Spazio: partito l’incubatore DTA-Q Station per le aziende europee in USA. Acierno: “altri accordi nel New Mexico”
(AGEEI/Aerospazionews) – “La grande partecipazione ed interesse delle imprese italiane ed europee che vogliono entrare nel mercato americano con proprie soluzioni e tecnologie certifica il successo del primo incubatore Italia-USA per la Space Economy”. E’ quanto ha dichiarato Giuseppe Acierno, presidente del Distretto Tecnologico Aerospaziale (DTA) pugliese, intervenendo all’evento a Mesagne (Brindisi) per l’avvio dell’International Space Accelerator Program, il programma di accelerazione che ha l’obiettivo di aiutare imprese spaziali europee ad inserirsi nel mercato USA, sia in ambito commerciale che della difesa. “Vogliamo consolidare ancor di più le relazioni con gli USA”, ha spiegato Acierno, “e per questo, procedendo con un approccio sistemico, abbiamo già chiuso nuovi accordi che coinvolgono altre realtà del New Mexico. L’obiettivo è quello di mettere in relazione i due sistemi aerospaziali”.
Questo programma di accelerazione rientra nell’accordo sottoscritto dal DTA con la società statunitense Q Station in partnership con SpaceWERX, unità dedicata all’innovazione della US Space Force e parte dell’ecosistema AFWERX. Nel corso dell’evento a Mesagne, sono state presentate le attività previste dal programma e le 8 aziende europee selezionate al termine di un processo competitivo, che ha raccolto 59 candidature provenienti da 11 Paesi, di cui 38 italiane e 21 internazionali. Le otto aziende selezionate sono le italiane Arca Dynamics, Astradyne, CUS-GNC, Nautilus e VersoSat, la britannica Blue Neptune, la polacca Orbital Matter e la greca Stellar Phronesis Technology.
Queste aziende sono state selezionate attraverso un processo competitivo basato sulla validità delle loro tecnologie e sulla loro coerenza con le aree di capacità prioritarie della US Space Force. Nel complesso, le soluzioni proposte convergono verso un obiettivo comune: rendere le infrastrutture spaziali più autonome, resilienti, efficienti e scalabili, riducendo la dipendenza dai sistemi terrestri e rispondendo alle nuove esigenze operative generate dalla crescita del numero di satelliti in orbita, dalla sicurezza orbitale e dall’integrazione tra mercato commerciale e applicazioni governative e di difesa.