Quando la forza in azione trasforma la possibilità in realtà.
Gli altri siti del gruppo:

Categorie

Accesso

News3 Luglio 2026 11:26

Il turismo da crociera tassato la metà di quello in hotel. L’analisi di T&E

Le emissioni di CO2 e inquinamento del settore crocieristico sono costate tra i 790 milioni e 1,3 miliardi di euro nel 2025 ad Italia, Spagna e Francia.

Una notte su una nave da crociera è tassata quasi la metà rispetto a una notte in hotel. Ciò nonostante gli elevati costi ambientali e climatici e la pressione che le navi esercitano sulle infrastrutture locali. È quanto emerge dall’ultima analisi di T&E, principale gruppo indipendente per la decarbonizzazione dei trasporti, che chiede un adeguamento delle norme fiscali per aiutare le città a far fronte alle esternalità delle crociere.

IL TURISMO SULLE NAVI DA CROCIERA È TASSATO LA METÀ DI QUELLO NEGLI HOTEL.

L’analisi ha paragonato il trattamento fiscale di un pernottamento del costo di €100 a notte su una nave da crociera con uno in un hotel sulla terraferma nei Paesi del Mediterraneo (Francia, Italia e Spagna), secondo hotspot crocieristico, dopo i Caraibi. In media chi soggiorna in hotel paga il 23% del prezzo in tasse, mentre i passeggeri delle crociere ne pagano solo il 12%, circa il 40% in meno. Questo accade perché le crociere sono giuridicamente classificate come una forma di trasporto marittimo, quando in pratica sono alloggi turistici. Questa classificazione permette loro di godere delle esenzioni fiscali garantite al settore marittimo, come – tra le altre cose – l’esenzione dalle accise sui carburanti e sull’IVA.

T&E: LE CROCIERE NON SONO TRASPORTI MARITTIMI ESSENZIALI.

“I Governi trattano questi hotel galleggianti come se fossero trasporti marittimi essenziali nonostante non siano un mezzo di trasporto verso una destinazione, ma spesso la destinazione stessa, ricca di attrazioni e svaghi a bordo. Eppure, concediamo gli stessi benefici fiscali del trasporto merci che invece svolge una funzione molto più strategica per il commercio globale” ha dichiarato Carlo Tritto, Sustainable Fuels Manager di T&E Italia, che continua “Tassare adeguatamente le navi da crociera aiuterebbe le città a contrastare l’inquinamento e ad affrontare i problemi legati al sovraffollamento turistico».

NAVI DA CROCIERA: IMBARCAZIONI PIÙ INQUINANTI.

Queste navi – complici anche le dimensioni sempre crescenti – sono in assoluto quelle con l’impronta di carbonio più elevata tra tutti i tipi di imbarcazione. Spesso attraccano nelle prossimità delle città portuali senza spegnere i motori, causando l’emissione sia di gas a effetto serra sia di inquinanti atmosferici come ossidi di zolfo e di azoto, e particolato, tossici per la salute pubblica delle città portuali.

IN ITALIA L’INQUINAMENTO DELLE CROCIERE COSTA 500 MILIONI ALL’ANNO.

Lo studio ha quantificato l’impatto economico delle emissioni delle crociere evidenziando come queste, oggi, non siano mitigate o contrastate da specifiche politiche pubbliche. In Italia nel 2025 i costi sociali e ambientali delle emissioni delle navi da crociera sono stimabili in 500 milioni di euro, di cui 389 milioni legati alle emissioni di CO2 e 114 milioni agli inquinanti atmosferici locali. Le regioni costiere di Francia e Spagna hanno registrato costi esterni rispettivamente di circa 190 e 610 milioni [2]. Il costo climatico-ambientale aggregato delle crociere in Italia, Spagna e Francia oscilla tra i 790 milioni e 1,3 miliardi di euro. In media, il costo climatico di queste attività turistiche è tra le due e tre volte superiore a quanto pagano oggi le navi da crociera per le emissioni di carbonio sotto il sistema ETS. Nel mentre non esiste alcuna imposta per quanto riguarda i costi legati all’inquinamento atmosferico a livello dell’UE.

T&E: SI PARTA DA UNA TASSA SUI BIGLIETTI PER DIFENDERE IL CLIMA.

Secondo l’analisi di T&E, il miglior modo per colmare questo divario sarebbe quello di introdurre imposte nazionali sui biglietti delle crociere. Attualmente nell’UE, solo la Grecia ha applicato una tassa di questo tipo a livello nazionale, con importi che variano da 5 a 20 euro a seconda della stagione. Altrove, città come Amsterdam, Barcellona o Dubrovnik stanno sperimentando misure simili, mentre in altre città portuali – come a Venezia – a queste navi è stato proibito l’accesso.

LA PROPOSTA T&E: 15 EURO DI TASSE PER GENERARE OLTRE 300 MILIONI DI GETTITO.

Secondo i modelli elaborati da T&E, una tassa di 15 euro per passeggero per ogni scalo consentirebbe di raccogliere 335 milioni di euro all’anno in Italia, Francia e Spagna messe insieme. Il gettito generato per le casse dello Stato dovrebbe essere destinato alla protezione degli ecosistemi nelle aree costiere o utilizzato per finanziare infrastrutture verdi, come l’elettrificazione delle banchine portuali per far spegnere i motori delle imbarcazioni quando sono in porto.

UNA PROPOSTA SISTEMICA.

Tuttavia, queste tasse da sole non basterebbero a compensare gli effettivi impatti delle attività crocieristiche. In parallelo all’introduzione di una tale tassa, per T&E è necessario allineare l’IVA applicata alle navi da crociera a quella del turismo terrestre; rendere più ambiziose le regole UE sull’adozione di combustibili sostenibili (FuelEU Maritime) e in materia di efficienza energetica. Infine, sarebbe opportuno limitare il traffico delle navi da crociera, ad esempio fissando un tetto massimo al numero di scali giornalieri o annuali.

www.ageei.eu

www.transportenvironment.org