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News4 Luglio 2025 10:53

Sogin, rischio nullità e danno erariale su rientro Bono. IL PARERE PRO VERITATE non detto da Artizzu al Governo Meloni

Roma - Sogin, possibile nullità rientro Bono. Studio Pessi: rischi illegittimità e danno erariale. Il PARERE PRO VERITATE non detto da A.D. Artizzu al Governo Meloni

In base alle modalità con cui è avvenuto il suo passaggio alle dipendenze del GSE nel 2014, Giuseppe Bono non può vantare alcun diritto ad un ripristino del precedente rapporto di lavoro alle dipendenze di Sogin. L’operazione di riassunzione del Bono presenta significativi profili di rischio esponendo gli organi societari a responsabilità civilistiche e erariali”. “In assenza delle ordinarie procedure di ricerca e selezione di personale, i contratti di lavoro così stipulati sono nulli”. Si tratta di alcuni dei passaggi più cruciali contenuti nel parere pro veritate che il 23 marzo 2021 veniva rilasciato alla Sogin da uno dei più noti studi giuslavoristici d’Italia, quello del professore Pessi, interpellato dal consiglio di amministrazione di allora per verificare se l’ipotesi, caldeggiata sia dal diretto interessato che dall’Ufficio Personale pro tempore, di riassumerlo tramite c.d. retrocessione contrattuale – in sostanza il suo ritorno senza concorso pubblico – fosse compatibile con i vincoli di legge cui deve attenersi la società statale responsabile dello smantellamento delle centrali nucleari. AGEEI, tramite i legali della stessa Sogin, è venuta in possesso di tale autorevole parere legale (qui pubblicato), che l’attuale A.D. Gian Luca Artizzu (che nel 2021 era capo del personale in Sogin) ha omesso di rendere noto al Ministro Pichetto Fratin e al Vice Ministro Vannia Gava nell’informativa a sua firma che rivolse a loro il 30 gennaio 2024 e di cui il giorno dopo ha tenuto conto proprio la Gava in Commissione Ambiente alla Camera per replicare alle opposizioni che avevano sollevato l’illegittimità della riassunzione di Bono senza iter selettivi ad evidenza pubblica e parlato di un “raggiro” ai danni del MASE da parte dell’attuale vertice di Sogin tanto da invocare l’intervento della Corte dei Conti.

Qui di seguito il link dove AGEEI rende scaricabile il parere Pessi in PDF

PARERE STUDIO PESSI SU RIENTRO BONO

ESTATE 2023, IN POCHE SETTIMANE GIUSEPPE BONO PRIMA RIASSUNTO E POI NOMINATO DIRETTORE: NESSUNA PROCEDURA A EVIDENZA PUBBLICA

Come ormai noto nel giro di poche settimane dal sabato 5 agosto 2023 in cui l’attuale CdA di Sogin aveva proclamato di essersi insediato (con i componenti che si erano collegati da remoto) assegnando i poteri all’A.D. individuato nel dirigente di Sogin Gian Luca Artizzu, quest’ultimo ha dapprima assunto su di sé la responsabilità di più direzioni, tra cui il Legale e il Personale (che era l’ufficio da cui era stato rimosso per mano dei Commissari nominati dal Governo Draghi) e, in breve tempo, ha proceduto a riportare in azienda Giuseppe Bono (che dal maggio 2014 era passato al GSE ove sarebbe rimasto per 9 anni senza incarichi di responsabilità) e a nominarlo direttore del Regolatorio. Questo, ancora prima di proporre la nuova macrostruttura aziendale al CdA.

ASSUNTO SENZA AVVISO PUBBLICO E CON STIPENDIO RADDOPPIATO

L’intera vicenda, determinatasi con inconsueta celerità e in piena arsura agostana, si svolgeva in assenza di avvisi pubblici di selezione del personale e in mancanza di approfondimenti istruttori dell’Ufficio Legale.

Non solo. Sempre nello stesso, ristretto lasso di tempo, Artizzu concedeva a Bono il raddoppio dello stipendio che vantava prima di trasferirsi al GSE e l’accesso alla categoria lavorativa di “quadro manager” e ai fringe benefits connessi, non riconosciuti ai dipendenti della categoria “quadro”.

QUESTION TIME DEL 31 GENNAIO 2024, VICEMINISTRO GAVA RIPORTA ALLA CAMERA GLI ELEMENTI NON VERITIERI COMUNICATI DA A.D. ARTIZZU

In seguito alla prima interrogazione parlamentare dell’opposizione sul conto di Bono, fino a quel momento sconosciuto ai più, l’A.D. Artizzu, a ridosso della seduta della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati con all’ordine del giorno il ‘question time’ presentato dall’On. D’Alfonso e altri, il Vice Ministro Gava riportava gli elementi informativi contenuti nell’informativa al MASE a firma di Gian Luca Artizzu datata 30 gennaio 2024 in cui quest’ultimo dichiarava che la legittimità della retrocessione del contratto di lavoro, di natura privatistica, riconosciuta a Bono era confortata da un parere pro veritate di uno studio legale richiesto dall’amministrazione pro tempore, ossia la consiliatura 2019-2022. E dichiarava inoltre che Bono era in possesso di tutti i requisiti di competenza e esperienza per ricoprire l’incarico direttivo assegnatogli.

Tuttavia, AGEEI ha scoperto e già in precedenza documentato (https://ageei.eu/sogin-studio-maresca-avverti-su-bono-rischi-riassunzione-nessun-parere-pro-veritate-come-detto-a-governo-meloni-i-documenti/) che – al contrario – esisteva un mero scambio di mail intercorso nel maggio 2020 tra gli uffici Personale e Legale della Sogin e lo studio romano MMBA di via Faravelli, cui vennero sottoposti due quesiti, il primo dei quali dedicato alla possibilità di una cessione di contratto di lavoro subordinato individuale – da GSE a SOGIN – di Bono che apparteneva alla categoria professionale ‘quadro’. Ma quello studio si espresse indicando la necessarietà del vincolo selettivo.

Non solo. AGEEI ha recuperato la corrispondenza del febbraio 2021 intercorsa tra un avvocato romano, in nome e per conto di Bono, l’A.D. del tempo e il capo del personale (che era proprio Artizzu), in cui si evidenziava che il suo eventuale ritorno poteva essere preso in considerazione solo a parità di trattamento economico e normativo e che il dipendente aveva operato per anni nel settore delle relazioni esterne e istituzionali ma senza alcun riferimento ad esperienze di gestione del Regolatorio.

AGEEI ha acquisito pure il verbale di conciliazione del 28 marzo 2014, con cui la Sogin e Giuseppe Bono rinunciarono a qualsiasi diritto e pretesa (ancorché a quel momento non azionata, anche di natura risarcitoria ed economica) e nel quale si determinò che a Bono veniva assegnata la mansione di ‘professional area organizzativa Amministrazione e Controllo’.

STUDIO PESSI, PARERE PRO VERITATE SU BONO DEL 23 MARZO 2021: SOGIN TENUTA A TRASPARENZA, PUBBLICITÀ E IMPARZIALITÀ 

Spunta ora un importante documento in più, di natura dirimente, che l’A.D. Artizzu non ha resono noto al Governo Meloni allorché chiamato a giustificare il proprio operato in merito al caso Bono.

E che rischia di mettere nei guai l’intero consiglio di amministrazione presieduto da Carlo Massagli e composto altresì da Barbara Bortolussi, Paola Cianfrocca e Jacopo Vignati, giunto a un anno dalla scadenza di mandato.

Si tratta del parere pro veritate datato 23 marzo 2021 – allora Gian Luca Artizzu era dirigente di Sogin a capo della direzione Personale – e sottoscritto dai professori Iolanda Gentile e Roberto Pessi, quest’ultimo ritenuto uno dei più importanti giuslavoristi italiani.

Il referto ha fissato alcuni punti fondamentali. In primo luogo, i giuristi hanno precisato che la Sogin è tenuta all’applicazione del Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica e, dunque, per il reclutamento del personale, ambito cui è connesso il rientro di Giuseppe Bono, deve sempre assicurare trasparenza, pubblicità e imparzialità, attenendosi per ogni vicenda ai principi dettati dagli articoli 19 e 35 del D.Lgs. n. 165 del 2001.

STUDIO PESSI: BONO NON PUÒ VANTARE ALCUN DIRITTO AL RIENTRO IN SOGIN, SOGIN NON HA OBBLIGHI VERSO QUEST’ULTIMO

Esaminati gli atti intercorsi tra la Sogin e Giuseppe Bono, secondo lo Studio Pessi “non si riscontra alcun elemento che consenta di individuare una clausola di rientro [di Bono, ndr]”. Inoltre, non è rilevabile alcun obbligo in capo alla Sogin con riferimento al suo pregresso rapporto di lavoro.

Quindi, nessuna clausola di rientro a favore di Bono, nessun obbligo di Sogin verso quest’ultimo.

A completare il passaggio, il richiamo perentorio dei giuristi: “il lavoratore [Giuseppe Bono, ndr] non può vantare alcun diritto al ripristino del precedente lavoro alle dipendenze di Sogin” (pag. 3)

STUDIO PESSI MISE IN GUARDIA: RIATTIVAZIONE RAPPORTO CON BONO CONTRARIA ALLA LEGGE

Lo Studio Pessi non ha esitato a mettere espressamente in guardia la Sogin affermando che “in mancanza di alcun vincolo giuridico alla riammissione dell’ex dipendente nell’organico della Società, la riattivazione del rapporto attraverso la semplice retrocessione del contratto di lavoro del dipendente potrebbe essere ritenuta in contrasto con le previsioni dell’art. 19 del D.Lgs. 175/2016”.

PARERE PESSI SU NON POSSIBILITA RIENTRO BONO IN SOGIN

PARERE PESSI SU NON POSSIBILITA RIENTRO BONO IN SOGIN

NEL PARERE PRO VERITATE UN FORTE RICHIAMO: POSSIBILE NULLITÀ DELLA RIATTIVAZIONE CONTRATTO DI GIUSEPPE BONO

Lo Studio Pessi ha prefigurato la nullità della riattivazione del rapporto lavorativo con Giuseppe Bono.

A pag. 4 del ‘parere pro veritate’ si legge infatti: “l’assenza in capo all’ex dipendente della titolarità di un diritto alla ricostituzione del precedente rapporto di lavoro (ormai definitivamente concluso con l’accordo del 2014) induce a ritenere che anche la mera retrocessione del contratto debba essere trattata alla stregua di una nuova assunzione, con la conseguenza che la sua validità sarebbe comunque subordinata al rispetto delle ordinarie procedure di ricerca e selezione di personale in vigore presso Sogin (infatti, ai sensi del comma 4 dell’art.19 cit. “Salvo quanto previsto dall’articolo 2126 del codice civile, ai fini retributivi, i contratti di lavoro stipulati in assenza dei provvedimenti o delle procedure di cui al comma 2, sono nulli”).”.

DA STUDIO PESSI AVVERTIMENTO AL CDA: ‘RITORNO’ DI BONO CAUSA DI RESPONSABILITÀ CIVILE E ERARIALE PER ORGANI SOCIETARI

STUDIO PESSI SU EVENTUALE DANNO ERARIALE RIENTRO BONO

STUDIO PESSI SU EVENTUALE DANNO ERARIALE RIENTRO BONO

Quello relativo alla probabile nullità del provvedimento di riattivazione del contratto lavorativo di Giuseppe Bono non esaurisce i richiami che lo Studio Pessi ha indirizzato alla Sogin nel proprio parere pro veritate, lo stesso che circa due anni fa Gian Luca Artizzu, divenuto A.D., ha omesso di indicare e fornire al Governo Meloni in sede di interrogazioni parlamentari e che riportava argomentazioni opposte a quanto da Artizzu dichiarato al Ministro Pichetto Fratin e al Vice Ministro Vannia Gava.

I giuristi interpellati nel 2021 dalla Sogin, infatti, avevano segnalato anche i significativi profili di rischio dell’operazione Bono tale da esporre gli organi societari (in sostanza, il CdA e il Collegio Sindacale) alla responsabilità prevista dall’art. 12 del D.Lgs. n. 175 del 2016.

Così si è espresso lo Studio Pessi: “i componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società partecipate sono soggetti alle azioni civili di responsabilità previste dalla disciplina ordinaria delle società di capitali (di cui agli artt.2932, 2394 e 2395 c.c.), di competenza del giudice ordinario (salva la giurisdizione della Corte dei conti per il danno causato dagli amministratori e dai dipendenti delle società in house), nonché all’eventuale azione di danno erariale (sottoposto alla giurisdizione della Corte dei conti) nel caso in cui si dovesse configurare anche un danno, patrimoniale o non patrimoniale, direttamente in capo agli enti partecipanti”.

A RISCHIO ANCHE NOMINE A DIRIGENTI DI SEPE E SCOLAMACCHIA

Dunque, attraverso un ‘parere pro veritate’ richiesto e acquisito dalla Sogin al tempo in cui Artizzu era a capo della direzione Personale, lo Studio Pessi aveva stroncato l’ipotesi di riattivazione del rapporto lavorativo con Giuseppe Bono tramite retrocessione contrattuale in assenza di procedure pubbliche di selezione, allertando sulla possibile nullità di un provvedimento in tal senso e sulle gravi responsabilità di legge in capo a CdA e Collegio Sindacale. Eppure, il 30 gennaio 2024 l’A.D. Gian Luca Artizzu ha formalmente comunicato al MASE che la legittimità della retrocessione del contratto di lavoro di Bono, di natura privatistica, era confortata dal parere pro veritate di un prestigioso studio legale richiesto dall’amministrazione pro tempore.

LETTERA DELL'AD SOGIN ARTIZZU AL MASE

LETTERA DELL’AD SOGIN ARTIZZU AL MASE

LA LETTERA DI ARTIZZU AL MASE DEL 30 GENNAIO 2024

Sta di fatto che il forte richiamo dello Studio Pessi alle conseguenze del mancato rispetto delle ordinarie procedure di ricerca e selezione di personale chiama oggi in causa altre due vicende di segno analogo collegate a provvedimenti adottati da Artizzu a poca distanza di tempo dal suo insediamento nel ruolo di A.D. (oggi più vicino alla scadenza), vale a dire le nomine a dirigente di Belinda Sepe e Fabrizio Scolamacchia: anche in questo caso, le progressioni sono avvenute in assenza di avvisi pubblici di selezione, di iter comparativi e in mancanza di approfondimenti istruttori dell’Ufficio Legale.

LA LETTERA DI ARTIZZU AL MASE DEL 30 GENNAIO 2024

La Sogin è soggetto giuridico autonomo rispetto alle singole figure che la amministrano pro tempore. Ed è la società deputata al decommissioning nucleare e alla localizzazione del deposito nazionale scorie radioattive partecipata interamente dal Mef di Giancarlo Giorgetti (che è responsabile della nomina del collegio sindacale) e vigilata – per legge – dal Mase di Gilberto Pichetto Fratin.

www.ageei.eu

www.sogin.it

www.mef.gov.it

www.mase.gov.it

www.governo.it

www.corteconti.it

Caso Bono, Sogin fa sbagliare Mase alla Camera. Gava: mi sono fidata di quanto detto da società. L’Ad Artizzu sapeva. I DOCUMENTI

Sogin, Artizzu non ha reso noto a Governo e istituzioni verbale con cui Bono rinunciava a ogni pretesa vs Società. IL DOCUMENTO

Sogin, Studio Maresca avvertì su Bono: rischi riassunzione. Nessun parere pro veritate come detto a Governo Meloni. I DOCUMENTI

Sogin, ex Ad Fontani sul caso Bono: Studio Pessi stroncò ipotesi riassunzione senza selezione. Da Maresca solo mail