Spazio: ESA, in orbita a fine anno i primi due satelliti europei LEO-PNT, uno è realizzato da Thales Alenia Space
(AGEEI/Aerospazionews) – I primi due satelliti dimostrativi del progetto europeo LEO-PNT per la navigazione satellitare saranno lanciati in orbita bassa a partire dalla seconda metà di dicembre con un vettore Rocket Lab Electron dallo spazioporto sulla penisola di Mahia in Nuova Zelanda. Lo ha confermato l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), sottolineando che il progetto LEO-PNT (Low Earth Orbit Positioning Navigation and Timing) prevede una costellazione di dieci satelliti attualmente in fase di sviluppo nell’ambito di due contratti paralleli con Thales Alenia Space (joint-venture tra Thales e Leonardo) e con la spagnola GMV. “Siamo entusiasti di vedere i dimostratori LEO-PNT avanzare così rapidamente, a meno di due anni dall’inizio della missione”, ha dichiarato Javier Benedicto, director of Navigation dell’ESA. “Questo lancio garantisce che i primi satelliti europei LEO-PNT siano nello spazio prima della primavera del 2026, fondamentale per portare le frequenze in uso in conformità con l’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni”.
Nell’ambito della missione dimostrativa LEO-PNT, i due partner industriali Thales Alenia Space e GMV stanno sviluppando un totale di dieci satelliti, due Pathfinder A e quattro Pathfinder B ciascuno. I primi a volare saranno i due Pathfinder A, grandi cubesat delle dimensioni di una valigia (del peso di circa 20 kg e 30 kg) con payload di telecomunicazione in banda L e S. Convalideranno la definizione del sistema e la trasmissione precoce del segnale, ridurranno i rischi e dimostreranno la tecnologia per gli elementi fondamentali per i successivi satelliti LEO-PNT. L’integrazione satellitare e il collaudo dell’hardware e del software dei satelliti Pathfinder A sono a buon punto. E’ in corso anche lo sviluppo del segmento di terra e dei ricevitori per gli utenti di prova. L’ESA e i team industriali completeranno i test dei satelliti durante l’estate, con la revisione delle qualifiche e dell’accettazione in autunno.
“I satelliti Pathfinder A hanno già dato i loro frutti, anche prima del lancio”, ha detto Roberto Prieto-Cerdeira, project manager LEO-PNT dell’ESA. “L’esperienza acquisita durante il loro sviluppo sta aiutando a identificare le tecnologie critiche, i compromessi di progettazione del sistema, le scelte di progettazione e gli approcci e i processi ottimizzati, aprendo la strada alle fasi future di LEO-PNT. Averli in orbita e convalidare i loro segnali e algoritmi è un importante risultato aggiuntivo”. Una volta che l’intera costellazione dimostrativa LEO-PNT sarà in orbita nel 2027, sarà possibile valutare come un sistema di navigazione in orbita terrestre bassa possa funzionare in combinazione con Galileo e con altri sistemi di navigazione satellitare in orbita terrestre media. La missione dimostrerà anche l’interoperabilità con gli standard di comunicazione aperti, tra cui 5G e 6G, aprendo le porte a nuove applicazioni nei trasporti, nei veicoli autonomi, nelle infrastrutture critiche e nei dispositivi mobili.