Spazio: lanciati con il Falcon 9 due veicoli italiani ION di D-Orbit. In orbita minisatelliti e payload sperimentali
(AGEEI/Aerospazionews) – Due veicoli italiani “ION” sono stati lanciati dalla missione “Transporter-14” del vettore “Falcon 9” che, dopo il decollo nella notte scorsa dalla base californiana di Vandenberg, ha portato nello spazio anche sette satelliti “HEO” della costellazione “Iride” per l’osservazione della Terra. Gli “ION” sono veicoli di logistica spaziale, prodotti da D-Orbit per trasportare e rilasciare satelliti in posizioni orbitali distinte, oltre a poter ospitare esperimenti di ricerca e nuove tecnologie che richiedano test nello spazio. Il lanciatore riutilizzabile di SpaceX ha rilasciato i due “ION”, denominati “Charismatic Carlus” e “Passionate Paula”, in un’orbita eliosincrona ad un’altitudine rispettivamente di circa 590 e 510 km. Il team di controllo missione di D-Orbit sta attualmente conducendo la fase di rilascio e messa in orbita precoce, preparando il terreno per la prossima fase operativa. “Il lancio di queste due nuove missioni conferma ulteriormente la nostra capacità di fornire servizi di trasporto orbitale tempestivi, precisi e affidabili”, ha dichiarato Renato Panesi, co-fondatore e chief commercial officer di D-Orbit. “Continuiamo ad ampliare le nostre capacità per soddisfare le esigenze in continua evoluzione dei nostri clienti e queste missioni segnano un altro passo avanti nella nostra visione a lungo termine per le infrastrutture spaziali”.
I due veicoli “ION” trasportano carichi utili provenienti da una vasta gamma di enti commerciali, istituzionali e di ricerca. Tra questi: due satelliti “Lemur 4U” di Spire Global per fornire connessioni globali affidabili e a basso costo a sensori e apparecchiature mobili in località remote; un payload di test precoce di Constellation Technologies & Operations, che consente connettività a bassa latenza e ad alta velocità dall’orbita terrestre molto bassa, con test e validazione iniziali per le future operazioni satellitari; un propulsore ionico miniaturizzato a griglia PBI (Water Ion Thruster) di Pale Blue, che fornisce il miglior impulso totale per unità della categoria; la prima dimostrazione in orbita del propulsore “Rogue” di Magdrive, che utilizza metallo solido come propellente, trasformandolo in plasma per generare una spinta ben oltre ciò che i sistemi elettrici tradizionali possano gestire; il computer quantistico fotonico riconfigurabile “Roquet” per l’osservazione della Terra, tecnologia dell’Università di Vienna (Austria) in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Milano e con il supporto del Centro Aerospaziale Tedesco di Berlino, Monaco e Trauen, progettato per funzionare in modo affidabile nell’ambiente ostile delle missioni spaziali; un processore di bordo “DNAV” (Deep Space Navigation) di Telepix con un algoritmo di navigazione nello spazio profondo; il progetto “AIX-1” di Planetek, in collaborazione con D-Orbit e Aiko e cofinanziato dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), per migliorare le capacità satellitari in termini di reattività e trasmissione dei dati a bassa latenza. Sempre da bordo della missione “Transporter-14”, D-Orbit sta inoltre lanciando quattro cubesat “Connecta IoT” di Plan-S Satellite and Space Technologies, dispiegati tramite due deployer “SMPOD-16” prodotti da NPC Spacemind. Con questo lancio, D-Orbit ha immesso in orbita 190 payload dalla missione inaugurale “ION” nel 2020.
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