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AEROSPAZIONEWS9 Maggio 2026 13:06

Spazio: l’Italia potrebbe presto dotarsi di un sistema nazionale per l’aviolancio di piccoli satelliti in orbita

Spazio: l’Italia potrebbe presto dotarsi di un sistema nazionale per l’aviolancio di piccoli satelliti in orbita

(AGEEI/Aerospazionews) – L’Italia potrebbe presto dotarsi, primo Paese al mondo, di un sistema nazionale di aviolancio per effettuare missioni scientifiche nella stratosfera e anche per il lancio di piccoli satelliti in orbita bassa. La pratica sarà a breve sul tavolo della presidenza del Consiglio dei Ministri nell’ambito del programma italiano Aviolancio, avviato dal Comitato interministeriale per le Politiche relative allo Spazio e all’Aerospazio (COMINT) e coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Nei giorni scorsi, infatti, si è svolta con successo negli USA la prima missione dimostrativa suborbitale, che ha concluso la fase 1 del programma italiano e che potrebbe aprire le porte a future attività operative e anche commerciali nello spazio.

La missione ha visto un velivolo Alpha Jet, reso disponibile dall’operatore statunitense FTR Enterprises, decollare dallo Houston Spaceport in Texas trasportando un razzo sonda HAX25, ideato dalla società T4i di Monselice (Padova). Il razzo è stato dunque lanciato ad alta quota ed ha effettuato una traiettoria parabolica stratosferica, completando poi il suo volo in un’area riservata del Golfo del Messico. L’HAX25 utilizza un innovativo motore a propulsione ibrida, basato su acqua ossigenata, dotato di TVC (ThrustVector Control) e pressurizzato attraverso un sistema innovativo di pompe elettriche. L’apparato combina elevate prestazioni, ridotta massa inerte e bassi costi ricorrenti con un’intrinseca elevata sicurezza. A bordo del razzo, erano presenti diversi sistemi di telemetria per la trasmissione di dati, sia tramite radiofrequenze che via satellite. Nell’ambito di questo programma, il CNR ha sviluppato il nuovo software Aetherlink per il monitoraggio in tempo reale del volo, mentre l’avionica del razzo è stata fornita dalla società spagnola GMV.

La tecnica dell’aviolancio costituisce una soluzione di particolare interesse per l’accesso allo spazio, poiché consente maggiore flessibilità nella scelta del punto di rilascio, riduce i vincoli infrastrutturali tipici dei lanci da piattaforma terrestre, aumenta la capacità di adattamento alle condizioni meteo e permette una più rapida riprogrammazione delle missioni. Tali caratteristiche risultano rilevanti non solo per applicazioni scientifiche e tecnologiche, ma anche per esigenze di sicurezza, difesa, sorveglianza e protezione del territorio. Secondo quanto appreso da AGEEI/Aerospazionews, il successo di questa prima missione suborbitale potrebbe ora consentire all’Italia di passare alle fasi successive del programma Aviolancio, sia utilizzando l’attuale versione del razzo per studi nell’alta atmosfera e per esperimenti in microgravità, sia per sviluppare una versione più grande e performante del vettore, che potrebbe essere disponibile entro 4 anni, per il lancio autonomo di minisatelliti del peso massimo di circa 100-120 kg in orbite basse di 400-600 km.

“Il risultato assume particolare rilievo nel quadro degli indirizzi del governo in materia spaziale e aerospaziale”, si legge in una nota di Palazzo Chigi, “che individuano nell’autonomia tecnologica, nella resilienza delle infrastrutture spaziali, nella competitività della filiera nazionale e nella capacità di accesso allo spazio elementi centrali della strategia del Paese. In tale prospettiva, Aviolancio rappresenta una dimostrazione concreta della capacità italiana di promuovere tecnologie abilitanti, sperimentazione avanzata e modelli operativi innovativi in un settore ad elevato valore strategico. La missione rappresenta pertanto un risultato significativo per il programma spaziale italiano e un ulteriore tassello nella costruzione di una politica spaziale nazionale orientata all’autonomia, all’innovazione e alla sicurezza”.

“E’ il risultato di un percorso sperimentale articolato”, dichiara Lucia Paciucci, del Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente (DSSTTA) del CNR e project manager del programma, che era a bordo del velivolo in quest’ultima missione. “Questo percorso ha richiesto coordinamento, visione di sistema e capacità di gestione tecnica e operativa in un contesto internazionale altamente sfidante; uno degli elementi più rilevanti dimostrati dalla missione è la versatilità del sistema aviolanciato. La possibilità di riprogrammare il volo con poche ore di anticipo (per cambiamento delle condizioni meteorologiche, per esempio), mantenendo il pieno controllo tecnico e operativo, evidenzia un cambio di paradigma rispetto ai lanci da piattaforma terrestre, molto più vincolati da infrastrutture, traiettorie e finestre operative”.

“Il sistema ha consentito l’acquisizione e la visualizzazione di circa 400 parametri di telemetria”, aggiunge Pantaleone Carlucci del CNR-DSSTTA, responsabile tecnico del programma Aviolancio e sviluppatore, con Paciucci, del software Aetherlink, “rendendo disponibili informazioni su assetto, accelerazioni, posizione, quota, stato GNSS (Global Navigation Satellite Systems), temperature, pressioni, alimentazione elettrica, stato di carica delle batterie, avionica, motore e sottosistemi critici. Questo approccio ha trasformato la telemetria in un supporto decisionale condiviso, fondamentale per individuare eventuali anomalie e supportare la decisione finale di rilascio”.

“Abbiamo sviluppato il cuore pulsante di questo sistema”, sottolineano infine fonti di T4i, “un cluster di motori ibridi spinto da una pompa elettrica di nuova concezione, che ha reso questo sistema il primo razzo sonda aviotrasportato al mondo equipaggiato con pompe elettriche. Siamo dunque orgogliosi di celebrare il successo del Maiden Flight del lanciatore suborbitale HAX25, un traguardo storico per l’autonomia italiana nell’accesso allo spazio. E siamo pronti a continuare a spingere i confini della ricerca scientifica, della sorveglianza del territorio e della Space Economy globale”.

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www.t4innovation.com

www.gmv.com

www.ageei.eu