Spazio: prime immagini dal nuovo satellite italiano per telerilevamento Cosmo-SkyMed CSG-FM3
(AGEEI/Aerospazionews) – Prime immagini dal Cosmo-SkyMed CSG-FM3, terzo satellite di seconda generazione della costellazione italiana per osservazione della Terra. Lanciato in orbita lo scorso 3 gennaio (ora italiana) con un vettore Falcon 9 di SpaceX dalla base californiana di Vandenberg, questo satellite è dotato di un sofisticato radar ad apertura sintetica in banda X e fa parte di un programma duale civile-militare finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e dal Ministero della Difesa. Le prime immagini diffuse oggi dall’ASI riguardano il centro di Roma, la città canadese di Vancouver e uno scorcio del fiume Padma in Bangladesh.
Dopo il successo del lancio, si è conclusa la fase di messa in opera e di verifica delle funzionalità del satellite, durante la quale sono stati completati l’apertura dei pannelli solari, il dispiegamento dell’antenna e l’attivazione delle principali unità di bordo. In questa fase Telespazio, in collaborazione con Thales Alenia Space Italia, ha curato la pianificazione delle richieste di acquisizione delle immagini satellitari, l’invio dei relativi comandi, la verifica del corretto funzionamento del sensore radar ad apertura sintetica, nonché l’acquisizione e l’elaborazione dei dati grezzi provenienti dal satellite presso il Centro Spaziale dell’ASI di Matera.
Proseguono ora le attività di verifica del sistema, passaggi fondamentali per portare il Cosmo-SkyMed CSG-FM3 alla piena operatività. Il nuovo satellite rafforzerà ulteriormente le capacità italiane di osservazione della Terra, a supporto di applicazioni civili e istituzionali, dalla tutela dell’ambiente alla gestione delle emergenze, fino alle esigenze della difesa. Presto la costellazione comprenderà dunque cinque satelliti pienamente operativi in orbita, due di prima generazione (CSK-2 e CSK-4) e tre di seconda generazione (CSG-FM1, FM2 e FM3). Altri due satelliti di prima generazione (CSK-1 e CSK-3) sono stati disattivati e hanno iniziato la fase di deorbiting, che li porterà a rientrare nell’atmosfera entro 25 anni.
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