Trasporti: MIT/ENAC, ecco il nuovo Piano Nazionale Aeroporti 2026-35. DATI E COMMENTI: Salvini, Riazzola, Di Palma, Arcifa, ADR, AdP
(AGEEI/Aerospazionews) – Il nuovo Piano Nazionale Aeroporti (PNA), documento di indirizzo politico e tecnico per lo sviluppo del settore aereo nel decennio 2026-35, è stato presentato ai rappresentanti istituzionali, agli operatori del settore e alle parti sociali durante un incontro al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Obiettivo primario del PNA è quello di proseguire e migliorare i risultati lusinghieri ottenuti nell’ultimo quadriennio, che hanno visto nel 2025 circa 230 milioni di passeggeri, con un incremento rispetto al 2024 del +5%, una crescita strutturale di turismo e business internazionali e uno sviluppo esponenziale degli aeroporti regionali e secondari. Crescita supportata anche dall’intermodalità dei trasporti con investimenti pari a circa 1,2 mld per i collegamenti ferroviari da e verso gli aeroporti di Bergamo, Olbia, Verona e Venezia.
Il PNA risponde all’esigenza dell’aumento della capacità infrastrutturale per sostenere questo trend positivo nel lungo periodo che prevede una domanda potenziale, all’orizzonte del 2035, di circa 305 milioni di passeggeri l’anno. Il piano, che prende spunto dal sistema aeroportuale pugliese, individua diverse aree strategiche: Nord Est, Nord Ovest, Milano con gli scali di Linate e Malpensa, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Roma Fiumicino, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia occidentale e orientale e Sardegna. Particolare attenzione è dedicata allo sviluppo del traffico cargo, oggi concentrato soprattutto su Milano Malpensa, con l’obiettivo di estenderlo anche agli aeroporti di Brescia, Grottaglie, Roma e Bologna.
“Si tratta di uno strumento strategico, frutto di un lavoro di squadra di oltre due anni”, ha dichiarato il ministro Matteo Salvini. “Abbiamo disegnato 13 reti territoriali e strategiche da qui al 2035 ed oggi inizia l’iter di approvazione. Questo nuovo piano è innovativo, che vuol dire investire sull’adeguamento di Roma Fiumicino, con una quarta pista per intercettare nuovi percorsi, e vuol dire anche sviluppare altre infrastrutture di carattere territoriale. In questa fase geopolitica complessa, l’obiettivo è continuare ad investire e crescere, favorendo la competitività attraverso infrastrutture moderne, efficienti e integrate”.
“Il nuovo PNA nasce per valorizzare le diverse peculiarità dei sistemi aeroportuali italiani e accompagnarne uno sviluppo sempre più efficiente”, ha sottolineato Stefano Riazzola, capo Dipartimento per i Trasporti e la Navigazione al MIT. “L’obiettivo è arrivare nei prossimi mesi all’approvazione definitiva del piano, così da dare avvio alle attività di sviluppo attese dal Paese e dai territori”.
“Un punto di partenza verso una nuova fase di sviluppo del trasporto aereo italiano che oggi registra 230 milioni di passeggeri”, ha commentato Pierluigi Di Palma, presidente dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC). “Una ripartenza ‘rock’ post Covid, resa possibile grazie al sostegno del governo, che ha creduto nel valore strategico del comparto, motore dell’economia, e nella tutela della forza lavoro. Il nuovo PNA nasce all’interno di questa visione condivisa tra ENAC e il MIT, fondata sul rafforzamento della riserva infrastrutturale, strumento di crescita del sistema aeroportuale italiano in chiave policentrica, e sulla riconciliazione fra trasporto aereo e ambiente. Gli importanti risultati raggiunti dimostrano come investimenti, liberalizzazione e integrazione pubblico-privato abbiano rafforzato la competitività del Paese”.
“I tanti aeroporti ‘minori’ sul territorio nazionale”, ha evidenziato Stefano Arcifa, presidente dell’Aero Club d’Italia, “hanno una funzione, anche sociale, essenziale per lo sviluppo di una aviazione civile di base, per l’avioturismo, per le scuole di volo senza le quali il sistema aeronautico nazionale non può dirsi compiuto. Colgo con grande soddisfazione il rinnovato interesse di ENAC e di Enac Servizi verso la valorizzazione di gran parte di queste strutture territoriali, con investimenti importanti che devono essere finalizzati non solo ad un nuovo modello di mobilità aerea, ma anche a restituire ai territori dove insistono beni preziosi per le comunità. In tal senso, non va dimenticato il ruolo degli Aero Club che su di essi hanno sede, che hanno mantenuto, spesso con risorse proprie, l’operatività di questi piccoli ma fondamentali presidi della storia aeronautica di questa Nazione”.
“Il piano conferma la centralità del masterplan di sviluppo sostenibile dello scalo di Roma Fiumicino e della quarta pista”, ha fatto sapere Aeroporti di Roma con una nota, “già accolti dall’amministrazione di Fiumicino a seguito della profonda revisione del progetto effettuata negli ultimi anni da parte di ENAC e ADR. Ora, per assicurare la tempestività degli interventi necessari in un contesto di grande crescita, è essenziale accelerare la prosecuzione dell’iter autorizzativo che coinvolgerà, in primis, il ministero dell’Ambiente, considerati l’attuale quadro globale e l’indubbia strategicità nazionale del progetto”.
“Il fatto che il modello Puglia, prima e unica rete aeroportuale italiana, venga assunto come riferimento per l’evoluzione della rete nazionale in 13 sistemi integrati aeroportuali è motivo di orgoglio”, ha precisato Antonio Maria Vasile, presidente di Aeroporti di Puglia, “perché certifica la validità della scelta compiuta anni fa di mettere in rete gli aeroporti pugliesi secondo logiche di cooperazione, sviluppo della sostenibilità, intermodalità, digitalizzazione e innovazione, superando definitivamente una visione frammentata degli scali. Essere oggi l’unica rete aeroportuale italiana riconosciuta come modello nazionale ci ha consentito di rafforzare la competitività della Puglia e di costruire un sistema capace di affrontare le sfide future del trasporto aereo”.