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automotive17 Giugno 2026 16:21

Stellantis blinda l’Italia: 5 miliardi in innovazione e rilancio per Cassino e Maserati

Roma - L’amministratore delegato Filosa annuncia investimenti record per Atessa e conferma il piano elettrico per Pomigliano. Pesano però i costi energetici nazionali, raddoppiati rispetto a Francia e Spagna.

Stellantis conferma la centralità dell’Italia nella propria strategia globale, prevedendo investimenti per 5 miliardi di euro in ricerca e innovazione nei prossimi cinque anni e oltre un miliardo destinato esclusivamente allo stabilimento di Atessa. Durante un’articolata audizione presso le Commissioni congiunte Attività produttive della Camera e Industria del Senato, l’amministratore delegato Antonio Filosa ha delineato il futuro industriale del gruppo nel Paese, smentendo categoricamente le ipotesi di vendita del marchio Maserati o dello stabilimento di Cassino.

Nonostante un avvio di 2026 positivo, segnato da un incremento della produzione del 16% e da una riduzione del 30% del ricorso alla cassa integrazione, il vertice del gruppo ha lanciato un monito sulle criticità sistemiche, in particolare l’elevato costo dell’energia elettrica in Italia, che frena la competitività rispetto ai competitor europei.

CASSINO E MASERATI: NESSUNA VENDITA MA PARTNERSHIP TECNOLOGICHE

Il dossier relativo allo stabilimento laziale di Cassino e al marchio del Tridente è stato al centro del dibattito parlamentare. Antonio Filosa è stato perentorio nel dichiarare che “Maserati e Cassino non sono in vendita”, ammettendo tuttavia che sul sito laziale non è stato ancora svolto un “buon lavoro” e che è necessaria un’inversione di tendenza. Per raggiungere questo obiettivo, il gruppo è impegnato in negoziazioni con due importanti partner internazionali per l’integrazione di nuove tecnologie e lo sviluppo della filiera.

Le novità su questa collaborazione potrebbero essere rese note già prima di dicembre. Sul fronte dei prodotti, a Cassino è previsto per il 2027 il lancio della nuova Maserati Grecale, accompagnato da serie speciali e aggiornamenti per l’Alfa Romeo Giulia e la Stelvio. Il piano complessivo per Maserati, che includerà due nuove ammiraglie eredi di modelli iconici come Quattroporte e Levante, sarà presentato ufficialmente a Modena entro la fine dell’anno.

RICERCA E SVILUPPO: UN PIANO DA 5 MILIARDI DI EURO

L’impegno finanziario di Stellantis in Italia assume una dimensione strutturale. Dopo i 2 miliardi investiti nel 2025, di cui uno dedicato specificamente a ricerca e innovazione, il gruppo prevede di stanziare altri 5 miliardi nel prossimo quinquennio. “Vogliamo che l’Italia continui a essere tra i principali protagonisti dello sviluppo tecnologico di Stellantis nel mondo”, ha spiegato Filosa, citando le quasi 400 domande di brevetto depositate nel 2025 in collaborazione con le università italiane.

Questi investimenti si traducono in soluzioni concrete, come l’impiego dell’intelligenza artificiale negli stabilimenti di Melfi e Atessa per ottimizzare i consumi energetici e prevedere i fabbisogni produttivi. Proprio ad Atessa è destinato il capitolo industriale più rilevante: oltre un miliardo di euro per produrre la prossima generazione di veicoli commerciali di grandi dimensioni, una scelta definita dal CEO come “straordinaria” per il futuro dell’Abruzzo.

POMIGLIANO E LA SFIDA DELL’AUTO ELETTRICA IN ITALIA

Per lo stabilimento di Pomigliano d’Arco, Stellantis ha confermato l’investimento nella produzione di vetture elettriche (E-car), con un programma che prevede almeno due modelli, con la speranza di estenderli a tre, sviluppati in collaborazione con un partner.

Tuttavia, resta aperta la questione della Gigafactory e della localizzazione della produzione di batterie. Filosa ha evidenziato come questa scelta dipenda dalla reale domanda del mercato: “Oggi il mercato italiano non sembra andare verso il puro elettrico”. Pur esprimendo fiducia nel successo futuro delle auto a batteria, l’ad ha sottolineato che Stellantis deve muoversi con pragmatismo, valutando se la produzione di componenti debba avvenire in prossimità degli impianti di assemblaggio in base alle dinamiche di vendita nazionali.

IL NODO DELLA COMPETITIVITÀ: ENERGIA E LAVORO

Nonostante gli sforzi industriali, Stellantis denuncia un contesto nazionale ed europeo estremamente difficile. Il tema principale resta il costo dell’energia: nel primo trimestre del 2026, il gruppo ha pagato in Italia una media di 205 euro al megawattora, contro i 90 euro della Spagna e i 100 della Francia. “Questo divario non è sostenibile, né per noi né per i nostri fornitori”, ha avvertito Filosa, esortando il Governo a risposte “straordinarie e urgenti” che vadano oltre le attuali misure di contenimento delle bollette.

Accanto al fattore energetico, il CEO ha richiamato la necessità di introdurre meccanismi di flessibilità del lavoro simili a quelli adottati in Spagna, guardando con favore alle recenti riforme introdotte dal Parlamento italiano nel decreto del 1° maggio.

LA FILIERA NAZIONALE E IL SUPPORTO DEL “MADE IN EUROPE”

Un altro pilastro della strategia di Stellantis è il rapporto con la filiera produttiva italiana, che genera acquisti annui per 7 miliardi di euro. Il gruppo sta lavorando con l’Anfia per istituzionalizzare momenti di confronto e condivisione delle sfide operative, applicando un modello di integrazione profonda tra produttore e fornitori sia per i veicoli commerciali di Atessa sia per i nuovi modelli Alfa Romeo che saranno assemblati a Melfi.

Filosa ha inoltre chiesto un ripensamento dei vincoli normativi europei, in particolare per i veicoli commerciali leggeri. “Oggi la normativa europea equipara i furgoni alle auto, ma un mezzo da lavoro non può essere considerato come un’automobile”, ha dichiarato, evidenziando che in Italia la quota di furgoni elettrici è ferma al 3% e richiedendo target più realistici e flessibili per la transizione.

LA VISIONE PER I BRAND E IL RITORNO AI VOLUMI PRE-COVID

Il piano globale di Stellantis prevede 60 miliardi di investimenti e oltre 60 lanci entro il 2030, con l’Europa che assorbirà circa il 40% di queste risorse nonostante sia l’unica area che non ha ancora recuperato i volumi pre-pandemia. L’Italia ricoprirà il ruolo di hub produttivo diversificato: Mirafiori e Pomigliano per le auto piccole, Melfi, Cassino e Modena per la fascia premium e il lusso, Atessa per i veicoli commerciali.

Ogni marchio avrà una missione specifica: Fiat guiderà i volumi globali insieme a Peugeot sulla nuova piattaforma “Stla One”; Lancia e Alfa Romeo saranno valorizzate nei rispettivi segmenti, mentre Maserati rimarrà l’icona mondiale del lusso italiano. Filosa ha concluso ribadendo che, nonostante l’instabilità geopolitica, il gruppo ha mantenuto gli impegni del “Piano Italia” e intende procedere con un dialogo franco con istituzioni e sindacati per garantire la centralità dell’automotive nell’economia nazionale.

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www.stellantis.com