Spazio: nuovi esperimenti italiani dell’INFN a bordo delle prossime missioni lunari cinesi “Chang’e”
(AGEEI/Aerospazionews) – Notevole successo per l’esperimento italiano a bordo del lander lunare cinese “Chang’e 6”. Disceso sulla faccia nascosta della Luna nel giugno 2024, questo lander ospita l’“INRRI” (Instrument for landing-Roving laser Retroreflector Investigations), un microriflettore laser sviluppato dal gruppo SCF_Lab dei Laboratori Nazionali di Frascati dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), per effettuare misurazioni precise di distanza tramite laser. “Il riflettore INRRI viene osservato con successo dall’altimetro laser del Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) della NASA con un’efficienza migliore del riflettore simile della stessa NASA”, spiega a AGEEI/Aerospazionews Simone Dell’Agnello, coordinatore scientifico del gruppo SCF-Lab dell’INFN e responsabile del progetto. Nel frattempo, la missione “Chang’6” si è conclusa con il rientro sulla Terra della capsula contenente i campioni raccolti sulla Luna, anche se il retroriflettore italiano potrà continuare ad operare per decenni dalla superficie selenica.

L’INRRI sul lander Chang’e 6
Nei prossimi anni, altri due “INRRI” sono pronti ad andare sulla Luna. Il primo sarà a bordo della missione “Chang’e 7”, che sarà lanciata nel 2026 e includerà un orbiter, un lander e un rover per studiare il polo sud lunare. Il secondo retroriflettore italiano – secondo quanto confermato nei giorni scorsi dalla China National Space Administration (CNSA) – sarà invece imbarcato sul lander della missione “Chang’e 8”, che dovrebbe essere lanciata nel 2029 per scendere sempre nella zona del polo sud lunare. “Sono tre strumenti uguali, allora prototipi”, sottolinea Dell’Agnello, “che furono consegnati in Cina prima della pandemia sotto il coordinamento dell’ASI e dell’ambasciata italiana a Pechino, e poi qualificati dai nostri partner scientifici cinesi”. Queste missioni robotiche “Chang’e” hanno lo scopo di preparare la costruzione dell’International Lunar Research Station (ILRS), il programma per una base lunare permanente a cui partecipano Cina e Russia, oltre ad altri Paesi come Venezuela, Bielorussia, Pakistan, Azerbaigian, Sudafrica, Senegal, Egitto, Nicaragua, Thailandia, Serbia e Kazakistan.
www.infn.it
https://w3.lnf.infn.it/lab/scf_lab/
www.asi.it
www.cnsa.gov.cn
www.ageei.eu