La Presidente Paola Bellocchi presenta alla Camera il bilancio annuale: 1.020 scioperi effettuati, con una flessione del 5,5% sul 2024, ma cresce la conflittualità politica legata a scenari internazionali.
Nel corso della presentazione della Relazione Annuale 2026, svoltasi oggi presso la Sala della Regina a Montecitorio, la Presidente della Commissione di Garanzia sugli scioperi, Paola Bellocchi, ha illustrato il quadro della conflittualità nei servizi pubblici essenziali durante l’anno 2025. Il dato principale mostra una parabola discendente con 1.020 astensioni effettive (rispetto alle 1.080 del 2024), segnando un calo del 5,5%. Tuttavia, emerge un segnale opposto per gli scioperi generali: le proclamazioni sono raddoppiate, passando da 17 a 33, un incremento quasi interamente riconducibile all’iniziativa di sigle minori e del sindacalismo di base.
IL TREND DELLA CONFLITTUALITÀ E L’EFFICACIA DELLA VIGILANZA
L’analisi quantitativa evidenzia che, nonostante le 1.564 proclamazioni totali, il tasso di mancata attuazione degli scioperi si attesta al 34,8%. Questo significa che meno di tre annunci su quattro sfociano in un’astensione reale, un indicatore che il Garante attribuisce all’efficacia dell’attività preventiva della Commissione attraverso indicazioni immediate e mediazioni. La conflittualità territoriale rimane il motore quotidiano della protesta, rappresentando il 72,5% del totale, con una dinamica più fluida e soggetta a revoche spontanee legate al successo delle negoziazioni. Al contrario, lo sciopero nazionale resta l’approdo di vertenze più rigide, con un indice di attuazione del 70%. A livello settoriale, il raffreddamento è strutturale nel credito (-69,2%), nel ferroviario (-50%) e nell’igiene ambientale (-33,3%), mentre il Trasporto Pubblico Locale (TPL) si conferma il settore più critico, con un netto incremento delle giornate di astensione, passate da 62 a 101.
NUOVE FRONTIERE: DALLO SCIOPERO POLITICO ALLA LOGISTICA DEGLI ARMAMENTI
Il 2025 ha segnato l’affermazione di mobilitazioni proiettate su uno scacchiere globale. La Commissione ha registrato la diffusione di scioperi di natura politica legati al conflitto in Palestina e alla critica alla cosiddetta “economia di guerra”. Si è assistito al consolidamento di piattaforme “ibride” che mescolano temi contrattuali, come salari e sicurezza, con richieste radicali di politica estera. Un caso emblematico è quello degli scioperi selettivi nella logistica degli armamenti, mirati al blocco del carico di materiale bellico. In questo contesto, l’Autorità ha dovuto ribadire con fermezza che le deroghe al preavviso di dieci giorni sono limitate esclusivamente alla difesa dell’ordine costituzionale “materiale” (attacchi violenti alle istituzioni) o a gravi eventi lesivi dell’incolumità dei lavoratori, escludendo che fatti internazionali, per quanto drammatici, possano giustificare astensioni immediate. “Solo un valore soverchiante può giustificare la deroga al bilanciamento tra diritti”, ha precisato la Presidente nelle delibere relative agli scioperi del 3 ottobre 2025.
LE ZONE GRIGIE E IL FENOMENO DEGLI SCIOPERI OCCULTI
Una sfida inedita per l’Autorità è rappresentata dalle “zone grigie” della regolamentazione, dove la protesta si sposta dall’astensione totale al rifiuto selettivo della flessibilità. Nel settore postale e radiotelevisivo, il rifiuto di trasferte o reperibilità è stato qualificato dal Garante come una condotta mirata a rendere il servizio “disfunzionale”. Parallelamente, è stato affrontato con rigore il fenomeno dei picchi di assenza per malattia in concomitanza con le agitazioni. Un caso di rilievo ha riguardato l’Anm di Napoli, dove le massicce assenze del personale delle metropolitane tra il 28 e il 31 marzo 2025 sono state valutate come uno “sciopero occulto”. La Commissione ha sanzionato le organizzazioni sindacali per non aver esercitato il proprio dovere di influenza e per non essersi dissociate pubblicamente da condotte elusive che hanno gravemente danneggiato l’utenza.
SICUREZZA SUL LAVORO E AGGRESSIONI AL PERSONALE
La tutela dell’integrità fisica dei lavoratori è emersa come una priorità assoluta. Il 2025 ha visto un drammatico incremento delle aggressioni al personale, specialmente nel TPL e nella sanità. Solo nei primi tre mesi dell’anno, nel settore sanitario si sono registrati 6.483 episodi di violenza, un aumento del 37% rispetto al 2024. In questi casi, lo sciopero assume una funzione regolatoria: non solo denuncia, ma sollecita interventi concreti come cabine blindate e body-cam. Il Garante ha validato le astensioni immediate quando il pericolo era “immediato e concreto”, ma ha invitato i sindacati a ridurre responsabilmente la durata delle proteste per evitare che la legittima solidarietà verso un collega si traduca in un danno sproporzionato per i cittadini.
AGGIORNAMENTO DELLE REGOLE E SFIDE TECNOLOGICHE
L’attività della Commissione si è concentrata anche sulla manutenzione delle discipline di settore. L’atto più significativo è stata l’adozione della Regolamentazione Provvisoria per il Gruppo FS, che ha introdotto le fasce di garanzia nei giorni festivi e ricalibrato i servizi minimi sulla lunga percorrenza. In ambito tecnologico, l’Autorità sta monitorando l’impatto dell’Intelligenza Artificiale, definita come un fattore che modifica i modelli di business e i profili professionali, specialmente nel settore del credito e delle telecomunicazioni. Per contrastare il “pregiudizio da annuncio” — ovvero il danno creato dalla sola comunicazione dello sciopero, che spinge l’utenza a rinunciare ai servizi — la Commissione ha implementato strategie di filtro attivo, autorizzando le aziende a non comunicare astensioni che, sulla base dei dati storici, risulterebbero prive di seguito reale. C
RITICITÀ ORGANIZZATIVE E PROSPETTIVE FUTURE
Nonostante il ruolo centrale di garante della coesione sociale, la Commissione deve fare i conti con una cronica esiguità di personale, bloccato a sole 30 unità complessive da decenni. La Presidente Bellocchi ha evidenziato come l’Autorità sia l’unica indipendente priva di un Regolamento organico per il trattamento del personale, una disparità che ne limita la capacità attrattiva. Guardando al futuro, l’impegno è quello di trasformare la frammentazione informativa in un dataset pubblico accessibile, collaborando con altre Autorità come l’ART e l’AGCOM. L’obiettivo rimane quello di garantire che “l’esercizio di un diritto non diventi mai la negazione di un altro”, preservando un sistema di garanzie che evolva di pari passo con le trasformazioni del Paese.