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News6 Luglio 2026 15:00

Terza ondata di calore in Europa: rischio blackout e prezzi dell’energia elettrica alle stelle

Roma - EDF lancia l’allerta sulla produzione nucleare mentre gli incendi devastano Francia e Portogallo. Prezzi dell’elettricità previsti oltre i 200 euro al megawattora per il picco della domanda serale.

L’Europa occidentale si prepara a vivere la terza grande ondata di calore di questa stagione, una morsa di temperature estreme che sta alimentando roghi devastanti e minacciando la stabilità delle reti elettriche continentali. Un sistema di alta pressione colpirà con particolare violenza la Francia, il sud dell’Inghilterra e la penisola iberica, con previsioni che indicano picchi di 40°C nel sud-ovest transalpino tra lunedì e martedì.

Secondo un’analisi di Bloomberg, il cambiamento climatico sta rendendo l’Europa il continente che si scalda più velocemente al mondo, aggravando una stagione di incendi già senza precedenti e mettendo in crisi i sistemi di raffreddamento delle centrali energetiche. Sebbene la rilevazione si concentri sulle regioni atlantiche e mediterranee occidentali, l’intero sistema energetico europeo è in allerta per le ripercussioni sui mercati all’ingrosso.

IL SISTEMA ELETTRICO E L’ALLERTA NUCLEARE

Il settore energetico è tra i più esposti a questa nuova emergenza climatica. I prezzi dell’elettricità sono previsti in forte rialzo a causa dell’esplosione della domanda per il raffrescamento degli edifici, proprio mentre il calore estremo limita l’offerta. Secondo i dati di Kpler e Epex Spot SE, i prezzi “day-ahead” in Germania potrebbero superare i 200 euro per megawattora nelle serate di giovedì e venerdì, quando la produzione solare cala ma la domanda resta altissima.

In Francia, si stima che le quotazioni supereranno i 170 euro. Il colosso Électricité de France (EDF) ha già avvertito che potrebbe limitare l’output della centrale nucleare di Chooz a causa del basso livello delle acque del fiume Mosa, utilizzato per il raffreddamento. Allarmi simili riguardano gli impianti di Blayais, Bugey, Golfech e Saint-Alban, dove il surriscaldamento dei fiumi Garonna e Rodano impedisce il corretto scambio termico necessario alla produzione.

L’EMERGENZA INCENDI E LA MOBILITAZIONE DELL’UNIONE EUROPEA

La siccità prolungata e i terreni aridi hanno creato condizioni perfette per lo sviluppo di roghi incontrollati. L’Unione Europea ha schierato un numero record di vigili del fuoco e una flotta di 22 aerei antincendio per supportare le autorità locali. Portogallo e Francia hanno già formalizzato richieste di aiuto d’emergenza a Bruxelles per fronteggiare focolai multipli, mentre i soccorsi europei sono già attivi in Grecia.

Nel sud-ovest della Francia, circa 10.000 persone sono state evacuate a causa di un incendio nei Pirenei Orientali che ha già incenerito 46 chilometri quadrati. Le fiamme hanno avuto un impatto anche sul Tour de France: la terza tappa tra Spagna e Francia si svolgerà regolarmente, ma per non gravare sui servizi di emergenza è stata vietata la presenza di spettatori e delle carovane pubblicitarie nel tratto francese del percorso.

UN BILANCIO AMBIENTALE DRAMMATICO

Il ministro dell’Interno francese, Laurent Nuñez, ha dichiarato che dall’inizio dell’anno sono già bruciati 110 chilometri quadrati di territorio, quasi il doppio rispetto allo stesso periodo del 2025. Matthew Dross, meteorologo di Vaisala, sottolinea che le temperature medie rimarranno tra i 5 e i 10 gradi sopra la norma per le prossime due settimane. Anche Londra si prepara a toccare i 34°C, un valore insolito per la capitale britannica.

Gli scienziati avvertono che lo sviluppo del fenomeno El Niño potrebbe portare condizioni ancora più severe nella seconda parte dell’estate, rendendo questo 2026 l’anno nero per la siccità e la gestione delle risorse naturali in Europa. Nonostante la produzione solare francese abbia toccato il record di 21,9 gigawatts questo lunedì, tale apporto non è sufficiente a compensare le fragilità strutturali causate dal calore estremo.