Semaforo verde dal Parlamento Ue sulle nuove norme per i passeggeri: l’Unione Nazionale Consumatori parla di luci e ombre.
Nuove tensioni nel settore dei trasporti in Italia. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha attivato il Garante per la sorveglianza dei prezzi a causa di un anomalo e improvviso incremento delle tariffe dei biglietti aerei. L’intervento ministeriale si è reso necessario in concomitanza con i gravi ritardi e i disagi strutturali che hanno colpito la circolazione ferroviaria nazionale, in particolare lungo le direttrices strategiche Roma-Milano e Roma-Venezia, spingendo molti passeggeri a dirottarsi verso il trasporto aereo. La decisione del ministero ha riacceso immediatamente il dibattito sulla tutela dei consumatori e sulle risposte normative, sia a livello nazionale che europeo, dove il Parlamento di Strasburgo ha appena approvato un nuovo pacchetto di regole sui diritti dei viaggiatori.
IL GRIDO D’ALLARME DI ASSOUTENTI SUI DISAGI ESTIVI E LO STRAPOTERE DELLE COMPAGNIE
Sulla complessa situazione estiva è intervenuta duramente Assoutenti, evidenziando come tra disservizi ferroviari, cantieri stagionali e contestuali rincari sia dei voli sia dei carburanti, non vi sia di fatto pace per i cittadini italiani che hanno la necessità di viaggiare e spostarsi. L’associazione ha commentato l’iniziativa del ministro Urso sottolineando la necessità di regole certe per limitare la posizione di forza dei vettori aerei.
“Fa bene il ministro ad attivare Mister Prezzi e Antitrust, ma temiamo che questo non sia sufficiente”, ha dichiarato il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso. L’esponente dell’associazione ha ricordato come da anni venga denunciato il meccanismo per cui i prezzi dei voli salgono alle stelle proprio nei momenti in cui i cittadini hanno maggiore necessità di utilizzare il trasporto aereo per i propri spostamenti, senza che finora sia stato fatto nulla di concreto per arginare tale dinamica. Secondo Melluso, è quindi giunto il momento di intervenire con estrema severità contro queste speculazioni tariffarie nel settore aereo, dove i costi dei biglietti non appaiono più parametrati al servizio effettivamente reso, bensì calcolati esclusivamente sullo stato di bisogno e sull’esigenza di mobilità dei consumatori.
IL CODACONS BOCCIA L’EFFICACIA DELL’INTERVENTO SUL GARANTE DEI PREZZI
Una posizione di forte scetticismo sull’esito dell’iniziativa ministeriale è arrivata anche dal Codacons. L’associazione, pur definendo l’intervento di Urso corretto nelle intenzioni, ha pubblicamente dichiarato che l’azione non produrrà alcun risultato concreto per le tasche dei cittadini. La ragione di questo stallo risiede nel fatto che l’Antitrust si è già pronunciata in passato su dinamiche analoghe relative ai rincari speculativi dei voli, stabilendo che tali aumenti non violano le leggi vigenti.
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato si era espressa al termine di un’approfondita indagine conoscitiva durata anni, scaturita proprio da un formale esposto presentato dal Codacons. Quell’istruttoria ha certificato che l’impennata delle tariffe aeree, legata alla maggiore domanda o allo stato di necessità dei viaggiatori in periodi critici come l’estate, Natale o Pasqua, non costituisce un illecito. Di conseguenza, l’Autorità considera regolare l’impiego da parte dei vettori aerei di sistemi di tariffazione dinamica e algoritmi, i quali fanno lievitare i costi dei biglietti non appena si verifica un picco improvviso di richieste, esattamente come accaduto in occasione dei recenti disservizi ferroviari. Il Codacons ha sottolineato che, allo stato attuale, i viaggiatori italiani si trovano privi di difese contro queste speculazioni e che la situazione rimarrà invariata fino a quando non verranno varate norme specifiche capaci di vietare l’uso di algoritmi e sistemi automatici per la determinazione dei prezzi.
IL GIUDIZIO DELL’UNC SULLE NUOVE REGOLE EUROPEE PER I PASSEGGERI
Parallelamente allo scontro sulle tariffe nazionali, il Parlamento Europeo ha approvato a Strasburgo un nuovo testo legislativo volto a ridisegnare i diritti dei passeggeri del trasporto aereo. Sulla novità è intervenuto Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori (Unc), che ha evidenziato come il provvedimento presenti profonde luci e ombre per i cittadini europei, riservandosi comunque la facoltà di condurre un’analisi ancora più dettagliata del testo nei prossimi giorni.
TRA COMPENSAZIONI NON INDICIZZATE ED EVOLUZIONI SUL BAGAGLIO A MANO
Esaminando i dettagli della riforma europea, il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori ha espresso parziale soddisfazione per il fatto che sia stato evitato un grave peggioramento delle tutele inizialmente previsto nelle prime bozze, che puntava a ridurre gli indennizzi economici stabiliti dal Regolamento europeo n. 261/2004. Tuttavia, l’associazione considera un’occasione persa il mancato aggiornamento di tali cifre, ferme a una forbice compresa tra i 250 e i 600 euro. Secondo l’Unc, dopo 22 anni dalla loro introduzione, sarebbe stato quantomeno doveroso adeguare tali importi all’inflazione subita dai consumatori dal 2004 a oggi. Sul fronte dei piccoli progressi, la nuova normativa europea fa registrare un timido passo in avanti per quanto riguarda la regolamentazione del bagaglio a mano, introducendo elementi di maggiore chiarezza.
IL DECLASSAMENTO DEI DIRITTI DI RIMBORSO NEGLI SCALI DELLO STESSO BACINO
Gli elementi di criticità maggiori emergono invece sul fronte dei rimborsi e delle tutele in caso di variazioni di rotta. Il nuovo testo approvato a Strasburgo introduce un chiaro passo indietro per i diritti dei viaggiatori, i quali perderanno il diritto al rimborso del biglietto, alla riprotezione su un altro volo e alla compensazione pecuniaria qualora l’aeromobile dovesse atterrare in un aeroporto differente da quello originariamente prenotato, purché lo scalo serva la medesima regione (come nel caso di un dirottamento da Milano Malpensa a Milano Linate) e il ritardo complessivo accumulato non sia superiore alle tre ore.
Un ulteriore punto debole individuato dall’Unione Nazionale Consumatori riguarda la limitazione a un massimo di 3 notti per l’assistenza alberghiera fornita dalle compagnie in caso di blocco dei voli. Pur riconoscendo la rarità di eventi prolungati, l’associazione evidenzia che, qualora si ripresentassero circostanze eccezionali e sistemiche paragonabili a quelle vissute all’epoca dell’eruzione del vulcano islandese, con questa clausola i viaggiatori rischierebbero di essere abbandonati a sé stessi dalle compagnie aeree dopo il terzo giorno di attesa.