti aerei da cui dipendono i cittadini europei, minano l’integrità del mercato unico dell’aviazione della UE e, in ultima analisi, mettono a repentaglio la competitività globale dell’aviazione europea. Di conseguenza, la Dichiarazione invita la Commissione Europea, gli Stati membri dell’UE e i governi di tutta Europa a: 1) applicare pienamente il Regolamento UE 598/2014 in tutte le fasi della procedura di Approccio Equilibrato; 2) emanare linee guida chiare e monitorare la conformità per evitare decisioni frammentate e guidate dalla politica; 3) dare priorità ai processi basati sull’evidenza e adottare una pianificazione dell’uso del territorio che impedisca l’invasione residenziale nelle zone di rumore degli aeroporti; 4) riconoscere che la sostenibilità, la gestione del rumore e la connettività devono essere affrontate insieme, non in modo isolato.
“Gli aeroporti affrontano il rumore degli aerei in modo proattivo da decenni, come parte delle loro strategie di sostenibilità”, ha dichiarato Olivier Jankovec, direttore generale di ACI Europe. “Ciò include l’incoraggiamento all’uso di aeromobili più silenziosi attraverso schemi di incentivi e procedure di navigazione basate sulle prestazioni, finanziando al contempo ampi programmi di isolamento acustico. Tuttavia, il fatto che alcuni governi abbiano iniziato a non rispettare le norme globali e il diritto europeo in materia di gestione del rumore è una preoccupazione estremamente seria, in quanto sembra anche riflettere un’attenzione ingiustificata sul rumore dell’aviazione rispetto alle emissioni sonore provenienti da altri modi di trasporto. In ultima analisi, la posta in gioco non è solo il nostro settore, ma la competitività e la posizione globale dell’Europa”.
“L’approccio equilibrato garantisce che tutte le possibili misure per ridurre il rumore aeroportuale siano valutate in modo equo e trasparente”, ha detto Ourania Georgoutsakou, managing director di A4E. “L’aumento della capacità degli aeroporti da parte delle autorità nazionali e locali compromette questo fenomeno ed è contrario alla legislazione dell’UE. La nostra associazione continuerà a sostenere sforzi di mitigazione del rumore che siano equi, efficaci e proporzionati”.
“Le compagnie aeree regionali sono un’ancora di salvezza per le comunità più piccole d’Europa, fornendo una connettività essenziale che guida le economie locali e la coesione sociale”, ha sottolineato Montserrat Barriga, direttore generale di ERA. “Queste restrizioni operative improvvise e non coordinate, imposte senza un’adeguata adesione all’approccio equilibrato, danneggiano in modo sproporzionato i vettori regionali e le comunità che servono. Chiediamo alle istituzioni e ai governi europei di sostenere i processi legali già in atto e di garantire che le decisioni sulla gestione del rumore siano equilibrate, basate su dati concreti e prese con il pieno riconoscimento del ruolo fondamentale che l’aviazione regionale svolge nell’ecosistema dei trasporti europeo”.