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Energia7 Marzo 2025 15:56

Nucleare, Pichetto: ci vorranno 2 anni, “se poi ci saranno tecnologie più economiche non costruiremo i reattori”

Roma - Nucleare, Pichetto: “ci vorranno 2 anni, se poi ci saranno tecnologie più economiche non costruiremo i reattori”

Il Governo italiano ha deciso di puntare fermamente sul nucleare per mettere in sicurezza il paese dal punto di vista della produzione energetica, degli approvvigionamenti ma anche come aiuto per decarbonizzare l’intero sistema elettrico.

L’utilizzo di energia prodotta attraverso reattori può garantire, infatti, un sostegno alle rinnovabili che per loro stessa natura sono intermittenti, e necessitano di un “sostegno” che al momento è dato dalle centrali a gas e un domani verrà fornito, appunto, dal nucleare.

LA SCORSA SETTIMANA IL VIA LIBERA IN CDM AL DDL NUCLEARE

La scorsa settimana il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha presentato in Consiglio dei ministri il Ddl sul nucleare, che porterà a stretto giro, dopo l’approvazione del Parlamento, a una serie di deleghe al Governo per riavviare l’intero settore: non solo l’autorizzazione a nuove centrali, in primis i reattori di terza generazione avanzata di piccole dimensioni, gli Small Modular Reactors (Smr), ma anche in futuro i reattori di quarta generazione e la fusione. Naturalmente i tempi non sono immediati: l’industrializzazione delle prime centrali di piccole dimensioni Smr da 300-400 MW di taglia, è attesa per gli inizi degli anni ’30, la fusione si attende per il 2050. Ma intanto, lo stesso ministro Pichetto, ha chiarito che è necessario avviare un percorso normativo che indichi le procedure autorizzativi, crei un’agenzia di controllo per vigilare su impianti e scorie, incentivi ricerca e formazione. Un percorso stimato in almeno un paio di anni, tra via libera del Parlamento e la scrittura delle deleghe.

CON TECNOLOGIE PIU’ ECONOMICHE ADDIO AL NUCLEARE?

Il Governo si aspetta molto dal riavvio del settore nucleare, non da ultimo un taglio delle bollette del 30-40%, come ha detto il ministro Pichetto a Mattino 5 su Canale 5. Aggiungendo però una frase che non è sfuggita, specialmente ai nuclearisti più convinti e cioè la questione della convenienza economica:Se emergeranno altre tecnologie più economiche, allora non costruiremo i reattori”, ha affermato a chiare lettere il ministro, secondo quanto si legge su Il Giornale, lasciando perplessi di fronte ai fiumi di parole che negli ultimi mesi si sono riversati su tutti i media su un convinto ritorno all’atomo in Italia.

“Tutte le energie nel nostro Paese sono gestite con il supporto dello Stato: geotermico, idroelettrico, fotovoltaico, eolico. La produzione di energia dal nucleare dovrà fare il paio con tutte le altre energie”, poi “se sarà più conveniente si aiuta di meno e quindi automaticamente prevarrà sulle altre. Ma la valutazione sulla convenienza economica sia dello strumento sia del prezzo dell’energia lo si fa nel momento in cui si fa la scelta. E continuo a dire che se in quel momento avremo una bicicletta con una dinamo speciale in grado di dare la risposta, non compreremo reattori ma compreremo la bicicletta”, ha chiarito il ministro a margine della presentazione di uno studio sulla Fusione nucleare a Roma.

RISPARMI FINO A 17 MLD DI EURO CON UNA QUOTA DELL’11% DI NUCLEARE NEL MIX ENERGETICO

L’Italia stima che se l’11% del mix energetico nazionale derivasse dall’energia nucleare entro il 2050, il Paese potrebbe risparmiare qualcosa come 17 miliardi di euro sulle spese di decarbonizzazione. Anche se il piano del Governo, potenzialmente lascia spazio per raggiungere una quota di energia proveniente dall’atomo del 22%.

BOLLETTE PIU’ ALTE DEGLI ALTRI PAESI UE, IL NUCLEARE PROTEGGEREBBE DALLA VOLATILITA’ DI MERCATO

L’idea di energia a basso costo è particolarmente allettante per l’Italia in questo momento. Gli italiani stanno soffrendo per bollette elettriche molto elevate che gli esperti, ma anche lo stesso ministro Pichetto, attribuiscono alla dipendenza del paese dalle importazioni di gas naturale. A gennaio 2025, i costi dell’elettricità in Italia erano più alti del 25% rispetto alla Germania, del 40% rispetto alla Francia e del 48% rispetto alla Spagna, con un aumento del 44% su base annua rispetto allo scorso gennaio. Aumentare le capacità di produzione energetica nazionale con il nucleare aumenterebbe quindi la sicurezza energetica dell’Italia e aiuterebbe a proteggere il paese dalla volatilità del mercato.

ANCHE IL GIAPPONE RIPENSA A NUOVI REATTORI DOPO l’INCIDENTE DI FUKUSHIMA DEL 2011

L’Italia non è la sola che ha decido di abbracciare di nuovo l’energia nucleare. In effetti, l’Italia non è nemmeno la sola a cambiare completamente politica nucleare. Anche il Giappone ha annunciato di recente un ritorno alla produzione di energia nucleare dopo la tragedia di Fukushima nel 2011.
Insomma, dopo le innumerevoli frasi a sostegno del nucleare, in particolare ai mini-reattori, per garantire più energia a prezzi più bassi, decarbonizzata e in grado di renderci più indipendente, Pichetto ha lasciato di stucco tutti…

www.ageei.eu

www.mase.gov.it

www.sogin.it

Nucleare, scenari e prospettive del settore in Europa. Primi reattori tra 2030 e 2050. VIDEOINTERVISTE E INTERVENTI