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AEROSPAZIONEWS31 Marzo 2026 16:53

Spazio, lancio Artemis II, Mercatali (UAI): “molti astrofili torneranno ad osservare la Luna”

Spazio, lancio Artemis II, Mercatali (UAI): “molti astrofili torneranno ad osservare la Luna”

(AGEEI/Aerospazionews) – “Molti astrofili probabilmente torneranno ad osservare la Luna al telescopio per fotografarla e studiarla con interesse, tra loro speriamo anche tanti giovani”.

E’ quanto auspica Antonio Mercatali, responsabile della Sezione Nazionale di Ricerca Luna dell’Unione Astrofili Italiani (UAI), in questa intervista a AGEEI/Aerospazionews rilasciata alla vigilia della missione lunare Artemis II che circumnavigherà il nostro satellite naturale. Il lancio della capsula Orion, con quattro astronauti a bordo, è attualmente confermato per giovedì 2 aprile alle 00:24 (ora italiana) con il gigantesco vettore SLS dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral in Florida.

Qual è il significato storico di questa nuova missione verso la Luna, a mezzo secolo dal programma Apollo?

“Il significato è sicuramente importante, da un punto di vista storico e anche scientifico. Infatti, dalla missione Apollo 8 partita dalla Terra il 21 dicembre 1968, che portò i primi tre astronauti americani a circumnavigare la Luna per poi tornare nuovamente sulla Terra, sono passati ben 57 anni. Quella storica missione tracciò una prima strada verso la Luna ed ora, dopo una pausa durata circa mezzo secolo, in questi ultimi anni c’è stato un nuovo e forte ritorno scientifico alla Luna con molte missioni robotiche che hanno raggiunto il nostro satellite naturale. Direi che questo è un passo molto importante per tornare a parlare di Luna, che in definitiva è l’oggetto celeste più vicino alla Terra e l’unico ad essere stato raggiunto finora da equipaggi umani. Quindi l’uomo sta rivolgendo ora nuovamente lo sguardo verso il cielo per cercare di ripetere quello che è stato fatto dalle gloriose missioni Apollo, con finalità scientifiche più progredite e impiegando mezzi di ultimissima generazione”.

Quali sono le attività di osservazione lunare che svolge oggi la UAI? Che contributo possono dare alle attività di ricerca degli enti scientifici ufficiali?

“Come Sezione Nazionale di Ricerca Luna della UAI, siamo orientati principalmente verso la ricerca. Per iniziare abbiamo il Programma sui Fenomeni Transienti Lunari, svolto in collaborazione con l’ente inglese BAA e la statunitense ALPO, che consiste nell’osservazione di specifiche formazioni lunari che nel passato sono state interessate dalla comparsa di strani fenomeni osservati anche da illustri studiosi lunari. Poi abbiamo il Programma Librazioni, che consiste di osservare quelle formazioni lunari poste agli estremi del disco lunare e che diventano visibili solo in particolari condizioni di librazione, perché sono situate principalmente nella faccia nascosta della Luna a noi invisibile dalla Terra. Abbiamo anche il Programma di Ricerca sugli Impatti Lunari, che consiste nel riprendere dei filmati della parte al buio lunare con lo scopo di registrare dei flash di luce da impatto provocati dalla caduta ad ipervelocità di meteoroidi sulla superficie lunare. Altre nostre attività sono poi la ripresa in alta risoluzione della superficie lunare e la ripresa di eventi particolari come le eclissi lunari. Importante può essere il contributo che i nostri programmi possono dare agli enti scientifici professionali, come la condivisione di immagini lunari quando ci vengono richieste. Inoltre, abbiamo la recentissima collaborazione con la missione spaziale LUMIO dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) per la registrazione dei flash da impatto lunare”.

Le numerose missioni robotiche sulla Luna ed il prossimo ritorno dell’uomo sulla superficie selenica come cambieranno l’astronomia amatoriale?

“Ritengo che l’impatto potrebbe essere notevole, perché molti astrofili probabilmente torneranno ad osservare la Luna al telescopio per fotografarla e studiarla con interesse. Soprattutto penso che ci potrebbero essere nuove leve e tra queste spero vivamente molti giovani della Generazione Z. Parlo dell’interesse che potrebbe essere suscitato negli studenti di tutte le nostre scuole di ogni ordine e grado, che vedendo camminare alcuni astronauti sulla Luna potrebbero restare stupiti e poi entusiasti. Le immagini lunari che gli astronauti ci fornirebbero durante la fase di avvicinamento alla Luna potrebbero suscitare delle forti curiosità ed emozioni in questi giovanissimi studenti, spingendoli magari a provare l’osservazione della Luna iniziando con un binocolo oppure con un piccolo telescopio per cercare di vedere quello che gli astronauti avranno visto e fotografato. Il patrimonio culturale appena agli inizi di questa nuova generazione studentesca si potrebbe quindi già arricchire in modo importante, lasciando dentro di loro un’impronta indelebile, come del resto è già successo per la nostra generazione con le missioni Apollo”.

(Speciale Artemis II – 2, segue)

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