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Energia7 Luglio 2026 16:45

Gnl, il commercio globale segna il record storico nel 2025 trainato dal boom degli Stati Uniti

Roma - L’Europa aumenta l’import di 26 milioni di tonnellate mentre la Cina si conferma primo acquirente globale. Il rapporto dell’Unione Internazionale del Gas evidenzia l’esordio sul mercato di Canada, Mauritania e Senegal.

Il mercato mondiale del gas naturale liquefatto ha registrato una crescita senza precedenti nel corso del 2025, toccando il picco storico di 437 milioni di tonnellate grazie a un incremento del 6,3% rispetto all’anno precedente. A fare da traino a questa eccezionale espansione sono stati gli Stati Uniti, il cui balzo produttivo ha guidato l’intero settore energetico globale. I dati, rilanciati dall’agenzia TASS, provengono dall’ultimo rapporto ufficiale diffuso dall’Unione Internazionale del Gas (IGU), che mappa in modo analitico i flussi e le infrastrutture di una matrice energetica sempre più interconnessa.

IL BILANCIO RECORD DEL MERCATO E IL DEBUTTO DI NUOVI PAESI ESPORTATORI

Entrando nel dettaglio dei flussi commerciali valutati dall’Unione Internazionale del Gas, il volume esatto degli scambi ha raggiunto quota 436,98 milioni di tonnellate. Si tratta di un incremento netto di 25,74 milioni di tonnellate nel confronto anno su anno con il 2024. Questa imponente rete di approvvigionamento ha permesso di mettere in comunicazione 24 mercati esportatori con 50 differenti mercati di importazione. “La crescita è stata trainata principalmente dalla maggiore produzione degli Stati Uniti, che ha aggiunto 22,3 Mt su base annua, insieme all’aumento delle esportazioni da Qatar, Malesia, Angola e Nigeria”, si legge testualmente nel documento programmatico dell’organismo internazionale. Oltre al consolidamento dei canali storici, il 2025 verrà ricordato dagli analisti di settore per un passaggio geopolitico significativo: per la prima volta nella loro storia energetica, Canada, Mauritania e Senegal hanno iniziato a esportare GNL, diversificando ulteriormente l’offerta globale.

LA GEOGRAFIA DEI GRANDI PRODUTTORI E IL DETTAGLIO DELLA CRESCITA

L’espansione dei volumi commerciali poggia su dinamiche geografiche ben delineate. L’apporto principale è arrivato dagli Stati Uniti, che hanno registrato un incremento di ben 22,3 milioni di tonnellate. Seguono i progressi del Qatar con un guadagno di 4,3 milioni di tonnellate, della Malesia e dell’Angola, entrambe in crescita di 1,1 milioni di tonnellate, e della Nigeria, che ha aggiunto un milione di tonnellate al computo globale.

La classifica dei principali esportatori mondiali vede gli Stati Uniti saldamente in vetta, avendo consolidato il primato con 110,74 milioni di tonnellate, un balzo in avanti notevole rispetto agli 88,42 milioni registrati nel 2024. Al secondo posto si piazza il Qatar, che ha innalzato le proprie spedizioni a 81,51 milioni di tonnellate dalle 77,23 dell’anno precedente. La medaglia di bronzo va all’Australia, stabile sul terzo gradino del podio con 80,32 milioni di tonnellate. Al quarto posto si posiziona la Russia, che ha esportato un totale di 30,52 milioni di tonnellate subendo però una contrazione dei volumi pari a quasi 3 milioni di tonnellate nel corso dei dodici mesi. A chiudere la cinquina dei leader globali è la Malesia, che ha registrato un output commerciale di 28,8 milioni di tonnellate.

I FLUSSI DI IMPORTAZIONE TRA IL BLOCCO ASIATICO E IL RECORD EUROPEO

Sul fronte della domanda, la mappa degli acquirenti fotografa un quadro polarizzato. La Cina si è confermata anche nel 2025 il primo importatore su scala planetaria con 69,77 milioni di tonnellate, nonostante una flessione interna dei consumi che ha portato a una riduzione di 8,9 milioni di tonnellate nelle importazioni. Subito dietro si collocano il Giappone, con un volume di 67,37 milioni di tonnellate, e la Repubblica di Corea, che ha assorbito 48,67 milioni di tonnellate. Insieme, queste tre potenze asiatiche detengono una quota pari al 42,6% dell’intero import globale di gas liquefatto. Nello stesso quadrante geografico, l’India ha registrato acquisti per 24,6 milioni di tonnellate.

Una dinamica speculare si è osservata sul continente europeo: spinta dalla necessità di garantire la propria sicurezza energetica e diversificare le fonti di approvvigionamento, l’Europa ha visto aumentare i propri flussi di GNL in ingresso di ben 26 milioni di tonnellate, toccando un volume complessivo di 126,7 milioni di tonnellate.

LE CAPACITÀ INFRASTRUTTURALI E I PROGETTI DI INVESTIMENTO PRE-FID

Per sostenere una simile accelerazione dei traffici, il sistema infrastrutturale globale ha dovuto adeguare i propri asset. La capacità complessiva di liquefazione del gas è aumentata di 30,1 milioni di tonnellate, raggiungendo un potenziale nominale di 524,5 milioni di tonnellate. Parallelamente, lo sforzo logistico sui mercati di sbarco ha spinto la capacità dei terminali di rigassificazione fino alla soglia degli 1,114 miliardi di tonnellate.

L’attenzione degli analisti dell’IGU si concentra infine sulle prospettive a lungo termine e sui progetti che si trovano nella delicata fase precedente alla decisione finale di investimento (pre-FID). Alla fine del 2025, la capacità stimata di questa pipeline di progetti si attestava a circa 1,105 miliardi di tonnellate. All’interno di questo scenario di espansione futura, il Nord America recita la parte del leone con una quota di 650,3 milioni di tonnellate annue (mtpa). Nel dettaglio di quest’area, 384,4 milioni di tonnellate all’anno fanno capo ai progetti localizzati negli Stati Uniti, 227,3 milioni al Canada e 38,6 milioni al Messico. Fuori dal blocco nordamericano, le pianificazioni vedono la Russia posizionarsi su una stima di impianti per 170,4 milioni di tonnellate annue, seguita dall’Africa con 121,1 milioni, dall’area dell’Asia-Pacifico con 67 milioni e, infine, dal Medio Oriente con progetti valutati in 65,7 milioni di tonnellate all’anno.