Roma - Spazio, NSE, Comparini (Leonardo): “Italia in prima fila nel programma lunare Artemis”. VIDEOINTERVISTA
(AGEEI/Aerospazionews) – L’Italia è in prima fila nel programma internazionale Artemis per il ritorno dell’uomo sulla Luna.
Lo ha confermato a AGEEI/Aerospazionews il managing director della Divisione Spazio di Leonardo, Massimo Claudio Comparini, a margine dell’inaugurazione oggi di NSE-New Space Economy 2025, settima edizione della fiera italiana di riferimento nel settore spaziale, che si svolgerà fino a venerdì 12 dicembre presso la Fiera di Roma.
“La Conferenza ministeriale dell’Agenzia Spaziale Europea a Brema ha riconfermato l’importanza per l’Europa nelle missioni lunari”, ha detto Comparini. “E’ stato confermato il progetto del Lunar Gateway, che naturalmente è interconnesso con quello che la NASA sta sviluppando e anche con le dinamiche dei progetti lunari di NASA”.
“E’ stato confermato il ruolo molto importante per l’Italia”, ha proseguito Comparini, “non solo nella costruzione del Gateway, ma anche nella costruzione del primo Lander lunare – sarà italiano il primo lander lunare europeo, Argonaut. E naturalmente un progetto che vede in prima fila Telespazio, ovvero Moonlight, la costruzione della prima infrastruttura di comunicazione e navigazione attorno alla Luna. I primi cinque satelliti, dei quali quattro costruiti da una delle nostre aziende partecipate, Thales Alenia Space Italia, che sotto un contratto dell’Agenzia Spaziale Italiana sta lavorando allo studio del primo modulo di superficie lunare.
Quindi Luna come un pezzo importante della strategia europea, naturalmente collegata all’evoluzione della NASA, però nel 2026 Artemis 2 dovrebbe comunque ritornare a far orbitare le astronavi attorno alla Luna e Artemis 3 nel 2028 a tornare fisicamente sul satellite. Da qui poi si aprono altre prospettive: oggi si comincia a sentir parlare in maniera molto più intensa ad esempio di Orbital Data Center. E qui naturalmente”, ha concluso Comparini, “ho in mente come le nostre competenze, quelle di Leonardo, nel digitale, nell’High Power Computing, possano convergere anche in questo mondo di esplorazione spaziale, oltre alle grandi tecnologie robotiche che abbiamo”.