Spazio: ASI e IIT presentano il primo prototipo del manipolatore robotico spaziale multibraccio Rosaia
(AGEEI/Aerospazionews) – L’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) ha realizzato un sistema robotico spaziale multibraccio che servirà per manipolare satelliti ancora attivi in orbita o per raccogliere pericolosi detriti spaziali. Questo innovativo progetto, denominato Rosaia (acronimo di RObot parallelo continuo a Smorzamento Attivo su Intelligenza Artificiale), è stato finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Il primo prototipo è stato presentato oggi in anteprima durante il Festival dello Spazio 2026, decima edizione dell’evento organizzato dal primo astronauta italiano Franco Malerba, in corso fino a domenica 5 luglio a Busalla (Genova).
Il sistema Rosaia ha l’obiettivo di studiare e sviluppare un robot spaziale di nuova generazione in grado di avere le caratteristiche di un manipolatore flessibile e capace di assorbire gli urti in modalità sia attiva che passiva. L’uso dell’intelligenza artificiale fornirà anche la capacità di coordinare e gestire in modo autonomo le operazioni. I sistemi progettati per le attività in orbita (In-Orbit Servicing) devono funzionare in condizioni estremamente complesse, tra cui la microgravità, l’assenza di attrito e la necessità di controllare con precisione la velocità e l’assetto sia del veicolo sia dell’oggetto da manipolare. L’ambiente spaziale pone delle sfide importanti quando si tratta di dovere manipolare oggetti, siano essi controllati come i satelliti operativi, o incontrollati come detriti spaziali o satelliti non più funzionanti.
Le caratteristiche di flessibilità e smorzamento attivo degli impatti di Rosaia sono stati pensati per rispondere alla necessità di performare un alto livello di sicurezza nelle manovre di avvicinamento, aggancio, ispezione e manutenzione di satelliti o di altri corpi come, ad esempio, i detriti in orbita nello spazio. Il primo prototipo è stato realizzato con le dimensioni dei bracci di circa 75 centimetri, ma il suo design è stato concepito per essere scalabile su differenti taglie, in funzione delle future applicazioni. Il prototipo presentato al Festival dello Spazio è costituito da quattro bracci flessibili in grado di agganciarsi fra loro per assicurare la presa sicura del satellite o l’oggetto target.
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(photocredits AerCast)